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                                                                                                                                           Usher BE 10

                                                                                                                                                            by Luciano Milossa

 

                              

                                                                                                                           

                                            

Galeotto fù l'ultimo Tav di Milano per il mio caro amico Fulvio, come probabilmente sapete una delle catene che più mi sono piaciute era quella dove l’ integrato SI Audio pilotava una bellissima coppia di Usher BE10, talmente bella che il Fulvio sembrava stregato, lo ammetto anch’io ci ho lasciato il cuore, ma per mia fortuna tra gli spazi del mio salotto e la moglie, per me ambire ad un diffusore di tale costo è assolutamente fuori discussione.

Comunque , per tornare a noi, nei giorni successivi Fulvio ha contattato la GTO ed ha ottenuto la possibilità di poterle ascoltare tra le mura della sua taverna.

La catena di Fulvio era così composta:

 

Sorgente Esoteric X01 Limited edition

Amplificazione Gryphon Diablo

Diffusori B&W 802D

Cablaggio interamente Faber’s

 

Dopo qualche giorno le due Usher erano già piazzate in posizione d’ ascolto.

Chiaramente non avendole a casa gli ascolti si sono protratti in varie occasioni ed è per questo che ne scrivo solamente dopo qualche mese, anche perché stavolta volevo che gli ascolti fossero condivisi con altri audiofili in modo da constatare se c’ era una sostanziale uniformità di giudizio oppure le cose si sarebbero dimostrate differenti anche tra di noi.

Va subito detto che i giudizi sono stati molto similari ed uniformi, ciò a confermare che si stà parlando di oggetti di altissimo livello che appagano anche l’ audiofilo esigentissimo oltre che economicamente dotato per un’ investimento di questa portata.

Le Usher costano 14.900 euro a listino, per tanto qui si parla di diffusori di livello assoluto e certamente non alla portata di tutte le tasche, diciamo subito che sicuramente non per le mie!

Il confronto diretto si è ovviamente svolto con le B&W802D che considero un gran bel diffusore, completo e precisissimo come da sempre la casa britannica ci ha abituato.

Debbo affermare che le inglesi non hanno retto il confronto, per quanto siano un gran oggetto si sono dovute inchinare alla netta superiorità dei diffusori progettati dall’ americano D’ Appolito.

Un parametro che ha lasciato abbastanza sorpresi tutti è la ricostruzione olografica del palcoscenico sonoro, per quanto si tratti di due bestie da 90 chili l’una, scompaiono come, e più, di un minidiffusore di livello altissimo, le mie microutopia non sono assolutamente in grado di fare meglio, e ciò vale per qualsiasi diffusore che dalla sua, come parametro d’ eccellenza abbia la scena sonora.

Dire che spariscono completamente è riduttivo, e pensiamo che nell’ ambiente del Fulvio hanno a disposizione uno spazio che a mio avviso non è ancora l’ ottimale,  possiamo ipotizzare che con 2metri e mezzo alle spalle questi  mastodonti potrebbero far impallidire anche le LS3/5A, cosa che definirei quantomeno eccezionale.

Si sappia che necessitano di un periodo abbastanza lungo di rodaggio, appena sballate suonano benissimo ma tendono fortemente al dolce ambrato, lo starano è che i dettagli e la precisione non sembrano risentire di questa estrema dolcezza, ma per quanto vi fosse tutto il dettaglio , io sentivo la necessità di maggior chiarezza sull’ estremo alto, detto fatto dopo una ventina di giorni il suono è stato illuminato di chiarore e tutto appariva più fresco e limpido.

Il woofer era un po’ legato, ma è risaputo che questi trasduttori necessitano di un certo periodo per sciogliersi un po’ e perdere quei passaggi di goffaggine propri del diffusore appena sballato.

Passato un mesetto tutto era straordinariamente cambiato in meglio, e c’è da considerare che l’ inizio mi aveva già molto affascinato.

L’ estremo alto è sensibilmente diverso dal diamante B&W, più dolce e raffinato ma preciso nella stessa misura, se non addirittura in misura superiore, e Voi tutti ben sapete che in quanto a precisione e dettaglio le B&W di fascia alta non hanno poi tantissimi rivali, in molti brani la musica sembra salire a dismisura ma mai e poi mai riesce ad essere aggressiva o radiografante, certo una tromba è una tromba come un violino è un violino, non tutto deve essere miele, anzi, ma si ha la netta sensazione di una totale assenza di distorsione sino a livelli infiniti, credo che il beryllium possa considerarsi il miglior materiale nell’ utilizzo di tweeter, del resto, sino ad oggi, gli unici diffusori che in questa gamma mi hanno appagato come le mie micro utopia sono proprio queste Usher, anche se devo ammettere che il livello di raffinatezza delle Taiwanesi è di qualche virgola superiore, o almeno questa è stata la mia impressione.

La gamma media è semplicemente divina, e qui le 802D hanno pagato uno scotto notevole, le voci sono diventate carnose e presenti, per quanto ascoltando le inglesi non potevo muover critiche in questo range , una volta ascoltate le Usher il livello di piacere d’ ascolto è salito sull’ ascensore ed è partito in salita, per non ritornare mai più.

Presenti, olografiche, scolpite , sono alcuni termini che mi vengono in mente per descrivere le voci riprodotte da queste BE10, se con le B&W si sentivano tutti i più profondi passaggi labbiali, con tutti i minuziosi dettagli emessi dagli strumenti che in questa gamma si esprimono, qui si sentiva il petto, il riverbero delle casse armoniche, i legni,

 forse non è semplice da spiegare, ma tutto appare più vero e palpabile, più materico e reale, le voci sono davvero davanti a voi, la parete posteriore alle Usher è completamente coperta di musica, con alcuni esecutori che ne sovrastano i limiti fisici, e non si parla di illusione, è davvero realistico,  semplicemente bello e appagante.

Io sono uno che tendenzialmente predilige i diffusori raffinati, che scompaiono dalla vista, anche a scapito di possenza sull’ estremo basso e volumi coinvolgenti, ma qui ci si trova di fronte a tutto il possibile immaginabile, scena sonora immensa, voci stupende, riverberi che creano una sensazione di aria davvero incredibile, una gamma bassa straordinariamente profonda e d estesa, leggermente più grassa rispetto alle 802D, ma più rotonda ed avvolgente, anche l’ organo è più immane, perché scende di più, completando le armoniche che le inglesi non potevano riprodurre, certo non sono diffusori da inserire in 15 metri quadri, già i 25/30 del Fulvio sono il minimo sindacale, per tanto necessitano di spazio per poter esprimere a pieno tutte le loro potenzialità timbriche.

Le ho testate con tutti i generi musicali possibili e sono sempre state splendide, ci si può emozionare con un jazz  raffinato come con un rock coinvolgente, sulla classica sono semplicemente strepitose, i pieni orchestrali sono immensi ed immani, si viene investiti dalla musica, qualsiasi sia il vostro livello di volume preferito vi lasceranno stupefatti.

Personalmente non amo i volumi altissimi e quindi anche chi, come me, è abituato ad ascolti piuttosto garbati resterà assolutamente rapito da questi due pachidermi educati e rispettosi.

Fare un confronto con le mie micro utopia non ha senso, è chiaro che le Usher sono ben più complete però devo dire che sulla gamma media sono le uniche che mi hanno entusiasmato come le mie francesine, il che non è da poco, visto che le piccole focal sono conosciute per la loro estrema trasparenza e per il realismo in tale gamma, se a questo aggiungiamo un basso possente ed esteso al limite possibile dell’ ambiente, allora ci troviamo di fronte ad un signor diffusore.

I cori mi hanno fatto accapponare la pelle, un’ emozione di quelle che lasciano il segno, ho rimesso decine di volte il Cantate Domino della Proprius , davvero non riuscivo a staccarmi dagli ascolti, e se proprio devo dirla tutta, lo stesso valeva con il Trio Yamamoto, con i Pink Floyd,con Enia e chi più ne ha è più ne metta.

Per me ascoltare l’ XRCD Rhapsodies di Stokowski è stato come perdere la verginità audiofila, mai tanta possenza ed emozione avevano pervaso i miei ascolti, davvero mai sentito così, certo in situazione di assoluto relax e calma, non è come in negozio o alle fiere, era come se fossi a casa mia, il problema era che quella NON era casa mia!!

Invidioso? Si abbastanza, che posso dire, continuo ad essere innamorato delle mie micro utopia, continuano a piacermi le B&W serie D, ma qui siamo oltre, qui siamo nella musica, non saprei come spiegarvelo meglio.

Non sono per tutti, il prezzo è di quelli molto impegnativi ma va detto che queste Usher si confrontano con oggetti molto più cari e destinati a catene dei fortunati audiofili che se le possono permettere e  , non ultimo, hanno un’ ambiente idoneo a posizionarle con i dovuti spazi necessari .

Tra non molto avrò la possibilità di testare le nuove sorelline di queste BE 10, le minidancer, che per dimensioni possono rientrare tra quelle possibili in ambienti come il mio, e visto il livello delle sorellone mi aspetto piacevoli sorprese da questo nuovo modello ben più umano ed accessibile.

Inutile che vi dica che le Usher sono rimaste a casa di Fulvio ed hanno sostituito in via definitiva le pur ottime B&W802D, ma credo che questo l' avevate già sospettato.

Spero di non avervi annoiato ma soprattutto spero di esser stato comprensibile nella mia descrizione, se avete domande sono a vostra disposizione, un saluto ed un augurio di buon 2009 dal Vostro Luciano.