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Amphion Xenon

 

 

Grazie alla disponibilità dell’importatore Audiograffiti ho avuto l’opportunità di provare a casa nel mio impianto le finlandesi Amphion Xenon, occasione ghiotta per noi audiofili sempre alla ricerca del miglioramento nel miraggio della perfezione.

 

Le Xenon si inseriscono in sostituzione ai miei Avalon Symbol, diffusori di riferimento per alcuni parametri quali trasparenza e risoluzione. Nel confronto le  Xenon  partono un po’ svantaggiate perchè costano un 20 % meno delle Symbol e quindi incosapelvolmente sarei portato a pensare che possano essere di minor qualità.

Già al carico dell’imballo in macchina mi sono reso conto che il peso dei diffusori è ben diverso da quello delle Symbol, praticamente al doppio pesando circa 32 Kg.

                                   

Esteticamente sono molto belli e rappresentano  oggetti d’arredamento di grande valore con forme eleganti costituite da disegni geometrici essenziali quali il cerchio, il triangolo,  il quadrato e il parallelepido. La scuola finlandese di alto design ha aiutato sicuramente nelle scelte costruttive.

 

Ma oltre ad una ricerca estetica, il costruttore ha svolto un gran lavoro nella ricerca tecnologica. Non sto qui a raccontarvi i dettagli tecnici, cito solo lo studio di un particolare tipo di crossover con dei tagli situati in zone poco sensibili all’orecchio umano.

                                      

Mi sembra inoltre assolutamente doveroso segnalare l’emissione di tipo cardioide del midrange, in parole povere il suono del midrange esce anche lateralmente dai triangoli traforati che comunicano con la cassa del midrange,  Ma non voglio addentrarmi nelle varie e tante particolarità tecniche di questi diffusori, vi darò  semplicemente alcune note di ascolto a confronto tra le Avalon Symbol e le Amphion Xenon.

 

Dopo pochi minuti  mi sono reso conto che la filosofia seguita è completamente diversa ed il suono è molto differente.

 

In primo luogo l’impatto è naturalmente a favore delle Xenon, il litraggio ha la sua importanza e non si sono santi.

 

Per avere le idee un po’ più chiare sul nuovo suono che stavo ascoltando ho chiesto aiuto a mio figlio che per hobby suona il basso elettrico in un gruppo rock. Chi meglio di chi suona in gruppo almeno un paio di sere alla settimana ha  la capacità di riconoscere un suono che più si avvicina alla realtà.?

Le sue impressioni sono state subito entusiastiche. Secondo lui il suono delle Xenon è molto più reale e sicuramente più adatto per chi ama più  la musica che l’HIFI. E qui la frecciatina è chiara. Mio figlio,per esempio, è stato in grado di riconoscere  attraverso le Xenon il suono di alcune marche di chitarre o ha percepito come reale il suono amplificato di un basso Fender .  Ha aggiunto anche, sfottendomi come suo solito, che questo suono non mi sarebbe piaciuto più di tanto e che non sarebbe stato adatto ad un audiofilo come me alla ricerca di tutte quelle cose strane come la scena, l’immagine e la profondità.

 

Bene… abbiamo capito che il suono è sicuramente più vicino alla realtà e risulta quindi molto più naturale per i dischi rock ascoltati con mio figlio.

Ma a questo punto è partita la bagarre di ascolti per passare da un cd all’altro.

E’ innegabile che il miglior campo di gara per questo diffusore è la musica ad alta dinamica, sia rock che classica sinfonica ,dove sa emozionare in maniera assoluta.

                                    

Dopo una ventina di ore di ascolto posso già dire che la risoluzione delle Amphion non è assolutamente da meno delle Avalon ed il tweeter in alluminio, all’inizio dal tono un pochino  aspro, si sta ammorbidendo lasciando passare un suono che in quanto a naturalezza non fa rimpiangere il riferimento.

 

L’immagine è molto buona,anche se non così profonda come con le Symbol che ricreano la musica dietro i diffusori. Ora il suono è più monitor e tende a spostarsi in avanti. Le voci si materializzano facilmente in avanti ed al centro. Buone sia le maschili che le femminili.

Sembra che i cantanti  siano un po’ più in forma del solito, dando una sensazione di maggior coinvolgimento e feeling.

 

Per la parte bassa dello spettro le Xenon stravincono. Il basso è più profondo e soprattutto slegato da problemi di rimbombo acustico, cosa strana considerando che è pù potente.

Il volume si può aumentare tranquillamente con un’ottima tenuta in potenza e più lo si aumenta e maggiore è la soddisfazione e l’emozione dal momento che il basso non deborda.

Bassi veloci e profondi quindi , con la possibilità di poter addirittura correggere alcune imperfezioni di registrazione accedendo all’interruttore del  filtro che diminuisce di 1,5 db l’emissione fino a 100 hz.

 

Le Xenon danno l’impressione di non stoppare le note come invece a volte si riscontra  con le Symbol. Cosa intendo? Con le piccole Avalon, soprattutto con il suono  del pianoforte per intenderci, si ascolta  l’inserimento della nuova nota che stoppa la precedente togliendo la coda naturale dell’onda sonora. Questo non accade in casa Amphion a tutto vantaggio della naturalezza.

 

Certo le Avalon hanno il grande merito di scomparire dalla scena, ma in tutti i casi le Xenon non sono molto da meno.

 

In definitiva la riproduzione dei fiati, del pianoforte e della batteria migliora con le finlandesi. Notevolissime le chitarre sia acustiche che elettriche.

Il suono risulta complessivamente molto emozionante e coinvolgente essendo peraltro dotato di una pulizia e da una risoluzione ancora più spinta di quanto si può ascoltare in casa Avalon.

Se ne avvantaggia anche la micro dinamica che è in continuo pulsare ad ogni nota in modo più evidente.

 

Rimane a vantaggio delle Avalon la musica da camera;  qui è propria dura battere le Symbol.

Il violino è migliore in casa Avalon non però il violoncello.

Concludendo, il confronto risulta complessivamente  a vantaggio delle finlandesi, dotate per giunta di un prezzo inferiore di circa 1.000 euro. Per ottenere di più e rimanere in casa Avalon è necessario passare alle Ascendant  con una spesa praticamente tripla, cosa troppo dolorosa per il mio portafogli.

 

Scrivo queste note, come ho detto sopra, dopo  circa 20 ore di rodaggio; sono sicuro che i termini di miglioramento delle Amphion sono ancora alti e che avrò altre piacevoli sorprese.

La prova è stata eseguita usando sorgente North Star, con convertitore Estremo,  ampli integrato ibrido Ensemble Evocco, cavi di segnale MIT M1 e cavi di potenza Sommer Cable Quadra Blu.