La pagina delle Meccaniche di lettura
Riferimento KRELL DT-10 (21/23 mln ‘95-‘98)
Confronti diretti:
Krell MD-1 (14/15 mln ‘90-‘92)
Meridian 602 (5/6 mln ‘91-‘95) .
(I prezzi di listino citati non esprimono la qualità di un apparecchio rispetto ad un altro, ma segnano a grandi linee la sua classe di appartenenza).
Qualcuno di voi avrà forse già letto il mio articolo sui Convertitori già pubblicato da Audiocostruzioni.com e poi da Luciano in questo sito (del quale proporrò presto un aggiornamento) ma nella mia esperienza di audiofilo ho inoltre sempre sostenuto che la meccanica di lettura (che chiamerò in seguito per comodità CDT – che sta’ per CD Transport) fosse molto importante per garantire un risultato sonoro di un certo tipo.
Ho eseguito la separazione tra lettura e conversione fin dall’inizio della mia avventura, acquistando un TEAC P500 (circa 1,8 mln nel 94) e abbinandolo ad un DAC Meridian 203. Fin dal primo ascolto, pur con i limiti del mio impianto di allora, capii che il risultato fosse migliore rispetto ad una soluzione integrata di pari livello.
In seguito su consiglio di un amico mi sono adoperato nella ricerca di un’ottimo Meridian 602 che avevo usato come riferimento anche per la recensione dei DAC. Quest’ultimo era il TOP della ditta inglese che ha poi introdotto anche la serie 500 (se vedete inoltre i listini vi renderete conto delle diverse ambizioni di un 602 rispetto ad un 500).
Durante la mia esperienza ho avuto anche modo di provare un paio di volte anche il Meridian 200 (circa 3,8 mln nel 94) del quale conservo un ricordo estremamente positivo. Meno curato esternamente del 602, con maggior uso di plastica, ma all’atto pratico molto efficace; lo consiglio a chiunque voglia un’ottimo CDT senza spendere cifre importanti, assieme a TEAC P500 e P700.
Come i più esperti sicuramente sapranno le discussioni tra chi sostiene la separazione CDT-DAC e chi invece predilige i CDP integrati, sono state estenuanti e si protraggono tutt’ora. Per quanto mi riguarda non ho mai effettuato una scelta vera e propria, ma sono stato piuttosto un “opportunista”. Ho guardato al mercato dell’usato e ho notato che un CDP integrato ha spesso valutazioni superiori rispetto ad una altrettanto buona abbinata CDT+DAC. Infatti i CDP subiscono una svalutazione inferiore, in quanto “prodotto più pratico”. Devo dire che secondo me sono sotto certi punti di vista più limitanti, in quanto mi costringono ad accettare un compromesso qualitativo dovuto alla coabitazione della sezione meccanica con quella di conversione, che avranno quindi anche l’alimentazione in comune (poi parlerò dell’importanza dell’alimentazione sulla sorgente digitale e in special modo sulla meccanica). L’esatto opposto della ricerca di apparecchi “no compromise”.
Certo che tra CDT e DAC dovremo utilizzare un cavo digitale, il quale dovrà essere di ottima qualità per permettere al messaggio musicale di non trovare già a monte del suo percorso un “collo di bottiglia”.
Il cavo digitale influenza tutti gli aspetti estetici del messaggio musicale che normalmente vengono presi in considerazione dal critico durante il suo lavoro. Soluzioni di separazione nei quali si utilizzerà un cavo digitale “consumer” (al quale non si destineranno risorse e molta attenzione nella scelta) dovranno considerarsi solo esercizi più o meno stilistici che non potranno purtroppo garantire un risultato pratico ed efficace all’altezza delle potenzialità ti tale configurazione. Per rispondere ad eventuali domande, personalmente utilizzo un cavo White Gold F2 (ultima serie 2005- vedi lettera su FdS Ottobre 2005), mi piacciono le sue doti musicali. Altrimenti altri cavi digitali al Top dei listini delle varie ditte saranno sicuramente consigliabili, a meno che non abbiate le conoscenze per procurarvi un ottimo cavo digitale artigianale (soluzione a volte con il rapporto qualità/prezzo più vantaggioso).
Tornando al discorso dell’alimentazione, è importante sottolineare che la meccanica di lettura necessita di buone dosi di “corrente” durante il suo lavoro. Se si ritrova a condividere queste sue risorse energetiche con la conversione (come nel CDP integrato) il suo lavoro diventa meno efficiente e ne risente quindi anche il risultato finale. Solo alcune soluzioni integrate di alto livello riescono a minimizzare tale inconveniente. Utilizzate quindi il vostro miglior cavo di alimentazione sul CDT (l’unica certezza ve la daranno le vostre orecchie durante una prova seria).
Drastici miglioramenti si ottengono anche separando l’alimentazione delle sorgenti digitali dell’impianto (CDT/DAC/CDP/Alimentatori al quarzo) dagli altri componenti dell’impianto. La soluzione migliore si adotta utilizzando un trasformatore abbinato ad un buon filtro. Filtrando in questo modo le sorgenti digitali, usando una metafora, la scena virtuale passerà da dimensioni televisive a dimensioni cinematografiche. Nessuna carenza di dinamica come qualcuno ancora sostiene ma solo benefici macroscopici in termini di altezza e profondità della scena, pulizia e svincolamento del suono dai diffusori. Se ciò non accadesse, significa che ci sono dei problemi nella catena che vanno prima individuati e risolti. Questo argomento richiederebbe troppo spazio in questa sede per essere maggiormente sviluppato…
Chiariti questi punti che ritengo molto importanti possiamo passare oltre e proseguire la modesta recensione delle meccaniche in prova, che eseguirò soprattutto considerandone i risultati all’ascolto.
PROVA
L’impianto per le prove (solo sorgente digitale):
CDT di riferimento KRELL DT-10
DAC Non Oversampling Renaissance/Vimak 2000
Filtro di rete EVA
Pre BEZ 6SN7
Finale BEZ 300B SE (valvole finali TJ)
Diffusori SIGMA ACOUSTICS Ouverture SL
Cavo digitale coassiale White Gold FII
Cavi di segnale/alimentazione artigianali
Cavo di Potenza White Gold Infinito
Tavolini Omicron Stargate
KRELL DT-10 Vs KRELL MD-1
Ho avuto la fortuna di poter confrontare queste due splendide macchine contemporaneamente, da annoverare tra i migliori CDT mai prodotti. La DT-10 appartiene ad una generazione successiva, ed è stata prodotta dalla metà degli anni ’90. Ha subito sostanziali modifiche tecniche rispetto alla MD-1 (o MD-10 uscita subito dopo). La meccanica della DT-10 non è più fissa e visibile, ma fuoriesce con un robusto cassettino mobile guidato da quattro barrette metalliche a pistoncini. Un clamp non visibile dall’esterno ferma automaticamente il CD a cassetto chiuso (nella MD-1 il clamp va applicato manualmente prima di richiudere il coperchio in pesante plexiglass). La sistemazione interna della meccanica può aver seguito la logica di proteggere il laser da luci esterne provenienti dall’ambiente, ma si presume abbia seguito anche altre logiche…
La struttura della DT-10 è nel complesso simile a quella della MD-1 o ancora più simile alla MD-10 con uno chassis di ampie dimensioni ma poco sviluppato in altezza, in spesso alluminio “rinforzato e bloccato” da barre metalliche che lo attraversano in profondità al centro ed ai lati.
Meccanica in primo piano del MD1
Ma veniamo all’ascolto comparato dei due sistemi di lettura. Premetto che entrambi i CDT restituiscono un suono di “alto livello”, molto raffinato, ricco e dettagliato, mai aspro (privo di compressioni e sibilanti nel rispetto delle incisioni migliori). Entrambi apportano grandi quantità di armoniche, un sound-stage molto ampio e profondo. Le differenze seppur non eclatanti a favore della DT-10 emerse durante le mie prove sono state in termini di: maggior dinamica, maggior rigore e autorità nella presentazione del messaggio con inoltre mezza ottava in più in basso (sul mio diffusore a 2 vie di media litratura!).
Oramai comunque lo sappiamo tutti che in ambito Hi-End i miglioramenti ottenibili nel nostro sistema con la sostituzione dei componenti non sono proporzionali alla spesa per ottenerli.
KRELL DT-10 Vs Meridian 602
L’inglesino mi ha accompagnato per un bel po’ di tempo e tutt’ora è presente nel mio impianto come secondo CDT (ne ho posseduti due; è per me un punto di riferimento mnemonico) ed è a mio avviso imbattibile nel solito rapporto qualità/prezzo (un’eresia in ambito Hi-End. Si lo so…).
Monta una CDM 4 Philips modificata da Meridian, con supporto in magnesio e piedini in sorbothane. Questa o quella CDM è un buon punto di partenza, ma non assicura il risultato di alto livello, per il quale entrano in gioco anche altri fattori come l’alimentazione (secondo me il più importante e che differenzia un buon apparecchio, da un apparecchio performante di alto livello).
Si va bene, all’ascolto il Krell esce vincitore, ma devo ammettere che non è stato facile riconoscere evidenti surclassamenti, essendo il piccolo inglesino un apparecchio molto accattivante e con una “grinta” che gli permette di rivaleggiare a testa alta con CDT di livello assoluto.
Infatti all’ascolto il Meridian soddisfa tutti i parametri; sembra proprio che al messaggio musicale non manchi nulla. Sostituendolo dopo un po’ di ascolti con lo statunitense, si riconoscono ricchezze armoniche più fluide e strutturate (meno appannate), nonché miglioramenti riscontrati sui parametri citati nell’altra prova quali dinamica, rigorosità e compostezza. Quelle differenze non eclatanti ma molto gratificanti alle quali è poi difficile rinunciare.