Accuphase DP 85

Come
alcuni ricordano, è da ben 4 giorni che ho in prova il lettore Accuphase DP85
perchè vorrei sostituire con il Wadia860 ormai datato.
L'ascolto viene come sempre effetuato con il mio impianto presso la mia sala
d'ascolto, che poi di fatto è il soggiorno.
Devo purtoppo descrivere nuovamente come è composto il mio impianto in modo che
tutti possiate valutare autonomamente eventuali abbinamenti alternativi e del
target della catena, senza nessula falsa modestia non sono il tipo, amo trollo
la musica.

Pre Jeff Rowland Coherence One
Finali Jeff Rowland Model 12
Cd Wadia860
Cd Accuphase DP85 (in prova)
Cavo pre-CD Dream G di Audiosophia
Caco di potenza Audioquest Mont Blanc
Ambiente trattato con 6 Tube Traps nei soli 3 angoli della stanza.
Quella che stò per scrivere è una sintesi delle mie prove, ve ne saranno delle altre con la medesima configurazione, ma con cd Accuphase DP78 (come consigliato mi da Acrobat) ed il cd Teac Esoteric X-01 Limited Edition.
Fronte sonoro
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Wadia :Spiacciato contro il muro
DP85 : Il suono riempie tutto il volume della stanza, in senso buono senza
allungamenti e/o code.
Registro basso
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Wadia : Nulla da eccepire, buono, ma meno ricco armonicamente,ben controllato,
senza code e ben articolato.
DP85 : Leggermente più ricco armonicamente, ben controllato senza code, e ben
articolato ha un qualcosa che lo fa preferire al Wadia.
E' meglio definito.
Registro medio
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Wadia : E' un picchia duro, il decadimento non è naturale.
Dp85 : Ricco di armoniche,lo si avverte subito appena inserito nell'impianto ,
veramente bello. Il decadimento è reale.
Registro alto
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Wadia : Ancora un picchia duro, decadimento non è naturale.
DP85 : Ricco armonicamente, meno aggressivo negli attacchi, decadimento reale.
Considerazioni generali
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Il Wadia negli attacchi di qualsiasi strumento è sempre molto duro, mentre il
DP85 è morbido e non ovattato tutt'altro.
Per me vada per il DP85, ma prima ci sono altre prove per vedere se spendere
qualcosa meno.
Leggendo qua e la, ho notato che alcuni segnalano un basso preponderante.
A me non succede, probabilmente si deve fare attenzione ad interfacciarlo con
amplificazione e diffusori che controllino bene questa gamma dello spettro
audio, oltre alla stanza dove si ascolta, ovviamente.
Ascoltando il Requiem di Brahms subito all'inizio, insieme ai contrabbassi c'è
il pedale dell'organo che suona delle note nel registro grave.
Con Wadia sembrava un'organo, con il DP85 non ci sono dubbi è proprio l'organo.
Le informazioni che il DP85 estrae chissà da dove cavolo le è andate a prendere,
e sì che sono sempre state lì dentro.
Non si fraintenda non sono artefazioni, vi posso garantire, che si ascoltano
delle note musicali che prima sembravano non presenti in partitura, ed il tutto
senza nessuna esaltazione di questa o quella gamma di frequenza.
Caspita, notevole.
In buona sostanza comunque, devo ammettere che dieci anni di progetto del Wadia
si sentono e come. Non ho utilizzato dischi speciali per le prove altrimenti non
vale, ho utilizzato dischi di jazz, classica (prevalentemente), sia in piccole
formazioni che la grande orchestra sinfonica che Jazz.
La piacevolezza d'ascolto è il parametro che si apprezza maggiormente, così come
il modo di porgere la musica.
Il DP85 è uno strumento musicale non ci sono balle, è come mettere a confronto
un violino made in Taiwan ed uno Stradivari. Il primo suona, nel senso che le
note le riproduce, ma lo stradivari suona e come se suona.
Ecco questo mi sembra il giusto paragone.
Un ottimo cd player dunque il DP85, acquistarlo ?, mah adesso vediamo come
reggerà al confronto con gli altri due poi ne riparleremo.
Molte cose avrei da dire, ma si allugherebbe troppo il 3d.
Rileggendo il tutto, mi è venuto un dubbio. Non sarà che qualche recensore
copierà questa mia, per spacciarla come sua ? Sperem in ben.
Saluti a tutti , state in allerta arriveranno le prossime prove.
PS: perchè faccio le prove e comunico i risultati, perchè so un pirla, che
invece di ascoltare la musica sto davanti al pc per rendervi partecipi.
Ma non ce la facevo a non dirlo a tutti voi.
Roberto Somboli