Focal JM Lab Micro Utopia BE

Nel mio solito peregrinare tra i mercatini e negozi del web alla ricerca dell’affare audiofilo da leccarsi le orecchie, poco tempo or sono, mi imbattei in una coppia di Focal JM lab Micro Utopia BE, in vendita usate dal mio Pusher privilegiato, Davide Sbisà, patron di Audiocostruzioni.
Come moltissimi di voi sanno Sbisà da un bel po’ di tempo si è ritagliato una meritatissima nomea di ottimo fornitore di alta fedeltà a tutti i livelli.
Complice un carattere gentile, l’assoluta onestà della persona, la disponibilità ad andare incontro alle difficoltà oggettive di avere a disposizione il denaro occorrente tutto in un’unica soluzione, credo di poter affermare che ad oggi sia uno dei migliori commercianti di giocattoli hifi sulla piazza.
Breve telefonata per trattare il ritiro delle mie splendide Mastersound, la possibilità di organizzare un’ascolto e magari quella di provare le microutopia nel mio “campo di battaglia” e parto alla volta di Carpi e ritorno con, in macchina, due scatoloni targati Made in France.
C’è da premettere che la JM Lab nel tempo si è ritagliata uno dei posti più ambiti nell’olimpo dei migliori in assoluto del mondo diffusori, la linea Utopia rappresenta uno dei sogni più ricorrenti nei salotti buoni degli audiofili, anche se come tutte le perle ha anche i suoi detrattori, ma in fondo è giustissimo così, complici probabilmente dei prezzi assolutamente pesanti, basti pensare che le micro sono la porta d’ingresso al mondo Utopia e complete dei suoi stand viaggiano oltre i 6000 euro di listino, che per un diffusore da supporto sono davvero tantissimi, per non parlare del top di gamma da 70.000 euro che pone seriamente il dubbio se sia lecito acquistarli oppure optare per un’appartamentino in montagna!!
Fatto sta che il fascino Utopia mi era sempre balenato nella mente, soprattutto dopo un’ascolto molto appagante delle più “modeste” 1007BE che mi avevano colpito per la loro assoluta qualità, e non meno per la loro bellezza.
Arrivato a casa sballo le gioielline e le tolgo dal loro sacco di panno rosso, che fa molto belle epoque, e resto qualche minuto in contemplazione ad osservare l’assoluta bellezza di queste micro, la finitura è l’avantgarde, tutto è impeccabile e il peso importante lasciano immaginare una profusione assoluta di vera qualità allo stato dell’arte, in poche parole bellissime da morire!
Le collego e da li iniziano gli ascolti protratti in varie giornate.
A pilotare le francesine c’è il mio fedele Audio Analogue Maestro, che considero sempre uno dei migliori integrati in circolazione, la sorgente è lo splendido shanling TD200SCD e la cavetteria è All Faber’s.
Confesso che i primi ascolti non sono stati fatti con le orecchie ma con gli occhi, come nel caso di Sonus Faber è difficile se non impossibile non essere condizionati dalla bellezza realizzativa, certo Sonus Faber ci aggiunge un design ancora più bello ed unico, del resto noi Italiani siamo famosi per la capacità di creare oggetti di una bellezza e di un’eleganza unica nel mondo.
Dopo esser riuscito a mettere l’estetica in secondo piano, ho potuto iniziare ad ascoltare le francesi e vi riassumo il tutto molto brevemente, perché io sono un semplice appassionato e come recensore sono la pulce tra le pulci, semplicemente ci tengo a far sapere ad altri le mie impressioni, in quanto se condivise o no comunque generano interessantissime discussioni che arricchiscono tutti gli audiofili ed in primis me stesso.
La prima sorpresa positiva è stata lo scoprire una gamma bassa assolutamente corretta ed appagante, cosa che mi assillava un po’ la testa, per alcune considerazioni di colleghi audiofili, proprio su questo range delle Micro, infatti, più di qualcuno aveva lamentato un’evidente carenza del basso delle francesine, ma, complice il mio ambiente piccolino, il basso c’è e c’è tutto, per quanto possibile per un diffusore da stand, comunque a livello delle Mastersound che come sempre da me affermato avevano una gamma bassa stupenda.
Il basso è corposo, caldo ma assolutamente articolato e dinamico, in tutte le situazioni riesce a districarsi e a restituire una leggibilità del suono di livello assoluto, in nessun caso e con nessun genere musicale sono riuscito ad impastarlo o anche più semplicemente a velarlo, il basso resta impeccabile, scende in modo appagante, le percussioni sono perfette e mai nervose, in pratica un basso che definirei un pelo meno grasso di una Sonus Faber Auditor e molto più preciso ed articolato, paritetico alle Mastersound Classic e ad un’Adamantes III ( anche se in questo caso quello delle Micro è comunque più caldo).
Ascoltando le percussioni dell’ultima traccia del CD sampler della Burmaster, l’effetto realismo è eccezionale, certo è innegabile che una B&W 800D sia mooolto più coinvolgente ed entusiasmante con questo brano, ma ognuno di noi deve trarre il massimo possibile dal proprio ambiente e spesso dal proprio budget, nel caso dell’ambiente tutto quello che va oltre a quel limite o è assolutamente sprecato o spessissimo è addirittura deleterio per il suono.
Entriamo nel range che a mio personalissimo avviso è l’eccellenza di questo diffusore: la gamma medioalta.
Qui, nel mio piccolo bagaglio di esperienze, la microutopia BE raggiunge il vertice assoluto nel panorama diffusori da supporto, probabilmente in compagnia di qualche alto, ma ripeto, qualche!
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Il pianoforte è di una naturalezza incredibile, è vivido e possente nei suoi passaggi più sostenuti, è delicato quando l’esecutore vuole che sia così, il miglior pianoforte sentito insieme a un paio di esperienze vissute con catene di assoluto TOP, e di conseguente prezzo terrificante.
Le voci sono di un realismo incredibile, sia le maschili che le femminili, riescono a ricreare una sorta di tridimensionalità fuori del comune, con una facilità di emissione che per le prime volte nella mia carriera audiofila mi ha permesso di appoggiare il telecomando sul divano e lasciarmi ascoltare semplicemente la musica, lo so che per molti questa è la logica normalità ma per un telecomandofobicodipendente come me ha quasi del mistico J
La gamma alta è dettagliata in modo esaltante ma con una dolcezza di emissione che mi ha trasportato nel giardino del relax praticamente ad ogni ascolto, ovviamente quando parlo di dolcezza non intendo mielosità, ma dolcezza vera, di quella hifi, di quella che possono sfoderare solamente le realizzazioni di assoluto livello, l’altra dolcezza, quella mielosa la si ottiene con qualche bel cavo ambrato o con un cross over di quelli modello medicina risolutrice, in entrambi i casi non sono assolutamente per me.
L’ ascolto è appagante, in tutte le sue forme, la timbrica, che chiaramente è molto soggettiva, è per i miei gusti stupenda, mentre l’immagine, che è oggettiva ( se un violino è lì, significa che è lì, e se poi cambio un componente e quel violino non è più lì ma è più la o più lì o più in qui, oggettivamente qualcosa è cambiato J ) e la migliore assoluta proposta tra le mie infelici mura.
Il palcoscenico è grande e profondo, le cantanti sono a 170cm da terra ( questo per rassicurare Ninosabbath), in larghezza si supera in modo inequivocabile il posizionamento dei diffusori, il tutto districato in tutti i piani sonori, con tantissima aria tra tutti gli strumenti, la musica è eterea carica di riverberi che ricreano l’ ambienza necessaria all' illusione di trovarci lì nella stanza dove stanno suonando, veramente uno spettacolo per l’“occhio”.
In conclusione non voglio annoiarvi con le sviolinate sulla qualità di questo parametro o di quello, vi dico che per me, le Micro Utopia BE, rappresentano quanto di meglio ho potuto sentire tra le mie mura, sono belle da morire, sono esageratamente care come tutto quanto nel nostro hobby,
sono vergognosamente care in modo assoluto, ma sono felice come un bambino cretino, per averle acquistate, perdonatemi per questo, vi chiedo solo un pelino di comprensione, sono sciocco e infantile, ma in questi giorni mi sorride anche il ……………………… ehm, cuoreJ