AM Audio A50 Reference
Ciao ragazzi, come ormai da qualche tempo voglio scrivere due righe sulle mie personali riflessioni d’ascolto di componenti che passano tra le mie mura e che talvolta , e questa volta ben felicemente, vi restano a soggiornare fissi.
Come avrete intuito facilmente dal titolo, parliamo di uno dei finali “storici” dell’ altissima fedeltà, progettata e fabbricata in Italia, in quel di Vigevano dal conosciutissimo Attilio Conti.
Il Patron di casa AM Audio è una persona effettivamente particolare, non sempre suscita grandi simpatie e per dir la verità spesso risulta leggermente scontroso, forse questo non si addice propriamente a chi nella propria attività deve trattare direttamente con i clienti ma sicuramente gli và riconosciuta grande competenza e caparbietà nel realizzare elettroniche favolose che nulla hanno da invidiare ai mostri sacri Britannici o Statunitensi.

L’ A-50 Reference è l’ultima versione del primo A50, è un Super finalone da oltre 40 kg di peso che dichiara (molto prudentemente) 50+50 W in classe A.
Vi risparmio tutti i dettagli tecnici di questo finale poiché io voglio solamente rendervi partecipi delle mie impressioni d’ascolto, tutte le misure sono ambito di chi queste recensioni le fa per mestiere, ed è ragionevole pensare che le faccia meglio di me.

Inizio subito con l’affermare che l’A-50 Reference è un finale MOLTO VIZIATO!!
Già, ma perché, vi domanderete Voi,
Sappiate che se non lo abbinerete ad un preamplificatore d’altissimo livello vi farà sudar sette camicie per farlo suonare decentemente.
Io l’ ho acquistato da un simpaticissimo e preparatissimo audiofilo di Casarsa della Delizia(PN), e colgo l’occasione per ringraziare il sig. Tiziano per avermi elargito una gran quantità di preziosissimi consigli.
Quando l’ ho portato a casa, l’ ho collegato al mio impianto che utilizzava come pre uno splendido Xindac XA3200MKII, che sino allora aveva fatto suonare divinamente il mio precedente finale, un monotriodo con 300B.
Accendo e lascio scaldare per una mezz’oretta, alzo il volume e ahimè tutto un impasto incredibile, bassi confusi e rimbombanti, code di qua e code di là, abbasso subito e il suono si ricompone diventando piacevolissimo ed equilibrato, ma il tutto con la manopola del volume al massimo ad ore 8!!
Mi armo di santa pazienza e sposto i diffusori in avanti, li tappo con gli appositi elementi in dotazione con le B&W. E ricomincio.
La situazione migliora, ma non mi soddisfa, come alzo il volume disastri acustici imperversano per il mio salotto.
La classe dell’oggetto si sente ed anche la sua esuberante potenza, ma non posso farlo esprimere, anzi lo stavo strangolando.
Cosa fare?
Analizzo la situazione e convengo dopo un meeting durato due giorni con me, la mia pancia, e il mio cervello (dei tre il meno sviluppato!) che forse dopo i vari consigli ricevuti dai vari Forum, dal gentilissimo Tiziano ed altre capaci persone, avrei dovuto trovarmi un pre nuovo!!
Dilemma!
Quale?
All’ inizio il pensiero è volato al pre A5 di casa AM Audio, ma, in effetti, ho sempre adorato i finali del sig. Conti ma i pre non mi hanno mai stregato, a parte i top di gamma ma che andavano notevolmente fuori budget.
In quel mentre rileggo le righe scritte dal buon Davide Sbisà sul nuovo Pre della Audio Analogue, il Bellini Virtual Battery, e vedo che decisamente aveva impressionato il Patron di Audiocostruzioni.
Mi decido e lo chiamo per qualche pensiero in più.
Ovviamente questa è un’ altra storia ma in succo sono andato in un negozio e l’ ho acquistato.
Collego il tutto al finaline e……………….MAGIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il basso diventa STRATOSFERICO e controllatissimo, addirittura granitico, la scesa fa impressione, l’ ariosità è da primato, l’ AM Audio inizia a dar bordate che mandano in risonanza il mio stomaco, ma tutto è segoso e caldo, tra gli strumenti c’è uno spazio grandissimo, al pari del campionissimo monotriodo che in questo parametro eccelleva,

il suono inizia a scorrere piacevolissimo ma con una dinamica sconvolgente, alcuni mi avevano detto che questo finale non era certo un campione di velocità, ma pur essendone stato convinto anche io, me ne sono dovuto ampiamente ricredere,certo qui entra in gioco il pre , del quale parleremo in futuro,ma questo finale si èm rivelato semplicemente divino, sul fatto che scaldi notevolmente devo in parte dissentire, scalda , ma non certo da cuocerci una bistecca, certo io gli ho dato moltissima aria.
Ho notizie che questo modello sia arrivato quasi al suo capolinea , bè mi sa che lo rimpiangeranno moltissimo, certo è meno setoso del nuovo fratellino A 40 Reference S2, ma a mio avviso è più preciso.
Un dato sopra a tutti , prima la musica classica con il monotriodo era carina, ma non la adoravo, dove il valvolare si esprimeva da primato era sul jazz, ora la musica classica è STRATOSFERICA, la dinamica è coinvolgente e i pieni orchestrali sono impetuosi ma non graffianti , dettagliatissimi all’ infinito con un’ immagine olografica veramente possente e profonda, il jazz si è mantenuto sui livelli del Triodino , in pratica DIVINO, morbido e suadente ma il contrabbasso è dinamico e veloce, non ci sono code , ma non viene riprodotto freddamente, mantiene quell’ aura calorica tipica delle jazz session.
I piani sonori sono nettissimi e ben staccati l’ uno dall’ altro, ed ammetto che i Pink Floyd in questa nuova veste a stato solido mi hanno emozionato, tanto da farmi ascoltare anche il Metal!
Sì avete capito benissimo, io non lo sopporto, anzi per essere più corretto nei confronti di chi ama il genere dirò semplicemente che quel tipo di musica non mi coinvolge, tranne………………..tranne loro, i mitici, unici e portentosi AC/DC !!
È uscito un’ edizione Gold Remaster di Back in Black, il mitico album dalle eteree campane, mamma mia che emozione sentirlo a volume sostenuto ,l’ AM Audio mi ha catapultato in uno stadio davanti al palco dove questi assatanati pazzoidi suonavano sino a far esplodere le loro chitarre, ragazzi la classe e l’ eleganza dei monotriodi è fuori discussione ma lo è altrettanto il coinvolgimento emotivo che possono regalare questi muscolosi finali dalle doti musicali raffinatissime.

E’ il migliore dei finali??
Non lo so, ma presumo di no, dico presumo perché posso contare sulle dita di una mano quelli che mi hanno impressionato maggiormente di questo, ed alcune dita avanzerebbero!!
Mi rendo conto che molti criticano AM Audio , ma altrettanti e probabilmente di più, la amano incondizionatamente, io reputo AM Audio insieme ad Audio Analogue i due Mostri sacri dell’ Hi End made in Italy, poi ad ognuno le sue conclusioni.
Se siete alla ricerca di un finale superlativo e praticamente definitivo , datevi da fare, sul mercato dell’ usato potete fare buoni affari, ed anche direttamente a Vigevano, visto la fine serie dell’ oggetto magari potete “spillare” qualche sostanzioso sconto, ma , mi ripeto, prestate GRANDISSIMA attenzione al Pre che gli affiancherete, io ho provato anche un Audio Research LS 25 ed il risultato è stato Stupendo, non sognatevi di pilotarlo con pre di livello medio, laciate stare e acquistate altro, perché avrete risultati molto più soddisfacenti.
Buoni ascolti a tutti
Luciano Milossa