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                                                                                                                           Audes Excellence 5

                                                                                                                                                                 by Artepaint

 

                              

                                                                                                                           

Lungi da me la pretesa di parlare delle Excellence 5 in rapporto a diffusori di altre marche ma solo di evidenziare le differenze con un modello meno caro della stessa azienda.
Audes Blues :
http://www.audes.ee/?id=1880&tpl=1020 - secondo il parere di Fabrizio (nickname Fabrizio) che ha ben ascoltato questi diffusori nel mio impianto, non avevo nessun motivo di passare al modello superiore in quanto già molto ben suonanti.
Excellence 5 :
http://www.audes.ee/?id=1840&tpl=1020 -
secondo il parere di Luciano (nickname Tergeste70) questi diffusori se la battono alla pari, addirittura, con le B&W 802.
Ma veniamo, sinteticamente, alle impressioni di ascolto:

== TIMBRICA e DETTAGLIO ==
In questi parametri si notano i miglioramenti più significativi. Tutte le registrazioni offrono una migliore musicalità e la raffinatezza del suono si fa molto tangibile. Che goduria adesso ascoltare il pianoforte suonato da Rubinstein che si materializza nell’ambiente. Ma anche violini, chitarre, archi, legni, ottoni, percussioni, organi ecc. vengono restituiti con dovizia di sfumature. Il suono con le sue armoniche e con i riverberi ambientali rimane a lungo nell’aria con spessore e forza.
Aumentano i dettagli e le differenze che caratterizzano uno strumento da un altro, un tamburo da un altro. Gamma media bellissima, gamma alta estesa e delicata. In conseguenza anche la focalizzazione ne risulta migliorata. Considerando anche tutti gli altri parametri e tutti gli altri upgrade, non posso parlare di semplici miglioramenti, ma di un cambiamento generale; anche alcune registrazioni che prima venivano snobbate e poco ascoltate, ne hanno tratto beneficio.

== DINAMICA e SENSIBILITA’ ==
La Blues è apprezzata come una cassa morbida, facile da far suonare senza la necessità di grandi potenze. Per cui, nel mio impianto, aveva una buona dinamica con soli 24 watt valvolari.
Nonostante ciò, oltre che nella timbrica, questo è il parametro in cui le Excellence 5 hanno maggiormente surclassato le Blues. Ben oltre il passaggio della sensibilità da 90 a 92. Il woofer passa da 20 a 25 cm. Il taglio delle frequenze basse scende da 200 HZ a 100 Hz. Il crossover passa da bi-wiring a mono. Tutte queste cose messe insieme restituiscono una dinamica eccezionale. Lo si capisce con tutte le registrazioni , senza bisogno di verificare con la “1812 Overture” di Tchaikovsky in SACD o con le cannonate di Wellington-Beethoven. I pieni orchestrali di archi, legni, ottoni e timpani vengono resi con presenza, vigoria e “impatto” maggiore.
Questo, prima o poi, mi porterà a provare un amplificatore monotriodo da 8/10 watt per verificare se, perdendo un po’ in dinamica (purchè rimanga buona), si migliora ulteriormente la timbrica e la musicalità. Anche se, per come suona adesso l’impianto, non ne sento affatto il bisogno.

== ESTENSIONE e QUALITA’ del “BASSO” ==
A chi non piacerebbe ritrovarsi in casa la profondità e la potenza della sezione dei contrabbassi di una grande orchestra sinfonica? Purtroppo questo non è possibile neanche con le Excellence 5 e non con 24 watt.
L’estensione in basso delle Blues non era affatto carente, infatti a me sembrava migliore di quanto dichiarato nelle specifiche.
Le Excellence 5 non solo scendono sotto i 30 Hz ma lo fanno con una “precisione” da primato. Nelle specifiche si danno i 28 Hz a soli +/- 2 dB. Siamo di fronte ad un diffusore in compressione pneumatica, senza le controindicazioni del bass-reflex. Un secondo woofer da 25 cm passivo compensa le escursioni di quello attivo. Vederli “pompare” in controfasce con la riproduzione della partenza dell’Apollo 13 o con i passi e le ultrabaritonali urla di Godzilla è un piacere. Inoltre il woofer è destinato a riprodurre solo le frequenze sotto i 100 Hz (quasi un sub) e la “coerenza” con i due midrange da 13 cm in configurazione D’Appolito è ottima. In definitiva il basso, non solo è più esteso, ma è anche più dettagliato, più preciso e più gradevole.

== SOUNDSTAGE e PRESENZA ==
Anche se non c’è da dire molto, il palcoscenico sonoro e la presenza della musica nella tridimensionalità dell’ambiente risultano ulteriormente migliorati. Nei fatti già le Blues sapevano ben restituire questi parametri, a condizione di curare molto l’intera catena con particolare attenzione al cablaggio, alle ottimizzazioni dei contatti e alle vibrazioni.
Anche con registrazioni “difficili” c’è maggiore tendenza a svincolare il suono dai diffusori. Come controprova, gli effetti dell'album "Amused to Death" riempiono tutti gli angoli della stanza e anche fuori.

== POSIZIONAMENTO in AMBIENTE ==
Per quanto concerne la correlazione tra diffusori e ambiente in relazione alle riflessioni e soprattutto per la restituzione della gamma bassa, le Excellence 5 in compressione pneumatica presentano problematiche minori rispetto al bass-reflex. In ogni caso già prima i diffusori erano quasi a due metri dalla parete di fondo, con poche controindicazioni di rifrazioni del suono.
Altro vantaggio è rappresentato dal taglio a 100 Hz dei woofers anziché a 200 Hz. Questi, essendo in posizione laterale, danno problemi nella loro collocazione interna/esterna, considerando che la disposizione dei diffusori paralleli tra loro dà (nella mia esperienza) dei risultati non molto accettabili. Quindi meno frequenze direzionali ci sono, meglio è.
Invece la ricerca della disposizione (distanze, angolazioni) più adatta ad ottenere il soundstage migliore, a svincolare al massimo il suono dai diffusori, a ottenere profondità e tridimensionalità risulta comunque operazione lunga e delicata con ambedue i diffusori.
Provvisoriamente (???) la disposizione migliore , le distanze migliori e la collocazione dei woofers sono quelle che potete vedere e leggere su:
http://www.milossaluciano.com/artepaint.htm

== UPGRADE complessivo ==
Il diffusore se da una parte deve trasformare tutte le informazioni elettriche che riceve in suono, dall’altro non è in grado di ricostruire quanto presente nelle registrazioni se la catena audio non consente la lettura e il passaggio integrale del segnale stereo. Soprattutto quelle microinformazioni, presenti nel segnale, tanto importanti per la timbrica, le armoniche, la decadenza del suono, i riverberi, la microdinamica, la ricostruzione tridimensionale del suono.
Sostituire le Blues con le Excellence 5 non è sufficiente per ottenere tutto quel bel salto di qualità che questi ultimi diffusori fuoriclasse sono in grado di garantire.
Proprio per questo, nell’ultimo periodo, oltre alle nuove Audes hanno implementato l’impianto:
a) tre “definitivi” cavi FABER’S CABLE: alimentazione 'step 2' su amplificatore, alimentazione 'step 3' su sorgente e cavo di segnale.
b) Un buon cavo di potenza a tripla schermatura auto-costruito con parallelo di Sommer Cable QUADRA BLUE (4 conduttori da 4 mmq con 500 fili Linz cadauno) e di 4 Solid Core con sezioni asimmetriche per polo positivo e polo negativo, terminato Cardas.
c) fusibili ISOCLEAN a tutte le elettroniche.
d) trattamento con pasta d’argento QUICKSILVER GOLD di quasi 150 contatti elettrici (piedini di 13 valvole, schuko, iec, rca, fusibili)
e) Acoustic Revive RR-77 (provvisoriamente in prestito per verifica)

 

Tutte le prove di/con cavi, piedini, fusibili, valvole, contatti elettrici e accessori si considerano soddisfacentemente chiuse, per cui mi dedico a terminare i “rodaggi”, ovvero ad ascoltar musica
Se qualcuno, per suo piacere, vuole ascoltare le Excellence 5 mi può contattare privatamente.
Personalmente mi farebbe piacere un giudizio-ascolto (in ordine alfabetico) di Alex, Fabrizio, Francesco, Michele, Luciano, Sandro.

saluti ToninoVai in cima alla pagina