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Silver Mirage LTD cavo di segnale

By Audiooasi

 

                                  

 

 

Questo è un cavo di segnale realizzato allo stato dell’arte e prodotto in 2 versioni; semibilanciata e bilanciata, opera di una persona che della sua passione ne ha fatto una vera arte, Emilio Doddi.

Il cavo si presenta con magnificenza, all’interno della sua valigetta in  alluminio, rivestito da una stupenda calza nera che dona al cavo un’aspetto rigoroso ed elegantissimo,di una manifattura da lasciare stupiti e piacevolmente ammaliati, i connettori sono a dir poco eccezionali, si tratta di connessioni RCA a serraggio progressivo con impugnatura in alluminio, la quale viene stretta successivamente all’ inserimento del cavo, in modo da realizzare un serraggio attorno al collare dei connettori delle elettroniche assicurando una pressoché perfetta continuità elettrica.

Si tratta di un cavo unidirezionale , per tanto si deve seguire il verso indicato dalle frecce poste sui connettori, il cavo non risulta particolarmente flessibile quindi sconsiglierei di fargli fare otto volanti in quanto vi metterebbe in crisi.

Diversamente da altri cavi da me provati, questi stupendi Silver Mirage necessitano di almeno una buona settimana di rodaggio, con ascolti quotidiani di diverse ore, ma non pensiate che appena connessi non possiate già godere di svariati pregi di questi stupendi oggetti.

Io li ho confrontati con i Reference Stratos Gold della Sommer cable, con i MIT  Magnum M1, i Nadir Carmen e Audioquest Diamond vecchia serie, quindi spaziamo dai Best buy della Sommer Cable sino a cavi dai 240 euro come gli Audioquest  e ai 1000 dei Nadir e ai parecchio di più dei costosissimi Mit.

Non vi racconto la faticaccia per il metti e rimetti di questi cavi che ad onor del vero possono tutti vantare connessioni ferratissime con conseguenti imprecazioni da parte mia ad ogni cambio,

se a questo aggiungiamo i miei 125 kg e il peso del tavolo porta elettroniche , lascio alla Vostra immaginazione il resto.

                                                       

Ho iniziato dall’alto nella scala di pregio economico del gruppo di cavi, lasciando per ultimi i Silver Mirage, per tanto per primi sono andati “sotto i ferri”  i Mit ,che immediatamente mi hanno  impressionato per qualità e quantità, in poche parole, un numero abbondantissimo di dettagli musicali mi è apparso improvvisamente, e più mi concentravo per ascoltare più me ne apparivano di nuovi,la sensazione di aria tra gli strumenti era veramente incredibile,il dettaglio addirittura esaltante in alcuni passaggi, insomma dei cavi analitici ma dal carattere morbido,anzi docili e fluidi, semplicemente non ero abituato a cotanta qualità!Certo và precisato che come riferimento avevo in uso i Sommer cable reference Stratos, che considero un cavo eccezionale per rapporto qualità prezzo ed ottimo per le sue oggettive qualità soniche ma i MIT costano 12 volte di più e per tanto mi sembra doveroso che diano di più in termini qualitativi.

                            

Per secondi sono entrati in campo i Nadir Carmen, molto belli e con quell’aria meno tecnologica dei Mit che a me non dispiace per nulla, musicalmente li ho trovati splendidi anche se risultavano un pelino più velati dei costosissimi predecessori, pur restando molto analitici davano quella impressione di tendenza al morbido che magari in catene dal respiro spumeggiante sono un vero toccasana, comunque molto ariosi anche se leggermente più lunghi sui bassi dei Mit, non come difetto ma semplicemente come caratteristica, certo la sensazione era quella di trovarsi innanzi ad un cavo di altissimo livello,pur essendo globalmente leggermente al di sotto del Mit in alcuni parametri (in primis il dettaglio e l’ analiticità)davano una piacevolezza d’ ascolto inebriante, da componenti di livello assoluto.

Terzo gareggiante gli Americanissimi Audioquest che una volta inseriti hanno dato una certa muscolatura all’estremo basso, mantenendolo però molto veloce ed articolato, ma sulla gamma media e alta non erano all’ altezza dei due precedenti, creando , tra l’ altro, un’ immagine un po’ meno ariosa , ma in fondo quella che più o meno ero sempre abituato ad ascoltare con i miei Sommer Cable,  certo dotata di buona morbidezza e di ottima tridimensionalità ma il lignaggio dei cavi precedenti si è fatto sentire e ci mancherebbe, comunque ad onor del vero sono stati una piacevole scoperta, sopratutto a livello timbrico dove sinceramente non sono stati massacrati dai nobilissimi predecessori.;

Per ultimi gli italianissimi Silver Mirage ( per l’ esattezza di Carpi) che dopo circa 6 giorni di rodaggio sono arrivati a quello che presumo il loro Zenit operativo.

Appena inseriti il salto di qualità dal Sommer Cable è stato evidentissimo, in pratica, in vari parametri, mi sono ritrovato nella categoria dei primi due cavi, l’ immagine è salda e profondissima , oserei dire anche più che nel Mit ma sono solo sensazioni, quello che è realissimo è la rinnovata quantità  di piccoli dettagli che emergono dal suono, l’ estremo alto ha un dettaglio incredibile ma con una setosità che emoziona,i medi sono eccezionali e hanno perso quella piccola nasalità che in qualche passaggio con le mie B&W avevo notato, ma appena percettibile e solo con determinate voci, sino a quel giorno avrei pensato ad un tratto del carattere dei diffusori inglesi , ma l’ inserimento di questi cavi , dei Mit/Nadir/Audioquest mi hanno sostanzialmente smentito!!

Quello che è drammaticamente emozionante di questi cavi, è l’ariosità che si percepisce tra gli strumenti, i contrabbassi fanno sentire il riverbero della cassa lignea dello strumento, particolare che mi era sempre sfuggito ( o forse non c’era?), i violini che in precedenza erano dolcissimi ora rivelano quella ruvidità data dallo stesso strumento, in pratica prima notavo solo l’ involucro dolcissimo ora riesco a penetrare nel Cuore ruvidoso tipico del violino ascoltato dal vivo in teatro ( lungi dal me affermare che il mio impianto sia in grado di riprodurre esattamente il violino che sento in teatro,e dubito ve ne esista qualcuno)                           

 

Le parole pronunziate nei vari brani acquistavano una leggibilità impressionante , l’emissione di aria dopo le P , le F e le S pronunciate dai cantori che si avvicendavano nel lettore erano assolutamente  ben percettibili senza mai essere sibilanti come in taluni casi avveniva con altri cavi, i martelletti dei pianoforti all’ improvviso sono diventati più distaccati l’ uno dall’ altro anche se in questo particolare confesso una stupenda prestazione degli Audioquest, certo sono tutti dettagli ma sono i dettagli che differenziano i nostri impianti hi end dai cubi plasticosi di Mediaworld, infondo suonano anche quelli,ma la grande novità di questo cavo e dei due Nobilissimi sfidanti e l’ assoluta naturalezza e semplicità nell’ individuazione di particolari che prima bisognava cercare, ora erano lì e basta, nitidi come non mai.

Con alcuni brani, tipo Desafinado di Antonio Carlos Jobim, inciso su cd della Verve, ho avuto la netta sensazione che il cantante sia più vicino e leggermente più basso di come ero abituato , ma solo dopo vari ascolti ho realizzato che questo non era un limite, ma bensì la concreta realizzazione del fatto  che gli strumenti, alle spalle del cantante, ora erano sensibilmente più in profondità di prima, per tanto, questa netta separazione tra i vari piani sonori mi posizionava il cantante più focalizzato ed in primo piano di prima, ma in realtà la distanza del cantante e gli strumenti alle spalle nel palco virtuale si era di molto approfondita, solamente che i vari piani si erano staccati l’ uno dall’ altro!!

Per scaramanzia e per disarmante incredulità ho ricollegato i Mit, tanto per avere un raffronto ravvicinato, e più scorreva la musica meno ero in grado di trovare differenze tra i costosissimi Magnum M1 e i Silver Mirage se non in alcuni tratti caratteriali che fanno parte del DNA dei rispettivi cavi, anche i primi staccavano i piani sonori allo stesso modo, il dettaglio era grandissimo in entrambi, ma più setoso nel Silver Mirage,

forse,ma ripeto, forse, il basso era più tonico e spinto con il Mit, ma dopo vari cambi e ricambi non potrei affermarlo con empirica sicurezza, mentre la maggior setosità del Silver Mirage è un dato di fatto,il dettaglio e l' analiticità erano più raffinati nel MIT e la scena sonora era , se pur egualmente ariosa, più tridimensionale nel carissimo MIT.

Tra i Silver, i Mit e i Nadir il confronto si è svolto assolutamente come un combattimento tra tre fuoriclasse,  cavi che si equivalevano in tantissimi parametri, con qualche virgola d’impatto, e di sensazione di maggiore scesa sui bassi  per il Mit,e di maggior articolazione nelle stesse frequenze per i Mirage, solamente dopo più giorni ho potuto affermare che il Mit qualcosina in più di analiticità la tiravano fuori, ma siamo sull’ordine delle virgole e concentrandosi su un unico brano sforzandosi di trovare differenze, forse ,dopo tanto fare, il mio cervello (bacato) ha dovuto per forza trovarle, a costo di inventarle?

Morale della favola?

I Mit costano circa 1500,00 euro, i Nadir Carmen 1000,00, i Silver Mirage LTD 230,00 !!

Con 1300,00 euro di differenza posso pensare anche a sostituire qualche elemento della catena o ad optare per una settimana a Parigi, fate Voi!

Ovviamente su catene di altissimo livello mi aspetterei una resa migliore dei MIt e di cavi dal costo molto importante rispetto ai Silver, sappiamo tutti che spesso la qualità si paga, ma non è una legge empirica, capita, purtroppo, di trovare prodotti esoterici che basano la loro importanza solamente sul prezzo, poi ci sono i sani prodotti di alto livello a ottimo prezzo, e quelli che sono cari e non c'è nulla da fare, del resto esistono cavi di segnale da 3000 euro.

In conclusione posso ben affermare che i Silver Mirage sono una connessione definitiva che và sposata a sistemi di medio/alto livello, dimenticando l’ appartenenza alla classe di budget che richiedono questi splendidi cavi, spesso nel nostro mondo di appassionati molti legano il costo alle qualità soniche dei componenti, ma ben sappiamo che non è sempre così, nulla da eccepire su realizzazioni costosissime che hanno rese splendide ma poi starà a noi soppesare il rapporto prezzo/benefici, a seconda delle nostre disponibilità e/o volontà, e se proprio dobbiamo dirla tutta , anche se raramente, anche le case famose talvolta propongono prodotti stupendi a prezzi ottimi, ma quando se ne rendono conto troppo spesso i prezzi lievitano.

Il tutto è ovviamente frutto del mio orecchio e dei miei personalissimi gusti, quindi con queste righe non mi permetto di insegnare nulla a nessuno, meno che meno di sostituire chi queste recensioni le fa per professione, il mio è solo una scatola di considerazioni su un prodotto ed un professionista che mi ha particolarmente colpito e spero che molti di voi potranno godere degli ascolti musicali preferiti, “veicolati” da questi splendidi cavi.

                                                                                                          Luciano Milossa

Tabella di valutazione

 

del tutto insufficiente      ☻☻☻☻

insufficiente                      ☻☻☻☻☻

sufficiente                          ☻☻☻☻☻☻

più che sufficiente             ☻☻☻☻☻☻☻

medio/buono                      ☻☻☻☻☻☻☻☻

Eccellente                           ☻☻☻☻☻☻☻☻☻

Da Riferimento                   ☻☻☻☻☻☻☻☻☻☻

NOME

 

 Audiooasi Silver Mirage VB

  • Ritmo

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  • Senso del tempo

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  • Cadenza  

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  • estensione/profondità del basso

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  • velocità del basso

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  • chiarezza o compattezza del basso

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  • intonazione di voci e strumenti

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  • chiarezza di voci e strumenti

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  • realismo/naturalezza di voci e strumenti

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  • chiarezza degli alti

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  • realismo/stabilità del palcoscenico

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  • ampiezza del palcoscenico

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  • profondità del palcoscenico

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  • altezza illusoria del palcoscenico

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  • Rapporto qualità/prezzo

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  • Realizzazione Estetica

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  • Rivendibilità

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  • Prestigio

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  • Voto generale

 

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