Pre e finale Audio Analogue Bellini Virtual Battery e Donizzetti Cento

Eccomi qui, ancora una volta a raccontare le mie impressioni su dei componenti, ma questa volta qualcosa di anomalo c’è, e si, perché almeno la metà di questo sistema d’amplificazione l’ho già lodato e posseduto, poi per vari motivi ho scelto la strada dell’ integrato ora per altri motivi ho deciso per questa accoppiata tutta italiana.
Va detto che sono particolarmente affezionato agli oggetti di casa Audio Analogue e che in fondo mi reputo quasi un tifoso di una squadra di calcio, non propriamente un’ Ultras, ma un tifoso si, e come tutti i tifosi amo la mia squadra e critico le scelte del suo tecnico, ma di calcio non ne capisco nulla!
Ovviamente scherzo, però prima di descrivervi le mie impressioni su questi oggetti devo dire che ritengo la scelta di averli inseriti nella linea compositori non propriamente felice dal punto di vista del puro marketing, in compenso felicissima per noi acquirenti che così risparmiamo sicuramente più di qualche euro per portarci a casa questi due splendidi oggetti.
Purtroppo la mente malata di noi audiofili, ed io in primis, talvolta si arresta di fronte ad un’ eventuale acquisto di un componente che non si inserisce nella linea Top del catalogo del costruttore, pensate che non sia vero? Sapete che ci sono persone che non hanno acquistato Audio Note level 3 perché ne esiste un 4 e un 5 ?
Per quanto sembri strano è così, noi tutti siamo influenzati , chi più chi meno, dal riconoscimento sociale, e spesso cadiamo vittime di questo modo di pensare e catalogare le cose, sicuramente ben lontano dal giusto.
Comunque, scrollatomi di dosso il timore di apparire meno figo lasciando il Maestro 150 e adottando l’ accoppiata Bellini VB e Donizetti cento, posso ben dire che, contro tutte le possibili aspettative, la differenza tra le due amplificazioni è marcatissima e a favore dei fratellini piccoli.
Già conoscevo le qualità del pre Bellini VB che però alcuni trovano troppo aperto e pungente, io personalmente lo reputo assolutamente neutro e ricchissimo di trasparenza, il che , se accoppiato con un degno e corretto partner, non può che essere un merito, donando all' ascoltatore un' ascolto mai affaticante o pungente.
Quale miglior partner di quello nato per esserlo?
Detto fatto.
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Porto a casa il tutto, sballo e come prima soddisfazione mi ritrovo ad alzare i due componenti senza diventare violaceo con sfumature nerarstre, il vecchio Maestrone dall’ alto dei suoi 52 KG rappresentava una bella impresa per qualsiasi spostamento, qui invece, con la metà dei chili, mi ritrovo due componenti gestibilissimi e soprattutto molto belli, collego, accendo e……novità, i led sono blu!
Il precedente Bellini aveva le luci verdi e credo che la scelta di dotare questi apparecchi dei led blu segua una chiara tendenza estetica, però devo ammettere che sono molto belle a vedersi, magari potevano inserirle da subito.
Dopo una settimana di cottura continua, posso dedicarmi alla comparazione passato/presente, cioè Maestro VS accoppiata e outsider gradito.
Premetto che il Maestro è per me un’ ottimo integrato, uno di quelli veramente buoni in giro, unico difetto che gli trovavo era una focalizzazione poco chirurgica, se confrontato con altri integrati di pari o superiore livello, lui tendenzialmente restituiva un suono più caldo e avvolgente, meno preciso ma più musicale , e qui entrano in campo i gusti personali.
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La coppia da subito dimostra di posizionarsi su tutt’ altri livelli per fuoco, dettaglio, ampiezza della scena sonora e capacità di svincolarsi dai diffusori, e già, qui siamo ai livelli del Callisto 2100 provato pochi giorni prima sul mio impianto, rispetto al piccolo grande mostro scandinavo l’ accoppiata perde una virgola in fuoco chirurgico, dove il Callisto può tranquillamente considerarsi un riferimento e un fuoriclasse, in compenso sembra restituire una scena sonora ancora più svincolata dai diffusori e una setosità e raffinatezza addirittura maggiore rispetto al Callisto, in confronto al Maestro la differenza è sensibilmente marcata.
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La gamma bassa del Callisto è velocissima e tendenzialmente asciutta, rigorosissima e precisa come un mirino laser, il Bellini/Donizetti ripropone un basso preciso ma un po’ meno granitico del Callisto, più caldo e potente, anche rispetto al Maestro che su questo parametro si pone tra il Callisto e l’ accoppiata, devo dire che con le mie Micro Utopia è preferibile il basso dell’ accoppiata in quanto sembra completare maggiormente il range armonico restituito dai due splendidi bookshelf che per ovvie ragioni non possono vantare bassi da 30 hz.
Le voci , timbricamente, sono a livello del Gryphon ,qui anche il Maestro si comporta bene, però se si analizza anche la focalizzazione e la presenza degli esecutori il Maestrone resta indietro rispetto alle altre due amplificazioni, quest’ultime sono in grado di materializzare la cantante davanti a voi con un realismo eccezionale, dote sufficiente nel Maestrone ma da non considerasi eccelsa, almeno a confronto degli altri due, perché è pur vero che confrontato ad altri si è sempre difeso ottimamente o addirittura le ha suonate di santa ragione, il punto è, semmai, che sia il Gryphon che l’ accoppiata Audio Analogue sembrano essere dei piccoli fuori classe rispetto a molto altro che c’è sul mercato.
L’ estremo alto dell’ accoppiata è dolce e setoso, più brillante e definito quello del Callisto 2100, il Maestro si pone a metà, l' amplificazione Bellini/Donizetti dimostra di essere quella con la timbrica più raffinata, pur vantando un dettaglio sensibilmente superiore al Maestro e vicinissimo al campione scandinavo che però resta , su questo parametro, il numero uno.
La larghezza della scena è a favore del Maestro ma penalizzando pesantemente la profondità della stessa, entrambe le altre amplificazioni perdono qualche centimetro in larghezza rispetto al maestro 150 ma vantano qualche metro in profondità ,e qui la palma del vincitore credo di poterla assegnare all’ accoppiata, la sensazione di aria tra gli strumenti è di livello assoluto, la musica e ricchissima di riverberi e la spazialità è veramente da primato, entrambi (Callisto e Bellini/Donizetti)svincolano totalmente i diffusori dal suono, lasciandoli come due componenti spenti nel mezzo della nostra area d' ascolto, mentre il Maestrone tende ad appiattire la scena e a non svincolarla totalmente dalle micro utopia in modo abbastanza marcato rispetto a gli altri competitors.
La dinamica è a favore del Callisto, secondo il Maestro e terza l’ accoppiata, intendiamoci, non è che l’ accoppiata non ha dinamica, anzi è assolutamente perfetta, però in questo range il Callisto 2100 è un vero fuoriclasse, e il Maestro gode di una potenza sensibilmente maggiore che implica una notevolissima riserva dinamica quindi, a Cesare ciò che è di Cesare.
Direi che il verdetto è molto chiaro, l’ accoppiata Audio analogue si è dimostrata decisamente superiore al Maestro, per qualità,timbrica,dettaglio ,scena sonora e raffinatezza, il vero avversario da battere è stato il Callisto 2100, che dalla sua vanta una precisione chirurgica sui dettagli e una velocità d’ esecuzione semplicemente straordinaria, ma cede in raffinatezza del medio alto e scena sonora rispetto alla coppia italica, e qui entrano gusti e componenti da associare a questa amplificazione, chi possiede diffusori con woofer esigenti e di buon diametro preferirà sicuramente il Callisto 2100 che guiderà con disinvoltura tutto ciò che gli darete in pasto, il Bellini/Donizzetti si sposa meglio a diffusori da stand o da pavimento di misura terrena, del resto un recente confronto tra Callisto 2100 e Diablo ha fatto emergere che il piccolo Gryphon è veramente una macchina stupenda, certo deve cedere qualcosa rispetto a quel mostro del Diablo, ma le differenze sono molto contenute, almeno sulla qualità sonora, è chiaro che il Diablo dall’ alto dei suoi 250W per canale vanta un controllo e una possenza indiscutibilmente superiore, inoltre è risultato timbricamente più dolce e raffinato ripetto al Callisto 2100.
Maestro 150
Callisto 2100
Bellini VB + Donizetti cento
Timbrica globale
80
90
92
larghezza della scena sonora
90
85
85
Profondità della scena sonora
65
90
92
dettaglio
80
98
92
focalizzazione
60
98
92
Olografia e tridimensionalità
70
98
92
Spazialità scansione dei piani sonori
60
90
92
Raffinatezza estremo alto
80
88
90
Liquidità e realismo gamma media
80
90
90
Profondità della gamma bassa
90
85
92
Velocità della gamma bassa
80
98
80
Capacità di svincolarsi dai diffusori
60
90
92
potenza
90
90
85
dinamica
85
95
80
ariosità
70
85
90
Totale punti
1140
1370
1336
60 sufficiente
70 discreto
80 buono
90 eccellente
100 ottimo, vero riferimento
Personalmente considero il Diablo in assoluto una delle migliori amplificazioni presenti sul mercato, e probabilmente il miglior integrato esistente insieme al TOP Burmaster e altri 2 0 3 in todo el mundo,
questo la dice lunga sulla qualità della più modesta accoppiata italiana che si ritaglia con onore un posto meritatissimo nell’ Olimpo delle amplificazioni di alto livello ad un prezzo di cartellino di quasi 5000 euro (6700 il Callisto 2100,9800 il Diablo,4300 il Maestro 150), che sono tantini , ma assolutamente congrui per la qualità del pre e finale in oggetto, probabilmente per superare con decisione questa coppia si dovrà passare a cifre quasi doppie il che per molti di noi è semplicemente impensabile. Tra pochi giorni proverò a collegare tutto in bilanciato, visto l’ arrivo a breve del Maestro cd 192 (questo per dotarmi di un sistema di elettroniche monomarca e bilanciate) vi farò sapere se vi sono delle differenze rispetto al cablaggio tradizionale