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                                                                                                               Integrato GAMUT SI 100

                                            

                                                               

Il piccolo grande genio, Gamut SI 100

 

 

 

Ciao ragazzi, è da un po’ che non mi faccio vivo ma ciò non vuol dire che mi sia dimenticato di Voi, anzi!

Come sempre vi scrivo ad ogni novità che circola tra le mie mura domestiche.

Nell’ultimo anno ho provato e cambiato molti integrati di prestigio, da casa mia sono passati e passano ancora Gryphon Callisto 2100 e 2200, Diablo, Pass INT 150, Jeff Rowland Concentra II, insomma una bella rappresentanza del Gotha delle amplificazioni integrate a stato solido.

Da un po’ di tempo staziona sul mio tavolino un oggetto apparentemente piccolo se rapportato ai precedenti menzionati tranne magari il Callisto 2100.

Gamut è una bellissima azienda Danese che ha vissuto sempre un po’ in penombra rispetto ad altri nomi nordici più famosi dalle nostre parti, dico qui da noi perché in realtà Gamut nel resto d’Europa è conosciuto tanto quanto Gryphon, per far un esempio da grandi.

L’oggettino che oggi trattiamo è l’integratino di famiglia che conosciamo come SI 100.

La potenza nominale è di 130W per canale, quindi, e io in primis, si cade nell’errore di pensare che sia un 100W, nulla di male in questo, ma in realtà abbiamo a disposizione un 30% di energia in più, il che spesso e volentieri non guasta.

Circa un anno fa avevo ascoltato in Slovenia il fratello maggiore DI 150, che propone una potenza di 180W per canale, accoppiato alla sorgente di casa Gamut e ai diffusori da pavimento sempre della Gamut, se non vado errato dovrebbero chiamarsi L5, insomma una bellissima catena monomarca, e il risultato mi aveva assolutamente entusiasmato, tanto da iniziare ad informarmi in giro su questi prodotti e a farmi qualche gitarella per poterli ascoltare e toccare con mano.

L’SI 100 appare con una livrea molto elegante e slim, piuttosto profondo e realizzato in modo assolutamente ineccepibile, anche se sulla costruzione devo ammettere che Jeff Rowland è quanto di più incredibile abbia mai potuto vedere, è pur vero che noi la musica l’ ascoltiamo e gli oggetti potremmo anche fare a meno di vederli ma è innegabile che ognuno di noi subisca il fascino del design ricercato, il peso, la solidità, la realizzazione, le chicche estetiche, che nel caso del piccolo Gamut potremmo focalizzare nel frontalino a specchio, nel display di un bellissimo blu ecc……

                       

Il telecomando è un normalissimo oggetto di plastica, se confrontato alla concorrenza potrei dire che appare più economico, ma per un momentino vorrei parlarvi di chi è questa concorrenza, essendo i Callisto fuori produzione li congeliamo nei nostri pensieri e passiamo avanti, il Diablo è senz’altro più potente e massiccio, ma a qualità può considerasi un concorrente ? SI,

gli integrati Jeff rowland possono considerarsi concorrenti? SI ,idem per Pass

Problemino che deve far riflettere anche sulla costruzione del telecomando; Pass prezzo di listino 8000 euro, Jeff Rowland Continum 250 euro 7800, il Concentra II viaggiava a 9000 yuri, il Diablo si attesta ad 11600 e il piccolo Atilla oltre gli 8000

Il Gamut viene offerto a 5300 euro di listino, ora, possiamo anche perdonare il peccatuccio di aver realizzato un telecomando in plastica,

il modello DI 150 ( il fratello maggiore) si attesta a 9500 euro.

Evidente che il Diablo è il concorrente diretto del 150 piuttosto che del 100, ma se ci concentriamo solamente alla qualità audio allora direi che tutti questi si pongono allo stesso livello, se non per gusti personalissimi e necessità di potenze superiori per pilotare grandi diffusori acustici o gli stessi con carichi difficili da trattare.

Devo subito dirvi che i 130W del Gamut sembrano molti di più dei 150 del Rowland Concentra e del Pass , ma davvero tanti di più, se misurassimo la qualità di un oggetto solo sulla capacità di erogare volume allora dovrei dire che il Gamut è una Superbike da competizione e ,gli altri due, belle moto da strada, ma siamo tutti consapevoli che la qualità di un’amplificatore non si misura in pressione sonora ma bensì in tutt’altri parametri.

Vi descriverò l’oggetto paragonandolo agli altri estrapolando da quest’ultimi quelli che sono i loro punti di assoluta eccellenza fermo restando che sono TUTTI oggetti straordinariamente ben suonanti.

I Gryphon a mio avviso , come punto di assoluto riferimento, hanno una gamma bassa straordinaria e una focalizzazione degli elementi che definirei chirurgica, il basso è potentissimo e marmoreo, se avete grandi diffusori e ambienti adeguati verrete sconquassati da un bel terremoto, da un caro amico che pilota le Usher BE10 vi assicuro che dando gas al volume sono davvero dolori!

Sulla focalizzazione hanno la capacità di forare la parete retrostante ai diffusori, forse li vorrei un pelino più ariosi e valvolari ma qui entriamo nella sfera dei gusti personali.

Il Pass ripropone un basso meno cattivo, più tondo ma anche meno possente, sembra scendere meno ma sicuramente è meno veloce e perentorio, però più caldo e pacioso, dalla sua però riesce a riproporre delle voci semplicemente entusiasmanti, sembra di ascoltare un monotriodo tanto sono carnose e soavi.

Il Concentra invece ripropone una coerenza ed un’equilibrio superiore agli altri, si avvicina alle voci del pass, al basso del Grifone e alla precisione degli stessi, diciamo che è un buon conubbio di tutto, però sull’estremo alto mi sarebbe piaciuto una virgola più aperto ed arioso, e torniamo ai gusti personali.

Il Piccolo gamut l’ho testato con svariate sorgenti, dall’esoteric X03 SE che però adesso non possiedo più, al marantz sa 11 s1, al Lector cdp7 mkIII, all’accoppiata extremo e transport della North Star, sino anche ad una sorgente valvolare dell’estremo oriente MHZS cd 88e armato di valvole NOS ( oggetto che va molto bene, senza aver la pretesa di esser un’Esoteric, può far dolore a tanti altri)

I diffusori sono le Usher Minidancer ed il cablaggio è interamente faber della linea TOP, trasformatori, fagioli Cannellini e amenicoli vari completano il quadro.

                       

Chiaramente l’amplificatore ha avuto la necessità di rodarsi per almeno una decina di giorni, e il cambiamento in positivo è stato davvero tangibile.

Immediatamente però ha subito fatto capire di che pasta è fatto, gamma media straordinaria, basso poderoso e possente, estremo alto aperto e chiarissimo.

Questo è il primo quadro, in pratica sembra cogliere tutte le doti di eccellenza prima descritte per gli altri integrati e farle proprie, ma è corretto che andiamo ad analizzare più da vicino quanto sommariamente espresso.

Scena sonora:

Si presenta molto ampia sia in profondità che in larghezza e possiamo dire che si equivale al jeff rowland ed al Pass, altezza e sensazione di apertura dei riverberi verso l’alto, guadagna qualcosa rispetto agli altri integratoni mantenendo però una sensazione di morbidezza ed ariosità maggiore rispetto ad un suono più marmoreo come quello dei Gryphon, anche se parliamo di particolari minimi, in definitiva siamo ai massimi vertici proposti da amplificazioni integrate a stato solido, poi il tutto cambia a seconda della sorgente accoppiata dimostrando, in effetti, di essere un componente votato alla neutralità che ripropone quanto gli giunge dalla sorgente, quello che ci si aspetta da un’amplificazione!

Timbrica generale:

Come detto, qui abbiamo una sorta di prestito di tutte le qualità straordinarie di ogni concorrente, in definitiva tutto è equilibratissimo, ma soprattutto estesissimo verso gli estremi di gamma, ma non in senso goffo o graffiante, e come se riuscisse a distendere maggiormente il suono sia verso l’alto che verso il basso, parametri dove la concorrenza eccelle solo parzialmente, qui si potrebbe dire che il “sig. Gamut” ha copiato bene tutte le eccellenze altrui, nella musica classica i pieni orchestrali sono totali ed immani ma districati ed intellegibili, passando ad un trio jazz la sensazione è quella di ascoltare un valvolarino che ripropone un suono raffinato e caldo, pieno di aria tra gli strumenti con, le eventuali voci, materiche e calde.

Il rock è riproposto con un travolgente senso del ritmo, è pacifico ritrovarsi a batter il tempo con il piede, la musica ti trasporta e tu ti ci infili con gioia ed entusiasmo, anche il metal, che non dovremmo definire propriamente audiofilo, viene riproposto cattivo come voleva essere dagli esecutori, le chitarre elettriche sono elettrizzanti ( scusate la strana affermazione) la batteria è prorompente, veloce, con Taysoniani pugni allo stomaco, mi sono ritrovato ad ascoltare brani che onestamente non mi piacciono, il che la dice lunga sulla qualità del giocattolino.

 

Focalizzazione, fuoco e tridimensionalità:

siamo decisamente in alto, anche se qui i Gryphon riescono ad avere ancora un leggerissimo vantaggio, ma a questo punto a qualcuno potrebbero sembrare troppo chirurgici, è questione di abbinamenti e gusti, mentre gli americani si posizionano dietro al nostro gamutino nord europeo, anche nei brani dove gli esecutori sono molti, vengono rispettati correttamente i distinti piani sonori, creando una sorta di nero intorno agli strumenti, la sensazione è davvero piacevole e regala ascolti emozionanti infarciti di una notevolissima dose di realismo, l’olografia è perfetta, talmente bella che questa volta avrei proprio voluto avere ancora un paio di metri alle spalle dei diffusori, perché sarei pronto a scommettere che i fortunati possessori di ambienti ampi e spaziosi avranno di che impressionarsi da questo piccolo SI 100.

                    

 

Onestamente non ci sarebbe molto da aggiungere, ma vorrei spendere due parole per gli importatori italiani di questo marchio.

E’ da un paio di anni che ho preso contatti con le persone che lavorano presso il Tempio Esoterico.

Se non vado errato possiedono due o tre show room a Catania, per tanto in terra sicula.

Li ho conosciuti direttamente ai vari TAV di Milano e oltre alla splendida qualità dei loro prodotti li ho sempre trovati persone oneste e pronte al confronto, anche a rischio di sentirsi criticare un loro prodotto, ma quello che devo assolutamente dire è che loro, e SOLAMENTE loro, hanno sempre parlato bene dei concorrenti, di come lavorano, dei prodotti che offrono e via discorrendo, questo, a mio avviso, è un chiaro indice di maturità professionale e trasparenza nei rapporti.

Evitano di proporre listini super gonfiati offrendo poi scontistiche mirabolanti all’unico scopo di far fare l’affare al cliente di turno, i prezzi sono quelli e le scontistiche sono eque, poco fumo negli occhi e tanta sostanza, del resto poi, vi ricordo che il loro catalogo propone, oltre a Gamut,Oracle ( sorgenti stellari, ahimè anche nei prezzi, vere e proprie opere d’arte, sia in design che in pura qualità d’ascolto), Sudgen ( splendide amplificazioni in classe A che vorrei proprio approfondire), Restek ( grandi prodotti tedeschi di realizzazione quasi artigianale), Vienna Acoustic ( diffusori made in Austria di qualità superlativa, ed anche qui mi riprometto di approfondire, perché ogni incontro che ho avuto con queste austriache è sempre stato da ricordare), Plinius ( prodotti eccellenti offerti a prezzi tutto sommato buoni, se si considera che sono gravati dall’importazione extra europea) ed altro ancora, insomma c’è né per tutti i palati.

Quando si parla con loro si ha la sensazione di parlare con persone competenti ed aperte al dialogo, poco venditori e molto appassionati, certo devono vendere per campare, e su questo nessuno può svirgolarci, però riescono a mettere a proprio agio le persone, con gentilezza e spirito collaborativo, che posso dire, a me piacciono, in senso professionale ovviamente. J !