Nuovo interessantissimo scritto dell' amico Antonio, oramai da considerarsi un grandissimo esperto di sorgenti digitali, questa prova completa la precedente già pubblicata.
Una seconda prova di Meccaniche
a cura dell' Amico ed esperto di sorgenti Digitali Antonio

Ecco Antonio in Relax estivo
Riferimento KRELL DT-10 (22/23 mln ‘95-‘96)

Nuova Sfida diretta:
Wadia 8 (10 mln ‘95-‘96)

(I prezzi di listino citati non esprimono la qualità di un apparecchio rispetto ad un altro, ma segnano a grandi linee la classe di appartenenza ambita).
Amici audiofili vi propongo un aggiornamento, o meglio un’integrazione al mio precedente scritto. Questa volta pongo al cospetto del stupendo CDT Krell di riferimento un altro grande amico della musica, ovvero un CDT Wadia.
L’8 per l’esattezza che non identifica il Top di gamma Wadia (il Wadia 7 molto più costoso) ma un sicuro riferimento tutt’oggi per molti afecionados del marchio e non solo.
Che vi devo dire? Wadia ha un senso estetico per me davvero eccezionale, non posso che associare la bontà del risultato sonoro con l’estetica di questo CDT. Si vi sto dicendo che suona molto bene e personalmente non l’avevo mai provato nel mio impianto. E’ proprio vero che una meccanica suona diversa l’una dall’altra… è proprio vero. Come è proprio vero però che fondamentalmente a cambiare è la sua precisione o meno nel restituire il messaggio sonoro nella sua interezza e complessità che all’orecchio giunge quindi con maggiore naturalità.
In queste prove ho ascoltato con i miei nuovi diffusori (sempre Sigma Acoustics) le Image che mi hanno davvero teso una mano amica, capaci di maggiore risoluzione e finezza di grana rispetto alle Ouverture SL (pur già ottime). Ho adottato inoltre il nuovo convertitore Paradisea (molto simile al precedente Renaissance) del quale non posso che elogiare l’estrema maturità musicale, assieme ad un Krell Studio ed un Wadia X-32 come ulteriori riferimenti per verificare i vari accoppiamenti (presi singolarmente è ovvio), dei quali forse parlerò in separata sessione.
PROVA
L’impianto per le prove (solo sorgente digitale):
CDT di riferimento KRELL DT-10
DAC Non Oversampling Paradisea/Krell Studio/Wadia X-32
Filtro di rete EVA
Pre BEZ 6SN7
Finale BEZ 300B SE (valvole finali TJ)
Diffusori SIGMA ACOUSTICS Image
Cavo digitale White Gold FII
Cavi di segnale/alimentazione White Gold Infinito e vari
Cavo di Potenza White Gold Infinito
Tavolini Omicron Stargate
Vari disaccoppiatori/accordatori Omicron
Il Wadia 8 è davvero ben costruito con quello chassis massiccio che caratterizza la linea Wadia dell’ultimo periodo, con i piedi a torre ed estetica nel complesso molto sobria ed elegante. Il cassettino in materiale composito antivibrante dalla mole non particolarmente impressionante risulta però efficace nei risultati sonori e ben modellato per la facilità nell’inserimento ed estrazione dei CD. Ingressi digitali di tutti i tipi (ottico/bilanciato/BNC) tranne il classico RCA (ottenibile con un adattatore sul BNC di facile reperibilità) caratterizzano il pannello posteriore.

A parte la relatività dell’estetica, voglio spendere due parole sul suono prodotto del quale non mi potrò stancare velocemente, un risultato apparentemente senza difetti, insomma tutto quello che vorreste da un CDT. Sound-stage ampio e svincolato dai diffusori, tridimensionalità marcata, dinamica da vendere al mercato. Voci ben alte nel palcoscenico e molto godibili, sibilanti al minimo storico, insomma tanta qualità. Ho notato che l’apparecchio come molti altri seppur posizionato su tavolini “senza compromessi” è sensibile a modifiche nel suo contatto con i vetri, e finora ho sempre posizionato sotto ai miei CDT i piedini Magic Dream della Omicron (che permettono di migliorare leggermente le performance liberando il suono dai diffusori). In questo caso il CDT Wadia proprio non li ha voluti e ho dovuto toglierli e lasciare poggiare le sue punte sulle loro sottopunte e poi direttamente sul piano di vetro.
Meno male che nell’Alta Fedeltà l’unica regola fissa non scritta è che si deve sempre ascoltare prima di giudicare (e il bello è che il Vostro giudizio è solo il Vostro… o di chi vi vuole crede). Ma è anche vero che tanti discorsi si fanno solo per stare in compagnia con chi condivide la nostra stessa passione, e che l’importante è migliorare il proprio ascolto domestico. Quante soddisfazioni può dare un impianto hi end… e sono tutte personali… ingordamente esclusive…
Tutte le eccezionali performance riscontrate già sul CDT Krell DT-10 sembrano immutate e riportate tali e quali dal Wadia 8. Poi però inserendo il CDT Krell (opportunamente lasciato nel frattempo acceso) nell’esatta configurazione a disposizione del Wadia 8 (stessi cavi e stessa filtratura dell’alimentazione) non ho potuto notare delle differenze, seppur minime (maggiore è la qualità dell’impianto a valle e maggiori differenze si possono notare tra un CDT ed un altro; nel mio caso quindi è un risultato relativo alla mia configurazionenel giorno della prova, non assoluto).
Il Krell rispetto al Wadia, su tutto, conferisce al suono una superiore naturalità, il Wadia 8 (precisissimo niente da eccepire) è leggermente meno naturale. Il Krell suona quindi un pochino più corposo e assolutamente non affaticante all’ascolto, con violini (Registrazione Foné) stracolmi di sfumature senza diventare mai troppo taglienti… tanta dolcezza (da non confondere con suono impastato… lungi dai miei ascolti) e tanta raffinatezza.
Il Wadia 8 quindi è dotato di capacità di risoluzione inferiori che rendono la grana per quanto molto godibile (ho notato che a qualcuno la grana troppo fine non piace, perché gli sembra che manchi qualcosa…) meno fine e quindi meno raffinata, con una leggera concessione alla ruvidità non riscontrata sul Krell. Riuscire ad arrivare a livelli superiori in termini di finezza di grana a mio avviso (non solo credo) è importantissimo per evidenziare i piani sonori delle registrazioni, in quanto un suono più fine, non è altro che un suono più ricco di dettaglio. Nel suono più ricco di dettaglio si possono distinguere in maniera più netta e facile per il nostro sistema uditivo/celebrale gli spazi di provenienza del suono. Insomma maggiore intelligibilità e sicuramente alla lunga meno fatica di ascolto. Infatti la fatica di ascolto va di pari passo con la qualità, infatti verso impianti che producono distorsione è più elevata (viene voglia di abbassare il volume), mentre nel caso di impianti più raffinati capita anche dopo un’ora di ascolti di aver voglia di alzare il volume (tenendo sempre presente il limite di saturazione della stanza, oltrepassato il quale l’ascolto provocherebbe comunque un certo fastidio) magari perché il brano lo richiede (esempio tipico Rogers Waters o i Vangelis, ma anche con una Sinfonia è impossibile non alzare il volume).
Oltre alla finezza di grana, ho notato capacità espressive dinamiche più evidenti nel Krell, sempre non eclatanti (ed è questo che mi ha lasciato interdetto) ma direi assolute ed innegabili. Sono doti che si possono ricercare solo in un certo tipo di brani ed è una esigenza non universale… quella di avere il colpo allo stomaco sempre maggiore dal proprio impianto. Certo è che una volta arrivati ad averlo (il colpo allo stomaco) con alcuni dischi magari ascoltati anche raramente la strada del ritorno (cioè privilegiando dopo lunghe indecisioni componenti/elettroniche che evidenziano altri parametri) appare buia e impervia, tale da non essere poi mai percorsa.
Devo ammettere che il Wadia mi ha infinitamente stupito, in quanto sebbene mentalmente l’avessi già catalogato come “apparecchio di classe inferiore”, nei fatti abbia raggiunto livelli di qualità assolutamente fuori della sua categoria. Ora mi pervade la macabra (visto il prezzo) curiosità di provare la famosissima Wadia 7… buoni ascolti a tutti. --- Antonio Ferro
P.s. ma siamo solo io e il Sig. Mozzi di FdS ad acquistare gli apparecchi che desideriamo provare per bene?
Antonio