Antonio esperto di Convertitori ci descrive le sue impressioni d' ascolto
DAC a confronto diretto:
WADIA X64.4 -- Riferimento prova
TEAC D-2 Reference
WADIA X-32
MICROMEGA T-DAC
MERIDIAN 203
Il convertitore di riferimento usato per
le prove e' il WADIA X64.4 (versione anno 94 circa listino 14 milioni di Lire
differente dai primi X64 fine anni 80 / primi anni 90).

Il wadia x - 64.4 usato come riferimento
Quando usci' questo convertitore suscito' scalpore tra gli appassionati ( in
pochi in quegli anni intuivano la valenza di un DAC esterno cosi' costoso) ed
era considerato un sogno irraggiungibile.
Dichiarata dal costruttore una aspettativa di vita non inferiore ai 20 anni di
funzionamento continuo di 24h al giorno (pensato anche per il settore
professionale) e supportato dall'assistenza WADIA in qualsiasi momento anche
per eventuali up-grade.
Le prove d'ascolto effettuate sommariamente in abbinamento ad una meccanica
Meridian 602 (Top di Gamma prima della altissima serie 800), pre e finale
monotriodo a valvole di eccellente qualita', cablaggio di buon livello tra cui
White Gold (potenza).
Filtraggio di tutto l'impianto con disaccoppiatore di rete per sorgenti
digitali (in questo caso mecc. e DAC). Diffusori: Sigma Acoustics Ouverture e
Duevel Bella Luna.
WADIA X64.4 Vs Meridian 203
In questo caso il rapporto sul prezzo di listino e' 1/10 (la quotazione
dell'usato invece scende a 1/5 circa) ma puo' tuttavia essere interessante per
chi decidesse di fare il salto di qualita' da un entry-level pur ottimo e
ancora molto apprezzato come il Meridian ad uno dei primi 5 convertitori in
assoluto degli anni 90.

Il meridian 203
Il Wadia migliora nel dettaglio in modo sostanziale ma soprattutto rende il sound-stage piu' concreto, equilibrato, con spazialita' notevolmente superiore a rispetto al piccolo Meridian. E'una differenza (un rapporto, una equazione) riscontrabile in quelle sedute di ascolto durante le quali si decide di fareun confronto tra CD e la stessa edizione in LP (chi l'ha fatto puo' capire cosa intendo).
Il
Meridian 203 pero' per iniziare a separare la convesione dalla meccanica va
molto bene.
Altamente consigliato per budget fino a Euro 300.
WADIA X64.4 Vs Micromega T-DAC
Questo piccolo Micromega tutt'ora a listino e' in produzione da almeno 10anni
e se non sbaglio anche l'estetica e' rimasta tale. Positivo l'approccio con
il solido chassis ini alluminio di notevole spessore e robustezza, nonche' dei
piedini in gomma di buona qualita'.

Il micromega T-Dac
All'ascolto invece devo dire di rimanere un po' deluso, vista la cura costruttiva esterna, erano nate aspettavie rimaste poi orfane. Il confronto con il Wadia pero' e' un po' improprio e fuorviante se non si sta attenti. I parametri che ho apprezzato maggiormente iin questo longevo francesino Micromega sono: equilibrio timbrico, coerenza ritmica. Eccede leggermente sugli alti in taluni casi, ma sono aspetti eludibili in sede di scelta dei cavi di collegamento (soprattutto di interconnessione DAC-Pre). Tutto sommato preferirei ancora il Meridian 203.
WADIA X64.4 Vs WADIA X-32
La prova in questo caso e' stata fondamentalmente simile alle precedenti. Il
WADIA X-32 arriva ad una risoluzione e dettaglio nettamente superiori degli
altri due che lo hanno preceduto.

Il wadia x32
Se
non gli si chiede molta profondita' di immagine, regala un ascolto piacevole,
anche se a mio avviso e gusto alla lunga un po' affaticante. Non escludo pero'che
in altri impianti diversi possa dare risultati leggermente superiori.
WADIA X64.4 Vs TEAC D-2
Questi due apparecchi progettati agli antipodi della Terra hanno in comune
l'alta qualita' e la ricerca delle massime prestazioni ottenibili dal
dischetto argentato, ancor oggi il software in assoluto piu' acquistato nel
mercato discografico.
Le differenze in questo caso si riducono notevolmente.
Il parametro del dettaglio e' abbastanza soddisfatto da entrambi, velocita' e
ricostruzione del messaggio molto simile e in entrambi i casi soddisfacente.

il teac D-2
Le
differenze percepibili risultano essere ancora sull'immagine, la profondita',
dove il Wadia riesce a ricreare un sound-stage piu' verosimilmente live,
completamente svincolato dai diffusori (forse con una meccanica migliore di
quella in prova non del tutto all'altezza, la supremazia del Wadia potrebbe
essere rovesciata!?).
Un'altra differenza che ho potuto cogliere riguarda il timbro, piu' piacevole
nel Wadia rispetto al dac giapponese eccessivamente nervosetto in alcuni
passaggi. Tuttavia il TEAC nel mercato dell'usato viene venduto a prezzi
nettamente inferiori (piu' accessibile) al dac Wadia che beneficia di rinomata
fama e che aveva effettivamente un prezzo di listino
superiore del 40%.
Come si puo' intuire credo fermamente che negli anni 90 (anni post boom del
digitale) siano stati prodotti apparecchi maturi e veramente ben costruiti e
ancor di piu' ben suonanti, purtroppo o per fortuna spesso sottovalutati. Le
nuove tecnologie di conversione (ma vale anche le meccaniche CD di qualita'
oggi scomparse) se non supportate in sede di assemblaggio da componenti
selezionati, costruzione seguente canoni aero-spaziali e alimentazioni molto
raffinate, difficilmente potranno avvicinarsi a DAC come il WADIA X64.4.
Ci tengo a sottolineare di aver espresso un mio parere personale, ed aver
citato parametri conosciutie comprensibili, ma pur sempre "filtrati" dal MIO
orecchio e catalogati dal MIO cervello.
Anche l'equilibrio dell'impianto in generale e' indicativo e variabile da impianto a impianto. Le prove si sono svolte per tutti i DAC citati in condizioni conosciute e stabili (a parte ovviamente il cambio dei vari DAC).
Le Duevel Bella Luna sono state oggetto della prova WADIA/TEAC solamente e non hanno inficiato in nessun modo il risultato, ma anzi hanno aiutato il recensore nel suo lavoro di "scrutatore".
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Ciao Davide, mi avevi detto di inviarti
aggiornamenti/novita'... eccomi. ![]()
Ti avevo parlato tempo fa di convertitori orientali
Non Oversampling di eccellente qualita'. Bene ne ho provati piu' di uno. Ho
inizialmente acquistato in Cina un piccolo convertitore trasparente con
alimentazione a trasformatore esterno.

Questo apparecchio andava molto bene... ma ne ho provato un'altro che ho notato andasse ancora meglio. Il "Digital Password" e' un piccolo convertitore assemblato e venduto a Taiwan in pochi esemplari da un piccolo artigiano/appassionato. Per ammortizzare la spedizione ne ho acquistati tre esemplari, ora ne posseggo due. L'ho ascoltato a confronto con tutti i DAC della recensione che hai pubblicato.
Wadia x64.4 Vs "Digital Password"
Il piccolo convertitore con gli occhi a mandorla ha seguito un ascolto del Wadia X64.4 di almeno 30min. La stessa registrazione era restituita senza notare evidenti differenze. Sconcertato ho proseguito l'ascolto dimenticando ogni altra distrazione. Il piccolino era disinvolto nella riproduzione, dolce. Il sound-stage non necessitava di maggiore apertura e il suono era totalmente svincolato dai diffusori. Insomma ad un primo ascolto non mancava nulla. Proseguendo poi con il Wadia X64.4 ho continuato ad essere sorpreso dalla somiglianza del suono restituito dai due DAC totalmente differenti sia dal punto di visto circuitale che dal punto di vista dell'impegno economico. Dopo un'altro po' di ascolti ho cominciato a cogliere le differenze. Premetto che si tratta di dettagli non facilmente riconoscibili. Ma come di sa l'Alta Fedelta' e' una passione che richiede molta saggezza e pazienza... Il Wadia era semplicemente magico! Il convertitore cinese lo imitava ma non lo eguagliava assolutamente in tutto. La musica restituta dal Wadia X64.4 era piu'ariosa, "chiara" senza essere affaticante. Non vi parlero' approfonditamente del Non Oversampling lasciando ai singoli interessati eventuali approfondimenti (vedi TNT audio la prova del DAC AudioNote in special modo gli approfondimenti in inglese sul 0 Oversampling) tutti i convertitori oggi praticano il sovracampionamento ovvero "Oversampling" ponendo vari dac in parallelo e filtrando digitalmente in uscita per cancellare gli spettri sonori creati dal sovracampionamento ovvero evitare ipotetici (discutibili in alcuni casi) danni alle elettroniche e agli altoparlanti. Il Dac orientale dotato di un solo DAC interno e'filtrato in uscita in maniera analogica semplicemente con un condensatore. Questo produce un risultato... che e' quello di rendere molto piacevole l'ascolto e poco affaticante. Si sposa a nozze in quegli impianti un po' squillanti e duretti... ma no e' sicuramente la panacea a tutti i mali. Non e' il WAdia x64.4 ma e' assolutamente un suo degno avversario al pari di altri impegnativi convertitori.
