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                                                             Audio Analogue Rossini REV 2.0  VS Labtek 696B

                                                                                                                    di Michele.Marche

                                                                  

                                                                 

Avendo venduto il mio caro Rotel RCD02 che mi ha tenuto compagnia per 4 anni e mezzo ho dovuto acquistare un lettore che si fosse abbinato in maniera decente al resto della catena che mi regala momenti di relax nel salone. E’ lì che ho allestito da tempo un secondo impianto poco “invasivo” visto che in taverna le B&W 802d e i i grossi monofonici Audio Analogue occupano una discreta cubatura.
In sala invece le Tannoy Autograph Mini vengono splendidamente pilotate da un Fortè Audio 1a di Pass (64W per canale) e da un pre AA Bellini VB. Restava l’incognita del lettore. Alla fine mi sono ritrovato da un lato con uno che mi piaceva dopo l’ascolto al TAV ovvero il Rossini AA e dall’altro con un lettore che mi desse la flessibilità della lettura di piu’ formati e dei collegamenti video (il Pioneer 696B by Labtek).
La curiosità a questo punto era quella di confrontare le 2 macchine. Tralascio le caratteristiche tecniche che renderebbero questo 3d troppo lungo e quelle estetiche visto che l’eleganza del Rossini non puo’ essere messa in discussione per concentrarmi sul come suonano. Premetto subito che per ottenere il massimo dall’impianto ho dovuto aspettare una mezz’ora quando il finale era caldo come l’autostrada sotto il sole di Ferragosto, minuti in cui ho scelto alcuni cd dai generi molto diversi tra loro. Sono parito dal “The concert in central park” di Simon e Garfunkel passando per “the jorney of hope” dell’amico Guido Marzorati (Ed. Velut Luna), ed ancora Bruce Springsteen , Fabrizio De Andrè ecc.
Ho iniziato dal Labtek ed è stata una piacevole sorpresa (non oso pensare il risultato con i moduli hi-power) dato che (lo confesso) l’ho acquistato ad occhi chiusi visto che gli ascolti alle fiere lasciano il tempo che trovano. Ad occhi chiusi sembrava di ascoltare un lettore di fascia di prezzo nettamente superiore e non un lettore Pioneer seppur pesantemente modificato, tanta era la differenza rispetto al pur ottimo Rotel che mi aveva fatto compagnia per anni. L’ascolto risulta per nulla affaticante, la timbrica calda tradisce la presenza delle 2 6922, vero cuore della modifica effettuata dall’azienda veneta guidata da Gigi Dall’Antonia. Ottimi anche i risultati dal lato della scena, i diffusori (in vero minuscoli) sembrano letteralmente sparire, anche con dischi in formato DVD (come nel caso di Bruce Springsteen). Sono definitivamente scomparse le mie perplessità di fronte a questo tipo di macchine che partendo da una base buona ma economica riescono a raggiungere risultati assolutamente ottimi (spero di poter ascoltare qualche altra realizzazione che si ispiri a questa filosofia).
Sono passato quindi al Rossini il cui frontale in alluminio spazzolato con la piccola valvola stilizzata è di per se appagante alla vista. Il primo approccio con il vecchio live di Simon & Garfunkel non mi ha fatto percepire enormi differenze di timbrica rispetto al Labtek tanto che piu’ volte sono andato a risentire il disco alternativamente con una e con l’altra macchina. Sono passato pertanto all’ascolto di 2 cd di Velut Luna registrati in maniera superba ed è qui che sono apparse piu’ evidenti le differenze timbriche dei 2 lettori. La voce di Marzorati ha acquistato un maggior calore così come il medio basso sensibilmente piu’ corposo. Tale corposità è stata notata anche dalla mia paziente consorte che piu’ volte ha dato prova di avere un buon orecchio e di notare le differenze di prestazioni senza pregiudizi dati dal costo dei componenti. Col passare del tempo le prestazioni dei lettori sono decisamente migliorate e a piu’ di un’ora dall’accensione la superiorità del Rossini è emersa seppur in maniera non netta.

 

Cordiali saluti.

Michele