la più bella del reame Cary Audio CD 303T SACD

Ciao, come al solito sono qui a relazionarvi su una macchina che ho avuto modo di testare in tranquillità tra le mie mura domestiche, e di questo ringrazio l’importatore
“Il Tempio Esoterico” che gentilmente mi ha elargito in prova questa straordinaria sorgente.
Innanzi a tutto parliamo di una sorgente dalle caratteristiche tecniche particolari, infatti, è dotata di un ingresso ove è possibile connettere un PC, e per tanto utilizzarla anche come convertitore per la nostra musica liquida, cosa che a moltissimi audiofili fa storcere il naso, ma che in questo caso, utilizzando un convertitore dalle caratteristiche di prim’ordine, riesce a far sorgere non pochi dubbi e perplessità sulle convinzioni radicate di chi, come me, ha sempre reputato i formati compressi non propriamente hi end.

Quest’americana creatura è stata confrontata anche con riferimenti al di sopra di ogni ragionevole dubbio, quale l’esoteric x01 limited edition, non certo per decretare un vincitore ma semplicemente per avere dei parametri di rapporto che rappresentino l’eccellenza della riproduzione digitale odierna.
Non vi è dubbio alcuno che l’Esoteric rappresenti un vero riferimento, gravato di un prezzo a listino davvero elevato, anche il Cary Audio non può certo esser considerata una sorgente abbordabile o di classe economica, i suoi 7000 euro di listino la pongono in una fascia di mercato piuttosto elevata che entra in spietata concorrenza con molte macchine di altissimo livello, per citarne qualcuna direi Esoteric X03 SE, Gryphon Mikado,marantz SA7 S1, Denon DCD SA1 e via discorrendo.
Non posso non elogiare la realizzazione di questa sorgente , il peso supera la ventina di chilogrammi, esteticamente è davvero molto bella, e il cassettino della meccanica, pur molto sottile, è realizzato in alluminio spazzolato che infonde una sensazione di grande solidità, come ciliegina sulla torta offre stadi di uscita a valvole e sovra campionamento record, si , record, perché ad oggi, non mi risulta che altre macchine possano giungere a tanto, in pratica, attraverso i tasti di selezione, si può disporre delle seguenti scelte:
44.1
96
192 fin qui nulla di strepitoso
384 già siamo speciali
512
768 e qui mi sa che non ci arriva nessuno, o qualcuno che mi sfugge, ma sicuramente pochi, o meglio, pochissimi.
Detto francamente il passaggio dal 44.1 sino al 384 e ben udibile e migliora sensibilmente molti parametri d’ascolto, da qui al 768 le differenze si fanno fini, ma comunque individuabili e, a mio avviso, questa macchina va sfruttata con il suo sovra campionamento massimo.
Ovviamente in caso d’inserimento di un SACD non sarà possibile scegliere nulla, la macchina passa alla lettura super Audio ove i parametri sono regolati per i supporti ad alta definizione.
Non sono certo i tasti e i numeri che rendono una sorgente speciale al confronto di altre, per tanto credo sia opportuno parlare del suono.
In generale ci si trova innanzi a una sorgente assoluta e definitiva per qualsiasi tipo d’impianto debba “alimentare”, confrontata con la diretta concorrenza, risulta estremamente meno aggressiva e il suono riprodotto si avvicina in modo disarmante a ottime sorgenti analogiche, il che, per chi ama il suono del disco nero, non è certo un dettaglio da trascurare.
Il suono appare estesissimo in ogni direzione dello spettro sonoro, ma mai invadente o debordante, sulla gamma media si toccano vertici di livello assoluto, anzi, mi sento di poter dire che voci come quelle riprodotte dal Cary, a oggi, non le ho mai sentite su nessun’altra sorgente digitale che ho avuto modo di toccare in modo serio, mettendola vicino all’ esoteric X01 posso dire di aver preferito l’ americano su tutta la gamma media e alta , però il Jap dava sfoggia di se sul controllo e la perentorietà della gamma medio bassa ed estremo bassa, lo so’ che questo solitamente è compito delle amplificazioni ma, come moltissimo sanno , la sorgente determina in modo decisivo anche il controllo sulla gamma bassa, è chiaro che la meccanica in dotazione al Cary, pur decisamente ottima, non può avvicinarsi allo splendore tecnico della VRDS Neo di cui è dotato l’ X01, però sul fronte convertitore la battaglia si fa serrata in modo drammaticamente combattuto, tanto che alla fine bisogna suddividere le preferenze tra entrambe le sorgenti.
Non capiamoci male, il Cary ha un controllo dell’estremo basso di assoluto livello, ma l’Esoteric rappresenta il massimo in questo parametro, quindi di scontro tra Titani si parla.
Quello che colpisce del Cary è l’estrema sensazione d’aria tra gli esecutori durante l’ascolto, qui non mi sovviene altra sorgente che riesca AD EGUAGLIARE COTANTO BEN DI Dio, tranne, forse, ma ripeto forse, un sistema di una persona che conosco che a una meccanica di grande livello accoppia un convertitore realizzato ad hoc su schema base degli Audio Note level quattro ma, molto migliorato, con un’alimentazione separata da circa 25 KG DI PESO e una cura dei componenti superiore al favoloso convertitore Audio Note!!! Però si parla di una sorgente digitale che in commercio non esiste e che ,qualora dovesse esistere il prezzo supererebbe abbondantemente i 30.000 euro.
Tornando al Cary,
le jazz session sono qualcosa di straordinario, la capacità di trasportare l’ascoltatore nel ritmo, in assoluta rilassatezza d’ascolto, ha davvero dello straordinario, capita di abbandonarsi completamente con la parte superiore del corpo, ma i piedi inesorabilmente battono il tempo con tenacia e trasporto.
Chiaramente, con il Cary, tutti i generi musicali si trovano assolutamente a proprio agio, i grandi pieni orchestrali sono riproposti con naturale scolpitura e dettaglio, di un livello talmente straordinario, che disorienta per perentorietà e assoluta mancanza di aggressività.
La scena sonora si staglia davvero ampia, al pari dell’Esoteric, anche se sembra riproposta in modo diverso, mi spiego meglio;
i dettagli e i micro dettagli appaiono più evidenti con il Cary, come se fosse in grado di estrapolare più informazioni rispetto al jap, e già qui sarebbe un miracolo non da poco poiché l’ Esoteric viene talvolta taggiato di eccessiva precisione chirurgica ma, ad un’ ascolto molto concentrato ed attento ci si rende conto che semplicemente tutte le più piccole sfumature vengono leggermente messe in evidenza, e questo non implica una maggior precisione ma un modo diverso di riproporli sulla tavolozza cromatica della scena sonora, è come se tutti i dettagli fossero un po’ più in primo piano, appaiono meno lontani, meno eterei e più materici e reali.
Di contro la sensazione di dettagli più lontani crea l’illusione di un palcoscenico lievemente più profondo, ma è davvero dura trovare tali sottili differenze tra le due sorgenti, in certi momenti, dopo il ripetersi di brani ci si ritrova a chiedersi se esistano veramente differenze, e visto il calibro del riferimento direi che il Cary a dettaglio, precisione e illusione tridimensionale della scena sonora è davvero straordinario, anzi oserei dire da riferimento.
Non si può soppesare la bontà di questa sorgente solamente con i classici parametri d’ascolto, altrimenti apparirebbe ottima come molte altre, ma così non è, qui c’è qualcosa di diverso, di ammaliante, praticamente impossibile da descrivere con dati e analisi che riescano a dipingerne un quadro razionale a chi mi legge, io posso solo dire che chiunque sia venuto ad ascoltarla ha appoggiato il telecomando e ha ascoltato tre o quattro brani ininterrottamente prima di proferire parola, cosa che per un audiofilo in fase di valutazione di un componente ha davvero dell’incredibile, è stata la prima volta che i vari CD che le persone si portavano dalla propria collezione come brani di riferimento, siano rimasti nelle loro borse, in poche parole a nessuno interessava di mettersi a far prove, ma tutti si sono messi ad ascoltare, hanno giocato un paio di minuti con l’uscita valvolare e quella a stato solido, con le varie unità di sovra campionamento ma, dopo aver rimesso tutto come lo avevo sistemato io si sono messi ad ascoltar musica, punto e basta!
Onestamente non sono riuscito a preferire un’uscita sull’altra, in pratica quella valvolare e quella “normale” si equivalgono, magari in catene diverse le differenze potrebbero emergere più chiare e distinte, ma tra le mie mura non ci sono venuto fuori, diciamo che per amore delle calde lampadine, alla fine, ascoltavo sempre con l’uscita valvolare.
Giacché sono rimasto così colpito da questa sorgente, ho voluto prestarla anche ad amici, in modo che con calma potessero testarla tra le proprie mura, e la risposta è stata unanime, stupenda sorgente, e in tutti i casi andava a migliorare la qualità d’ascolto nelle loro catene, di più non saprei dire perché ho voluto non accompagnarli nell’ascolto, ma lasciarli completamente da soli per non influire sul giudizio finale.
Alla fine risulta chiaro che considero questo Cary la miglior sorgente digitale che io abbia potuto provare, certo questo non la eleva a migliore in assoluto, perché in fondo l’alta fedeltà è soprattutto gusto personale, ma quello che posso consigliarvi è di ascoltarla, anche se avevate intenzione di destinare un investimento maggiore alla sorgente, vedrete che quantomeno sarà un componente che vi piacerà, dopodiché farete le vostre valutazioni.
Grazie a tutti e buoni ascolti
Luciano