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                                                                         Filtri di rete Black Noise

                                                                                                di Salvatore Bianca

                                  [BlackNoise]

 

 

 

Cari Amici buongiorno,
 

cercherò di raccontare come sono andate le prove.

Ecco il materiale utilizzato a rotazione:
1) un filtro BlackNoise Extreme (per lettore CD e tuner);
2) un filtro BlackNoise 2500 (per ampli);
3) multipresa BlackNoise Six (non filtrata);
4) tre cavi alimentazione BlackWire plus+ ;
5) due cavi alimentazione Analog Research Silver Raincoat;
6) un cavo alimentazione della Sine modello Coleman;
7) multipresa filtrata Audio Oasi.

 

OPERAZIONE “TACCA/STACCA/RIATTACCA”

Ho cominciato utilizzando la multipresa BlackNoise Six ma senza nessun tipo di filtro.
Abituato con la multipresa filtrata Audio Oasi, con tutti i cavi posso dire che non è stato un piacere anzi, un ritorno al passato, un vero downgrade. Un suono più “digitale” e con meno dinamica.
Decido di rimettere la multipresa Audio Oasi; ora va meglio e ricomincia il valzer dei cavi.

Ascoltando più volte – in modo da poter rimarcare le differenze - gli stessi CD (un misto tra classica, jazz e leggera) ho notato che i BlackWire plus+ rimangono più musicali sulle sorgenti, l’Analog Research Silver Raincoat decisamente più indicato per l’ampli ed il Sine Coleman una buona via di mezzo tra i due.

A questo punto inserisco il filtro Extreme e, sempre con i cavi a rotazione, lo collego alla multipresa filtrata Audio Oasi.
Un altro downgrade: dinamica strozzata, appiattimento della scena.
La spiegazione dovrebbe essere (non abbiate paura a correggermi) quella di un eccesso di filtraggio, vale a dire che due filtri – se non espressamente progettati per lavorare assieme – difficilmente sortiranno effetti positivi, anche se poi il mondo dell’hi-fi è pieno di sorprese.

Via la multipresa Audio Oasi e collego l’Extreme (dove inserisco lettore CD e tuner) alla BlackNoise Six: spunta il bel tempo ! Più aria tra strumenti, le voci più nette (merito anche delle Opera Superpavarotti che hanno nella restituzione delle voce uno dei punti di forza), messaggio sonoro complessivamente più intelligibile e piacevole. Anche se l’impressione è quella di sentire – a parità di volume rispetto a prima , – “meno forte”, però meglio, più “analogico” (attenzione, sto parlando di un lettore CD). Molto probabilmente io ero abituato al fatto che la multipresa filtrata di Audio Oasi “spingesse” maggiormente la dinamica. Ma la cosa che più mi impressiona è l’ascolto del “silenzio” o nero infrastrumentale che dir si voglia. Davvero un bel filtro l’Extreme !

Però mi rimane ancora l’ampli fuori filtraggio: nessun problema, lo collego alla multipresa filtrata Audio Oasi e quest’ultima alla BlackNoise Six (che non è filtrata). Al miglioramento di prima si somma (anzi si risomma) ora una maggiore dinamica ed un ampli meno “freddo”, più “caldo”.
Evidentemente il mio ampli (Korsun V8i) si avvantaggia molto di una buona filtratura.

Ma non ancora soddisfatto mi chiedo: perché, dopo aver fatto trenta non fare trentuno ?. Cioè, perché non prendere (budget a parte !!!) anche un filtro BlackNoise 2500 specializzato per l’amplificatore ?.

Detto fatto.
Inserisco quindi il 2500 (naturalmente dopo aver tolto la multipresa filtrata Audio Oasi) nell'impianto.

Ma...ma....ho cambiato diffusori, pure l’ampli e non me ne sono nemmeno accorto ?. Questa la prima cosa che mi passa per la testa.
In effetti la sinergia tra i due filtri (Extreme e 2500 insieme ai cavi progettati ad hoc Blackwire plus+) dispiega subito la sua efficacia (nonostante il 2500 fosse a rodaggio zero); uno stravolgimento per come io ero abituato. Un suono subito più “forte” e “veloce” – le percussioni specialmente - ma al tempo stesso più “delicato”, più “rilassante”. E mi sto accorgendo che con il rodaggio si prosegue su questa falsariga.
Ho provato anche ad usare il filtro 2500 per l’intero impianto, escludendo l’Extreme; la dinamica è rimasta immutata, però il suono ritorna più “digitale”, complessivamente meno gradevole rispetto a prima. Evidentemente, per dare il massimo, i filtri vanno usati in sinergia con la loro specializzazione. Piuttosto, per adoperarne uno solo, consiglierei l’Extreme per le sorgenti; almeno nel MIO caso è la soluzione che “rende” di più.
Ovviamente però, al dì là di facili (e prevedibili) entusiasmi, bisogna valutare sempre caso per caso il livello di miglioramento, visto che ogni impianto fa storia a sè, già solo per l'esperienza musicofila ed audiofila di chi lo ascolta.

Anche con questo filtro prosegue la danza dei cavi, conseguendo così la migliore configurazione :
1) i tre BlackWire plus+ sulle tre elettroniche;
2) i due Analog Research Silver Raincoat rispettivamente ad alimentare l’Extreme ed il 2500;
3) il Sine Coleman sulla multipresa non filtrata BlackNoise Six.

 


I TRE MODELLI DI CAVI UTILIZZATI

Mi sento di giudicarli tutti e tre molto ben proporzionati come rapporto spesa/qualità per un impianto di livello medio (uso questo termine con riferimento a chi comunque sia già contagiato dal morbo dell'audiofilia).
.
I BlackWire plus+ costano 125 Euro (listino – trasporto incluso), i Silver Raincoat 140 Euro (da Audiocostruzioni più trasporto) ed il Sine Coleman 69 Euro (tutto compreso) dal sito China Highend:

1) Sine Coleman: in proporzione al prezzo lo reputo il migliore del trio. Un cavo veloce, nella dinamica il suo punto di forza, buoni i medi e gli alti, un po’ meno i bassi;
E pensare che è soltanto il modello base della Sine, chissà gli altri – ovviamente con prezzi ben diversi (per es., il modello successivo – Sine Royal - sempre di alimentazione, costa già 125 Euro da China Highend);

2) Silver Raincoat: altro buon cavo, spesso giudicato con pregiudizio (sia positivo che negativo) in quanto fortemente caratterizzato come “cinese”, visto che veniva fornito direttamente (e a volte in omaggio) da Cattylink. Io posso solo dire che da quando vi ho collegato ampli e CD la differenza (rispetto ai cavi di serie) si sentiva eccome se si sentiva !. In questa prova è risultato il migliore con l’ampli non filtrato;

3) BlackWire plus+ : preso singolarmente è un buon cavo, superiore - sempre sfumature (praticamente quasi alla pari col Sine Coleman che però costa 56 Euro in meno) e sempre miei gusti - con le sorgenti, ma è insieme ai filtri BlackNoise che stacca nettamente gli altri due. Da questo punto di vista non c’è trippa per gatti, la sinergia della “famiglia” emerge nettamente.
E se tanto mi dà tanto, dovrò presumere che l’accoppiata dei filtri in questione con i cavi di “famiglia” di livello superiore GoldWire (215 Euro listino) migliori ulteriormente il tutto.

 


CON IL SINTONIZZATORE

Oltre al lettore CD (Sheng Ya S 10 CS) ho effettuato le prove con il tuner Denon S 10, tenendo come riferimento le emittenti RAI Radio 3 e la filodiffusione classica (adesso appare sul display la scritta RAI AUDITORIUM ).
Ho notato gli stessi miglioramenti, preferendo come cavo il BlackWire plus+ collegato all’Extreme. Tra l’altro quando una sorgente è collegata l’altra rimane spenta, così non esiste alcun pericolo che “possano vedersi”.
Comunque, ho voluto anche provare ascoltando una sorgente con l’altra accesa e viceversa; non ho riscontrato alcuna differenza rimarchevole (ma nel dubbio la sorgente non in funzione è sempre spenta).
Anche con il tuner aumenta la piacevolezza e l’intelligibilità del messaggio sonoro.

 

 

MULTIPRESA FILTRATA AUDIO OASI

Costruita e realizzata molto bene, ideale per semplicità e proporzione qualità/prezzo rappresenta a mio avviso un buonissimo passo in avanti per chi voglia migliorare (e non di poco) l’alimentazione senza svenarsi economicamente.
Soccombe di fronte alla “blacknoisizzazione” dell’impianto come una nave da sola soccombe di fronte ad una flotta intera (nel senso che la differenza di prezzo è notevole).
Senza nessuna esagerazione: onore delle armi !!!

 


DISCHI(CD) UTILIZZATI - CIOE'CONFRONTO TRA PRIMA E DOPO I FILTRI

1) Diana Krall – “Love scenes”: in maggior evidenza la professionalità di questa eccezionale artista, bella voce (e pure bella fi…gliuola !!!) ed accompagnamenti musicali. Una cantante che però e chiedo scusa ai fans, pur molto ammirandola, non riesco ad amare;
2) Frank Sinatra – “The best of”: più netta in generale, rispetto a prima dell’Extreme, la voce del grande Frank. Più suadente nel brano “My way” e più possente (merito anche del filtro 2500) in “New York New York”;
3) Di Capri/Bongusto – “Due ragazzi così. Live 96”: emerge in modo molto più spiccato la “nasalità” del nostro Peppino. Nei versi “Ti sì fatta nà vesta scollata” e ancora “Taggia vulutu bene a te” (gli Amici napoletani mi perdonino per come scrivo male il dialetto) una poesia ed un fascino difficile da cogliere prima;
4) Mina – “L’allieva ”: (cioè Mina che interpreta Frank Sinatra): non avevo mai sentito una Mina così sensuale, raffinata, sofisticata (scusate, ma quando parlo di Mina sono alquanto partigiano);
5) Cristiana Polegri - "Bindi in Jazz": la freschezza di una bella e piacevole voce giovanile. Adesso la sento accattivante come non mai. Mi riprometto di seguirne la discografia;
6) Swingle Singers - "Jazz Sèbastien Bach, le volume 2": è il CD (una registrazione del 1968) dove l'Extreme mi fa sentire maggiormente la differenza rispetto a prima, con le voci del coro molto ben separate;
7) Chicago Symphony Orchestra diretta da Daniel Barenboim - "Bolero": una progressione resa bene, dove riesci a capire che il filtro BlackNoise 2500 serve all'ampli più per la qualità che per la potenza;
8) Chicago Symphony Orchestra diretta da Daniel Barenboim - "Ouverture solennelle – 1812, op. 49 (le "cannonate", tanto per intenderci): qui invece è questione di potenza, che però arriva più “pulita” grazie al filtro 2500. Ora, tra una “cannonata” e l’altra, si sente molto meglio lo scampanio dei festeggiamenti per la vittoria contro Napoleone. Per onestà devo aggiungere che con simili brani non basta la raffinatezza del filtro, ci vuole proprio un ampli con tanta potenza, soprattutto se avete le casse (e con le cannonate della “1812” le Opera Superpavarotti evidenziano i loro limiti) di soli 86 db. di efficienza .
9) Al Di Meola, McLaughlin, Paco de Lucia – “Friday night in San Francisco”: questo CD l’avevo già sentito a volume alto ma non con questa dinamica. E le due cose sono diverse, anche se ovviamente complementari; le corde delle chitarre mi sembrano ora più “tese” e percepisco dei particolari mai sentiti.
Nel brano n. 2, “Short tales of the Black Forest” per es., si sente meglio differenziato il battimani del pubblico che accompagna gli artisti quando fanno il “verso” della Pantera Rosa: qui ognuno avrà i suoi gusti ma per me è Arte con la “A” maiuscola.
Ed alla fine si sente (e per me è la prima volta) da parte di Al Di Meola un timido “Thank You”, ringraziamento che io giro senza timidezza alcuna ai filtri BlackNoise.

Una nota sui dischi (CD): già prima potevo sentire la differenza tra i dischi bene registrati e quelli invece registrati male. Adesso quelli incisi bene li sento meglio, gli altri peggio.
La controprova: sulle raccolte tipo “the best of” – con alcuni brani registrati bene ed altri male - si riconferma un ascolto migliorato sui brani appunto incisi bene e peggiorato – purtroppo – sugli altri.

 

CAVI DI POTENZA E SEGNALE UTILIZZATI

Ho puntato sulla omogeneità (e durante le prove non sono mai stati cambiati):
potenza: Analog Research Silver Raincoat
segnale (per CD): Analog Research Silver Raincoat
segnale (per tuner): Analog Research Gold Raincoat.

 


CONSIDERAZIONI FINALI

A mio avviso, per esprimere un giudizio il più obiettivo possibile sui filtri BlackNoise, si devono considerare tre diversi livelli di qualità dell’impianto dove verranno inseriti:

1) livello medio (come il mio) ma anche medio-alto: fermo restando che cercare di ottimizzare la linea elettrica dal contatore alla presa a muro dove collegare la multipresa è fondamentale nonché opera prioritaria, l’inserimento già di un primo filtro BlackNoise – per esattezza l’Extreme - nel mio impianto (senza dimenticare l’importanza che tutto sia in fase) si è rivelato come positivo, migliorando solitamente un po’ tutti i vari parametri. Mi permetto di insistere sulla migliore e complessiva intelligibilità del messaggio sonoro.
Se poi si considera che i miglioramenti apportati dai singoli filtri (cioè Extreme più 2500 più cavi BlackWire plus+) si sommano, allora arrivare alla “blacknoisizzazione” comporta che ci sia un reale nonché sostanzioso upgrade dell’impianto. Nel MIO caso è quello che è avvenuto. Va da sé che in altri impianti i risultati potrebbero essere diversi, magari ancora “più migliori assai” come anche più modesti; provare per credere !
Naturalmente - per poter giudicare un upgrade come tale - va considerato anche e soprattutto il punto di partenza prima ancora che quello di arrivo ed il tutto deve essere rapportato alla spesa sostenuta.
Da considerare inoltre il vantaggio che - sempre se si rimane in questa fascia medio/medioalta – si possono cambiare i vari componenti hifi ma loro, i BlackNoise, rimangono sempre lì. Non è che sia proprio roba da poco !.
Per cominciare a filtrare un po’ per volta, consiglierei di iniziare con l’Extreme, specializzato per le sorgenti (ve la ricordate la famosa nonché discussa “gerarchia dei componenti” ?).
Telegraficamente potrei così riassumere: un suono meno digitale e più analogico (e che i veri analogisti mi perdonino);

2) livello modesto/economico: lascerei perdere, utilizzando invece le risorse (è vero che i componenti BlackNoise non sono carissimi, ma neanche in regalo !) per l’upgrade dell’impianto stesso.
Di sicuro e ne sono convinto, anche qui la “blacknoisizzazione” sortirebbe effetti positivi, ma non credo abbia senso collegare un ampli economico ad un filtro che costi il doppio o quasi !

3) livello alto-altissimo, vera high end: da valutare caso per caso. Se comunque pensiamo che i filtri in questione schermano i disturbi sia in entrata sia in uscita certo male non dovrebbero fare anzi, in teoria dovrebbero fare solo del bene.
D’altra parte, chi ci garantisce in realtà della qualità della corrente che arriva a casa nostra indipendentemente dal costo dei componenti hifi ?.
Pensiamo pure che elettroniche costosissime dovrebbero avere (nel senso che - SI PRESUME ABBIANO) alimentazioni ben progettate, ben filtrate, ben curate e sempre ben realizzate.
Per esempio, un filtro 2500 collegato a delle amplificazioni di lusso tipo Norma, Am Audio, Mark Levinson, Accuphase (solo per indicare alcune pregiate Case) dovrebbe sortire - in proporzione - un effetto meno positivo rispetto al mio modesto (ma onesto) Korsun V8i.
Non è da escludere che in simili contesti e magari utilizzando cavi di alimentazione già con della filtratura, l’apporto di un filtro BlackNoise possa (molto probabilmente per eccesso di filtraggio) rivelarsi scarso ma anche nullo od addirittura peggiorare il suono.
Il condizionale è d’obbligo, visto che per poter dire bisogna provare e riprovare ancora impianto per impianto.

Ovviamente si può non essere d ‘accordo sulla metodologia dei tre livelli da me proposta; io mi limito ad osservare che in molti impianti di altissimo livello (quelli che i comuni mortali come me li guardiamo solo su Internet e li ascoltiamo solo alle fiere) non è presente alcun tipo di filtro.
Ed onestamente non credo sia per il budget, perché io presumo che chi spende diverse decine di migliaia di Euro per un impianto hifi non si spaventi per l’acquisto di due filtri BlackNoise o prodotti equivalenti.
Viceversa tali filtri sono spesso presenti appunto in impianto di livello medio-medioalto (dove guardacaso disimpegnano la loro massima efficienza).

 

 


INFINE, LA DITTA “SYSTEMS AND MAGIC”


PRO:
1) rappresenta secondo me un’eccellenza (e scusate se questo è poco) nei rapporti con la clientela, veloce, chiarezza nelle risposte;
2) possibilità di consulenza personalizzata (nel senso che i consigli non sono generici ma caso per caso anzi, impianto per impianto);
3) possibilità di incontro diretto nelle fiere;
4) il sito web illustra bene prodotti e filosofia della Casa;
5) spedizioni ottime per velocità (per es. – Roma /Torino – dal pomeriggio al mattino subito dopo), sicurezza (tracciamento elettronico) e qualità imballaggi.;
6) politica del “soddisfatti o rimborsati”;
7) garanzia cinque anni;
8) tra filtri vari generici e specifici, diverse multiprese e moltiplicatore di prese (cioè i Derive), più tipi di spina, possibilità di personalizzare i cavi, si arriva ad una ottima modularità (nonché sinergia) del sistema,
9) la sinergia tra vari filtri (su tutti Extreme e 2500), cavi e componenti BlackNoise, costituisce la vera – a mio avviso – forza del “sistema”.


CONTRA:
1) i prodotti non si trovano nei negozi (tranne tre eccezioni – se non ho capito male);
2) quindi non possibilità di provarli, anche se correttamente la Casa ti rimborsa alla restituzione;
3) vendita solo per corrispondenza e, presumo, diretta nelle fiere;
4) mistero su quello che c’è dentro il bellissimo contenitore di alluminio spazzolato e forse sarebbe anche il caso di scrivere sopra il filtro (e non solo sotto) che tipo di modello è;
5) pur molto apprezzando la serietà dell’approccio scientifico nonché la passione musicale ed audiofila e di come la Casa abbia – dalle parole del sito: “sviluppato un hardware proprietario per l’analisi spettrale dei disturbi e delle armoniche di rete per meglio comprendere le interazioni tra impianti audio, filtri e rete elettrica”, sarebbe comunque illuminante vedere sul sito uno spaccato del filtro;
6) pagamenti solo con bonifico bancario e non anche sul sito Internet con carta credito e/o Paypal come ormai fanno tutti (o quasi).


Ad occhio e croce - SECONDO ME - 90% per i PRO e 10% per i CONTRA.


Salvatore Bianca

 

P.S.: l’ultimissima cosa; avete notato quanto sia difficile trovarli – questi filtri – sul mercato dell’usato ?. Evidentemente chi li ha se li tiene belli stretti !!!.