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                                                                                           La catena di Pepe 57

                                                 Cosa mai si può dire al cospetto di questo sistema incredibile?? l' alta efficienza ai massimi livelli, mi piacerebbe tanto andare a trovare l' amico Pepe57

                                                                                                            e ho l' impressione che parecchi di Voi si aggregherebbero volentieri :-)

 

 

                                               

                                               

                                               

Ciao Luciano,

Inizio a raccontarti la mia esperienza, anche se immagino sia quella comune di tanti audiofili.
 
Ho iniziato ad ascoltare la musica (leggera) intorno ai 15 anni, e disponendo di uno spazio adeguato (circa 40mq) mi ero messo in camera l'impianto di mio padre (un thorens/phase linear/altec A7) la testina credo fosse shure, ma a quei tempi ne cambia diverse xè mi pareva di sentire grandi differenze fra le varie, a 17 anni (abito fra Como e Milano) iniziai con degli amici ad ascoltare musica classica dai teatrini locali fino (purtroppo raramente xè se non c'era chi mi dava lo 'strappo' non potevo andarci) ai vari teatri milanesi. verso i 18 anni grazie all'arrivo della patente e dell'indipendenza conseguente, ho iniziato a frequentare oltre ai posti dove la musica si 'faceva' anche i posti dove si vendevano apparecchi per riprodurla, non so di dove sei ma a milano ai tempi vicino all'auditorio c'era l'auditorium 11 con franz, gabriele e co. A 20 anni (lavoravo da 2) mi sono preso il primo impianto un po' + 'preciso' per la musica  era composto da nakamici 660/620/630 casse allison one giradischi mitchell prisma e testina grado signature one.
In seguito, come è successo ad altri (suppongo), sono passato da un 'mare' di apparecchi, facendo spesso errori ma anche interessanti scoperte che mi hanno portato ad un certo punto a credere che non esiste nulla di davvero perfetto e nulla di imperfetto, ma solo un risultato ottenibile avendo bene chiaro in mente cosa si vuole ottenere con limiti e pregi.
 
La stanza dedicata all' ascolto oggi è piuttosto grande (circa 140 mq) ed è stata + e + volte misurata e corretta in modo assolutamente non invasivo (tipo sughero dietro a quadri, tappeti, arazzi, divani, tende, armadi,  pedane etc etc).
Io ascolto a circa 8 metri dalle casse le quali lateralmente hanno circa 4 metri e mezzo di aria libera e sono distanti fra loro circa
4 metri (da altoparlante ad altoparlante).
La forma della stanza è irregolare ma potrei dire che è vagamente a T, l'altezza del soffitto è 2,80 metri.
Negli anni ovviamente (a parte le registrazioni 'live' su bobina che si cercava di imparare a fare) ho collezionato dischi di vario genere (oltre alla classica poi mi sono avvicinato al jazz, blues e sono ritornato anche agli antichi amori dei cantautori italiani) non so quanti siano ma penso a occhio circa 7 o 8000 fra dischi e cofanetti.
 
Sono per la semplicità  amo l'ascolto che mi tenda a rilassare creandomi un senso del 'non riprodotto', per cui non amo il suono cosidetto 'iperdettagliato' che non mi sembra mai di ritrovare negli ascolti dal vivo.
Essendo dell'avviso che un impianto non può fare bene tutto, mi sono un po' 'cucito addosso' un sistema monovia, con dei limiti conosciuti, ma, con i tipi di pregio che appagavano la mia sensibilità (nell'ambito dei generi musicali che ascolto tenendo conto dell'ambiente d'ascolto).
L'ultimo cambiamento (le casse), l'ho fatto credo 6 o 7 anni fa.
Questo non toglie che non ho nessun tipo di preconcetto verso qualsiasi nuovo apparecchio (che sia a stato solido, ibrido, valvole, dinamico, isodinamico, nastro, elettrostatico, tromba e che dir si voglia) tranne che verso il CD che a tutt'oggi non possiede a mio avviso ancora un' 'anima' magica.
 
L'impianto è così composto:
Testina: clearaudio reference wood
Giradischi versa dynamic 2.0 con il braccio cablato con litz audio note
Cavo a trasformatore audio note vz (mi pare)
trasformatore audio note 6
pre audio note m7 tube silver
cavo fra pre finali: yamamura churchill (lungo 4 metri) in stoffa blu
finali audio note gaku-on con le 845 united (quelle con sopra la goccia)
cavi potenza An (mi pare Sp qualcosa)
Casse Dionisio 27 yamamura churchill con altoparlante cantus 150/IV versione
Il Tavolino su cui poggia il giradischi è fatto con del grosso tubolare verniciato con antirombo nero e riempito con sabbia e pallini di piombo, le punte su cui poggia il piano 'poggiano' su un disco di grafite 'galleggiante' sulla sabbia.
Il tavolino dove sono i finali è di bronzo con un piano in plexiglass svincolato.
Gli apparecchi sono 'flottano'su carrellini a cuscinetti della yamamura churhill ( simili ma + piccoli di quelli delle casse)
Tranne il giradischi che sta su cubetti korho.
Tutti gli apparecchi sono collegati a rete con ciabatte yamamura churchill con loro cavo alimentazione (uno della 1^ e uno della 2^ versione).
 
Pareri sull'ascolto? Credo di avere ottenuto quello che desideravo cosciente che ho anche i limiti che prevedevo.
 
Beh credo che questo sia tutto, anche troppo!
Ora ho 50 anni e resto convinto che il mix dei prodotti dà un risultato che non dipende da altro che dall' intelligente consapevolezza di quello che si vuole ottenere, tenendo conto dei propri parametri/limiti (ambientali e personali) e di quelli posti da  ogni tentativo di 'riprodurre' mediando qualcosa che nella realtà mediata non è.
 

            

                                           


              

                             

                       Le Impressioni d'ascolto di questa catena , di Giacomo Pagani 01/06/2008

Oggi, complice la troppo stuzzicante chiacchierata di ieri, qui sul forum con Pietro (pepe57), in quattro e quattr'otto, come per miracolo, mi sono trovato invitato per un pomeriggio a casa sua. Quanto sto per scrivere è espressamente dedicato a tutti coloro sensibili ad una forma particolare d'ascolto, d'approccio, d'arte oserei dire, quali sicuramente BJO e l'allegra cricca dell'alta efficienza.

 

Arrivato a casa, mi si è immediatamente presentato lo spettacolo, solo pallidamente riprodotto da queste foto: http://www.milossaluciano.com/pepe%2057.htm

I Gaku-On personali di Kondo, unici, e le incredibili Yamamura Churchill sono qualcosa che solo la visione dal vivo può raccontare; gli Audio Note hanno un'estetica semplice ma riuscita, che non lascia chissà quanto spazio al divagare della fantasia sulla loro costruzione... Mentre le Yamamura, accidenti, quei monumenti in vetroresina insugherato, sono qualcosa che solo dal vivo potreste comprendere e realizzarne il valore. Con il loro largabanda in carta da disegno giapponese, realizzato a mano, tanto artigianalmente imperfetto quanto splendido alla vista, con quella tromba assolutamente maestosa, non possono essere descritte. Solo viste, e contemplate in sbalordito silenzio.

All'ascolto, prolungato e variegato, attraverso moltissimi dischi letti da un giradischi d'eccezione a sospensione pneumatica, una testina Clearaudio Reference Wood, un trasformatore Audio Note level 6 e un pre M7, mi si è rivelato qualcosa di peculiare, unico come non mai; una dichiarata fatica (ma nemmeno ci abbiamo provato, per rispetto) nella resa del rock duro, ma una naturalezza nei generi più musicali, jazz, classica, rock melodico alla Eagles, acustici vari, da lasciare senza fiato. Oggi, veramente, ho abbattuto ogni limite da me conosciuto alle soglie della dinamica, della natualezza all'attacco, della coerenza timbrica, del palcoscenico sonoro... Pietro ama ascoltare a volumi molto realistici, con questo intendendo una precisa localizzazione di una "poltrona d'ascolto" ideale al concerto, e conseguente regolazione; io, forse, secondo le mie abitudini, avrei spesso scelto un punto d'ascolto "in faccia agli esecutori", ma ho più che piacevolmente assecondato le abitudini di Pietro. Gli ascolti non sono mai stati, quindi, ad alto volume, ma sempre nel ragionevole limite di un posto a mezza sala, o mezzo pub a seconda del genere , e ne ho goduto oltre ogni descrivibile limite.

All'inizio, le orecchie frastornate dai finestrini abbassati, dal traffico e dal viaggio, mi hanno fatto percepire un suono ristretto in gamma, ma questo era un inconveniente già sperimentato in passato; dopo un po' di defatigamento, un minimo di quiete domestica, finalmente i timpani si sono sturati, e ho apprezzato qualcosa di incredibile; il caricamento superbo dei driver Yamamura (credo da 6.5", ad occhio), rivela un basso articolato fin oltre ogni ottimistica immaginazione; la loro intrinseca leggerezza, resa splendidamente affascinante dalla carta da disegno e dal look "fatto in casa", li porta nel contempo ad un'estensione incredibile verso le alte frequenze. Io dico, parafrasando la firma di BJO, che c'è tutto quel che serve. Ho sentito certi piatti di batteria, ragazzi... Ho sentito un'ambienza... Davvero, a che serve andare oltre? Oggi mi sono posto il tarlo.

Il medio, la dinamica... Coniugati, davano una resa dei contrasti vocali da lasciare col fiato sospeso, e lo sguardo teso a un metro e settanta, a guardare il cantante e i suoi vezzi artistici... A godere di tutto. A dimenticarsi davvero di tutto, battere il piede, seguire la musica, pensare la scena... Chi cantava, chi soffiava, chi percuoteva, lì davanti al naso.

Ad un certo punto, ho esaurito il bagaglio tecnico-critico e Pietro ha dovuto sorbirsi una sequenza di "ohhh", "ahhh", "mamma mia" e affini. Sono rimasto sconvolto.

L'impianto ha degli evidenti limiti se siete patiti dell'estensione senza compromessi, non ha la cattiveria intrinseca per gestire efficacemente l'hard rock e l'heavy metal... Ma ha una naturalezza d'emissione, una dinamica "facile" servita su un piatto, una timbrica splendida, tutte insieme come a dire "Tieni, volevi l'acustico, questo fu inciso così, senti un po'" da lasciare senza fiato. Davvero, va ascoltato per capire cosa siano attacco, naturalezza, dinamica micro e macro. E' un vero splendore.

Un impianto del genere, oltre ad essere così bello e godibile per ore filate, così magico, è anche un pezzo di pregiata storia; il possederlo, l'ammirarlo, il mio umile camminarci accanto, trasudava un celato orgoglio storico che non può nè deve essere dimenticato. Possedere ed ammirare un simile capolavoro assomiglia più al trovarsi dinanzi ad un'opera d'arte da "criticare", piuttosto che un impianto da descrivere. Io sono contento che l'amico Pietro, peraltro così vicino a me, possa disporre di oggetti similmente affascinanti ed unici, e non posso, qui, che rinnovargli i miei complimenti per aver messo insieme una tale magnifica collezione.

E' roba che va ascoltata. Consci dei suoi limiti, le mie pallide descrizioni non possono nulla. Ancora, mi ripeto, se cercate il basso a 20 Hz, la pur enorme tromba, con quel piccolo driver, non fa per voi; se cercate la cattiveria e la gestibilità di multipli segnali distorti ad alta pressione, tipici del rock duro, ancora no. Se volete rilassarvi o emozionarvi, con musica, passatemi, "naturale", è la morte vostra. E' magia, musica, godimento oltre i canoni.

Grazie Pietro... Oltre al divertimento del pomeriggio, è stata un'esperienza culturale.

Giacomo