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Valvole, che passione !

tratto dal sito www.audion.net   di Luciano Macrì, che ringrazio per la collaborazione

 

 

 

Oramai tutti ne parlano, tutti le cercano, tutti le impiegano;

Stiamo perciò vivendo uno dei tipici momenti culturali all'italiana: la "moda valvole".
Attualmente non è più un problema reperire qualsiasi tipo di componente per costruire o riparare elettroniche valvolari e anche l'offerta di tubi elettronici è di gran lunga superiore a quella degli anni passati.

Le valvole di ieri
I tubi termoionici sono stati costruiti sino agli anni '70 dai produttori tuttora noti; successivamente la produzione è continuata per l'Europa nei paesi dell'Est e per l'America a Taiwan o comunque nei paesi orientali.
Le valvole di più frequente impiego nel settore audio si possono dividere in tubi di segnale e tubi di potenza. Fra le prime si possono citare le ECC81/2/3/8, le 12BH7, le 6CG7 ecc; fra le seconde, le EL34, le KT88 e le 6550. Sin dagli anni '90 si è scatenata in Italia una vera e propria ricerca frenetica delle valvole nuove ma d'epoca, ovvero quelle che gli americani chiamano N.O.S. (new old stock). La maggior parte di esse sono, o per meglio dire, erano disponibili o presso i principali rottamai di materiale elettrico militare (surplus) o presso vecchi negozi di ricambistica tv che conservavano in magazzino, magari in cantina, i vecchi e cari tubi elettronici. In genere, le valvole provenienti dal settore surplus hanno tutte la caratteristica di avere ottimi livelli qualitativi essendo pensate perlopiù per l'impiego in apparecchiature militari.

                                                                    

La qualità delle valvole del passato
È veramente difficile fornire concetti guida  per il riconoscimento di valvole di qualità, ma cercherò comunque di dare notizie utili al riguardo. In generale, le valvole di produzione americana sono sempre di qualità elevata. Un marchio che è stato sempre ben commercializzato in Italia (precisamente a Firenze dalla organizzazione GEB) era la General Electric: il livello qualitativo di questo produttore, così come il prezzo delle sue valvole, era sempre più elevato rispetto alle corrispondenti produttrici europee. Difficilmente una valvola G.E. risultava difettosa ed anche la durata era estremamente lunga. Detto questo, l'appassionato non deve però fidarsi ciecamente poiché verso gli anni '80, quando le scorte di magazzino terminarono, la G.E. produsse alcuni tipi di valvole in altri paesi, senza che questo venisse specificato né sul tubo e neppure sulla scatola. Questi tubi risultano avere caratteristiche nettamente inferiori rispetto ai tubi di vecchia produzione e ciò costituì motivo di confusione poiché, come già detto, il paese di provenienza non risultava impresso sulla valvola. A parte queste valvole, anche molti altri costruttori affidarono la costruzione a ditte estere dove il costo della manodopera era molto più basso. Perciò è fondamentale per l'utente capire l'anno di produzione, poiché questo può cambiare notevolmente le cose. Attualmente sono reperibili valvole 6550 marcate G.E. di costruzione anni '90: esse sono prodotte negli Stati Uniti, ma dalla MPD sotto licenza G.E. e dunque non sono G.E.


Un altro fattore di cui tenere conto è quello relativo al livello qualitativo assoluto delle valvole stesse, in altre parole del fatto che si tratti di tubi di prima scelta, di seconda scelta, ecc. Potremmo ragionevolmente affermare, senza problemi di smentita conoscendo personalmente l'ex importatore della G.E. stessa, che le valvole di questo marchio presenti allora sul mercato italiano erano tutte di prima scelta (naturalmente escludendo tutte quelle non prodotte negli Stati Uniti). Anche il marchio Sylvania era importato dalla GEB di Firenze e sicuramente le valvole di questo costruttore erano di livello qualitativo elevato. G.E. e Sylvania fornivano anche i data sheet completi delle curve dei tipi da loro prodotti. Questi dati, assieme a quelli di pochi altri produttori (Philips, Telefunken, Siemens, ecc.), venivano in genere consultati dai costruttori di tubi termoionici e dai costruttori di elettroniche valvolari. Il sottoscritto ha potuto constatare personalmente la dotazione della vecchia fabbrica fiorentina di valvole, la gloriosa Fivre, che dopo un periodo iniziale di costruzione di tubi su licenza RCA realizzò in proprio la fabbricazione di innumerevoli tipi di valvole. In questa fabbrica, appunto, venivano utilizzati i data sheet originali dei tubi ed alcuni campioni stessi delle valvole da "clonare"; dopo alcune "radiografie" si procedeva alla copia del tubo stesso in un contesto che molto probabilmente era molto vicino a quello nel quale operano attualmente le fabbriche cinesi (chi fosse interessato ad acquisire i data sheet completi originali G.E. e Sylvania o altri mi contatti attraverso la redazione di Suono).
Riprendiamo il "filamento" del discorso. Un altro marchio molto diffuso in Italia era, come tutti sanno, Philips, che costruiva valvole in molti paesi fra cui Italia (Monza), Ungheria (ex Tungsram), ecc. In generale le valvole prodotte dalla Philips erano tutte di buon livello qualitativo, e non dobbiamo scordarci che molte valvole storiche furono a loro tempo progettate e messe a punto dalla Philips stessa. Ma anche questo produttore sul finire dell'epoca valvolare affidò la costruzione dei tubi termoionici alle imprese più svariate; questo implica di nuovo che dobbiamo porre sempre attenzione al periodo di costruzione.
Altri marchi europei, meno presenti comunque sul mercato europeo, si comportarono allo stesso modo; addirittura la Siemens continuava (e forse continua tuttora) ad avere in catalogo alcuni dei tipi di più corrente impiego come la ECC82/3, EL34 ecc, che erano sino a pochi anni or sono fabbricate nella ex Germania dell'Est, di buona qualità ma mai come le originali. Da notare che le stesse sono state per molto tempo commercializzate con il marchio National (Richardson). Nel caso delle valvole Siemens è estremamente facile riconoscere il periodo di produzione semplicemente dal colore della scatola: le più vecchie hanno scatole di colore giallo e blu, quelle della seconda generazione hanno scatole di un giallo più pallido e blu ed infine la scatola attualmente in uso è diventata arancione e blu.
Nel caso della Telefunken pare invece che una volta cessata la produzione diretta di tubi termoionici questa ditta smise di commercializzare del tutto le valvole e si disfece sia delle catene di montaggio che delle valvole, tanto è vero che in Italia, e precisamente a Firenze (alla GEB), arrivarono migliaia di EL34 Telefunken. Ah, dimenticavo di dire: non cercatele, sono terminate da anni! E comunque non sono le mitiche valvole Mullard o Philips, e non sono niente più che valvole fatte costruire nella Germania Est negli anni del comunismo (ovvero del tipo slim incapaci di funzionare a tensioni elevate come le originali e dunque di scarso valore).
Abbiamo sinora parlato delle valvole circolate in Italia e destinate al settore consumer. Non dobbiamo però dimenticarci del mercato del surplus in cui sono finiti da sempre i prodotti, elettronici e non, dei quali l'esercito si disfaceva o che le basi NATO italiane mettevano all'asta. Per quanto riguarda le valvole, in generale si tratta in piccola parte di produzione italiana (Fivre, Sicte), oppure di provenienza americana .

Per quanto riguarda la produzione Fivre, essa fu di notevole interesse a partire dal periodo pre fascista sino agli anni '70. Questa industria permise all'Italia di essere indipendente per quanto concerneva la produzione di valvole nel periodo in cui la nostra nazione subiva le sanzioni economiche dei paesi alleati. I due stabilimenti, di Firenze e Pavia produssero spesso tubi elettronici di elevato livello qualitativo. Purtroppo questo costruttore, nel tentativo di rimanere concorrenziale rispetto agli altri produttori, nel dopoguerra pian piano scese di qualità, soprattutto allorché mise in produzione cinescopi tv bianco e nero.
Occorre dire anche che molto spesso i costruttori preferirono rimarcare valvole di altri produttori invece di costruirne di nuove poiche` sovente le quantità in gioco erano molto basse e tali da non costituire interesse per una eventuale produzione: anche la Fivre utilizzò questa pratica commerciale e non è infrequente reperire 6L6GC o altri tubi marcati Fivre ma prodotti negli Stati Uniti. Per quanto concerne il settore audio, alcuni anni or sono le valvole Fivre venivano prese a calci, ma attualmente pare che ricevano molti consensi dagli audiofili: verità o moda?
Provate infatti a parlare di valvole Kenrad, marchio americano di qualità; Carneade pardon, Kenrad, chi era costui? Beata ignoranza sempre più imperante. A proposito, ma chi era Carneade?
Nel settore surplus le valvole maggiormente diffuse sono quelle americane; fra queste un marchio che sicuramente ha sempre prodotto valvole di eccezionale livello qualitativo è Tung Sol, o Chataam, che poi è sempre Tung Sol. Altri marchi che, a differenza di Tung Sol, sono più facilmente reperibili nel settore surplus sono: G.E. Sylvania, C.B.S., Ken-Rad, ecc. Purtroppo da questo settore possono uscire solo alcuni tipi di valvole e, soprattutto, le finali audio classiche EL34, KT88 ecc. sono pressoché assenti, anche perché le apparecchiature militari erano ovviamente pensate per fare la guerra, non certo per ascoltare buona musica. Generalizzando possiamo affermare che le valvole reperibili sono comunque tutte di livello qualitativo elevato poiché appositamente commissionate e con uno standard qualitativo militare da rispettare .


 



Criteri di scelta delle valvole.
Fra le domande che più spesso gli appassionati di elettroniche valvolari mi pongono, una riguarda la marca delle valvole da utilizzare: domanda vaga, alla quale non si può dare una risposta che non apra una infinita discussione.
Dando per scontato il concetto che la sostituzione di una valvola con un'altra di marchio o di lotto differenti produca una qualità sonora diversa, ritengo che sia praticamente impossibile consigliare un tipo od un altro perché ciò che suona bene per alcuni può non suonare affatto bene per altri. Come abbiamo poi già visto, la marca non dice tutto: bisogna considerare il periodo di costruzione, la circuitazione nella quale la valvola si trova a lavorare, e via dicendo. A complicare la scelta delle valvole ci sono inoltre anche altre motivazioni pratiche. Nel 1993 sul mercato comparve un piccolo stock di valvole Mullard, che non recavano ad onor del vero l'indicazione "made in England". Ebbene, con molta probabilità queste valvole erano le rimanenze di quelle costruite dalla Tesla cecoslovacca o da altre ditte polacche per la Mullard inglese nell'ultimo periodo dei tubi elettronici. La loro qualità, in genere, era buona, ad un attento esame visivo si poteva notare una differenza dovuta ai diversi materiali impiegati nella costruzione.



 Negli Stati Uniti vengono prodotte valvole destinate principalmente al settore delle telecomunicazioni (vedi Eimac). Per quanto concerne il settore audio vengono attualmente prodotti pochissimi tipi di valvole fra le quali: KT88, 300B, 6550A. Le prime due sono prodotte dalla Cetron, la 6550A è invece prodotta, come già detto, dalla MPD su licenza G.E. La qualità di queste valvole è a detta del costruttore molto elevata. Nel caso della KT88 la qualità dichiarata dal costruttore è praticamente quella delle famosissime Gold Lion, mentre per la 300B, essa è la sorella gemella della WE, così come la 6550A è di ottima qualità.

                                       


Il prezzo delle KT88 e delle 300B è molto elevato, così che molti appassionati, pur possedendo apparecchi da svariate migliaia di Euro, non ritengono giusto spenderne pochi in più per il set di valvole finali, che gli garantirebbero un buon ascolto per molti anni. A proposito dei tubi costruiti attualmente dobbiamo dire che riesce molto difficile giudicare a priori se il rapporto prestazioni prezzo è buono oppure no. La cosa che ritengo sia la migliore è quella di chiedere al costruttore un dato che in passato era ritenuto fondamentale, ovvero la vita media del tubo stesso. Il costruttore in genere fornisce solo il periodo di garanzia e molte volte neppure quello.

A parte pochissimi tubi prodotti negli Stati Uniti, tutti gli altri sono di produzione cinese, o in piccola parte, sovietica. Le fabbriche cinesi, sotto controllo statale, sono in grado, dato il basso livello economico del paese, di mettere in ginocchio qualsiasi tipo di concorrenza sul piano dei semplici e puri prezzi di produzione. In Cina vengono prodotti oramai innumerevoli tipi di valvole ed ogni giorno, se esistono le condizioni favorevoli, ne entra in produzione un tipo nuovo.

 Oltretutto ricordiamoci che le caratteristiche qualitative variano da produzione a produzione, e ciò che è vero oggi può non esserlo più fra una settimana con l'arrivo del nuovo lotto. Allorché si acquista una valvola cinese anonima ci si domandi: di che lotto è? Ha già passato una selezione? ecc. Ciò che toglie ogni dubbio, come saggiamente afferma un noto importatore fiorentino di valvole cinesi, è il prezzo.


Per quanto concerne le valvole di produzione russa dobbiamo subito dire che in questo paese, come del resto nei paesi dell'Est, la produzione dei tubi elettronici non si era mai arrestata. Oltretutto la Russia è un paese nel quale esiste abbondanza di materie prime, dunque non c'è da stupirsi se in generale il livello qualitativo è piuttosto buono, almeno per quanto concerne la costruzione meccanica ed il funzionamento elettrico (altra questione è la loro "musicalità"). Dunque, e soprattutto per quanto riguarda la produzione militare (ovvero professionale), la qualità è elevata. Le valvole russe sono diventate famose nel mondo grazie a quella operazione commerciale che si chiama Sovteck. Questo marchio, regolarmente registrato, è di proprietà di una ditta americana ed ha permesso la regolare distribuzione di questo particolare tipo di prodotto da un paese dal quale è sempre stata difficile l'importazione. Alcuni tipi di valvole commercializzate dalla Sovteck sono diventati oramai famosi in tutto il mondo: basti pensare alla 6922 che ha trovato subito impiego in molti preamplificatori americani. Anche nel caso delle valvole russe il prezzo ne ha comunque determinato il successo: da un punto di vista sonico per le valvole corrispondenti europee sembrano offrire, a giudizio di molti, un musicalità maggiore.
Altre valvole di produzione russa che sono divenute di largo impiego sono: la 5881 (ovvero la 6L6GC di tipo professionale), la 12AX7W, la 5U4G ecc. Una valvola, invece, completamente nuova al di fuori della Russia è la 6C33C , ovvero un doppio triodo di potenza a bassa resistenza interna: si tratta praticamente di un equivalente russo della 6336A americana. Questa valvola, nata per essere utilizzata nei circuiti di alimentazione delle apparecchiature militari, è stata lanciata commercialmente dalla Sovteck come miglior triodo audio; in realtà la sua utilizzazione ottimale rimane confinata negli OTL (vedi l'italianissimo Graaf ecc.), anche se, impiegata in singolo stadio, può offrire una potenza di uscita ed una qualità sufficientemente elevata (vedi la rivista Audion n. 9).


In generale comunque le valvole russe, e dunque le Sovteck, sono di livello qualitativo abbastanza elevato, anche se le prestazioni musicali vanno valutate molto attentamente. Una della valvole russe che aveva suscitato molto interesse è stata la 6550WA che, dopo una iniziale facile reperibilità, è scomparsa dai listini Sovteck: si trattava evidentemente di un fondo di magazzino rapidamente esaurito a cui non è seguita una rimessa in produzione, probabilmente perché le previsioni di vendita non erano rosee dato che in commercio era già presente il tipo americano G.E. La Sovteck fa produrre in Russia le 6L6GC, le EL34, la 300B, la ECC83 ed altre. Notizia dell'ultima ora: la Sovteck ha annunciato la disponibilità della valvola 6550WD. Si tratta, a detta del costruttore, di una versione con caratteristiche molto migliori rispetto al tipo normale. Ultimissime notizie: la Sovteck ha messo in produzione un modello di KT88 tipo la vecchia RCA, con caratteristiche dichiarate migliori di quelle attualmente in circolazione. Si tratta senza dubbio di una guerra senza esclusioni di colpi. Oltre alla Sovteck, un altro distributore, sempre americano, commercializza valvole russe: si tratta della Svetlana. Questi ha messo in produzione la 6550, la 300B ed inoltre una specie di 811 e di 572 modificate (anodo non in testa, ma sullo zoccolo).
A questo punto abbiamo praticamente esaurito il nostro panorama sui costruttori di valvole, anche se a dire il vero esistono altri piccoli costruttori, quali il cecoslovacco VAIC che è riuscito a costruire valvole tipo 300B (VV30) ed altre simili che, almeno sulla carta, offrono delle prestazioni qualitative estremamente buone. L'unica nota dolente è data dal fatto che non è possibile capire se in futuro sarà possibile contare sull'approvigionamento di queste valvole, ovvero se la produzione proseguirà nel tempo. Numerosi tentativi di entrare in contatto con il costruttore, che tra l'altro abbiamo conosciuto personalmente, sono miseramente falliti; nessuna risposta ai ripetuti fax e messaggi telefonici. Improvvisamente dopo tre anni di tentativi, ci ha contattati lui: beh mi sembra decisamente un tempo eccessivo lungo per una risposta.
Unico dato certo è che una ditta giapponese ha acquistato a suo tempo un lotto di queste valvole ed è una delle pochissime a poterne disporre.
Un'altro costruttore che ha ripreso l'attività è la Tesla che si limita comunque a produrre i tipi EL34, E34L, KT88 e ECC83.
Ricordiamo inoltre la EI, ditta costruttrice jugoslava che aveva interrotto la produzione durante la guerra e che pare avere notevole esperienza per produrre innumerevoli tipi di valvole.
Un'altra possibilità di acquisto di valvole per uso audio è data dalle ditte, in genere inglesi o americane, che offrono valvole normalmente di produzione cinese, ma selezionate. Queste affermano che attraverso selezioni più o meno accurate possono fornire valvole di qualità molto elevata. Naturalmente è molto difficile capire quanto effettivo serio lavoro ci sia dietro queste selezioni. Alcune di queste ditte affermano addirittura che le valvole sono costruite sotto loro specifica e controllate dai loro tecnici, oppure appositamente per loro.
Una delle ditte selezionatrici più famose è la Gold Aero. Questa ditta americana seleziona e commercializza valvole per uso audio da molti anni; in Italia esisteva, a Cesena, un distributore Gold Aero che dopo poco tempo ha desistito, probabilmente dato il costo elevato di questi tubi. Attualmente, dunque non esiste altra possibilità che acquistarle direttamente negli Stati Uniti. Tutti i tubi venduti dalla Goldc Aero hanno la garanzia di quattro mesi. La maggior parte delle loro valvole sono di produzione cinese, oppure N.O.S., e passano attraverso tre stadi di selezione. Le valvole vengono testate inizialmente per rumore, microfonicità e guadagno. A questo punto diventano Premium Gold o Platinum. Successivamente viene controllata la transconduttanza (Gm), la corrente di placca (Ib) e la corrente di griglia (Ic1) ecc. Tutti i tubi che non superano questi test, o che non sono accoppiati internamente, vengono tolti o messi da parte. Dove vanno? Non è dato sapere: meditate gente, meditate. I tubi destinati alla serie Platinum (la più costosa) vengono selezionati mediamente in risposta a segnali impulsivi, risposta in frequenza e, come ritardi, mediante una analisi computerizzata denominata Fast Fourier. I risultati di questi controlli vengono acclusi assieme ai tubi.
In pratica, una valvola Platinum è la migliore fra migliaia selezionate. La Gold Aero afferma questo in base a misure accurate e test di ascolto: una valvola così selezionata, essi affermano, è capace di suonare meglio di altre non selezionate. Inoltre questa selezione, sempre a detta loro, porterebbe un miglioramento nella messa a fuoco e una maggior profondità dell'immagine audio, rendendo l'ascolto insensibile ai difetti di rimbalzi e ai transitori alle basse frequenze.
Tubi così selezionati presentano un livello di rumore molto più basso, maggior dettaglio spaziale, nonché dettaglio musicale più sottile. Le valvole della serie Platinum sono tutte di segnale: ECC81-2-3-8 o 6CG7, E188CC, ed il loro costo è di soli 80 dollari circa. Sempre per fornire una indicazione al lettore, diremo che le stesse valvole, ma della serie Premium, costano un quarto.
Un'altra ditta selezionatrice famosa è la RAM, sempre americana, che offre valvole di segnale e di potenza di due diversi tipi. Le prime, in genere cinesi, sono offerte come SLN (super low noise ovvero a bassissimo rumore) o LN (low noise, basso rumore) oppure SG (standard grade). Le SLN sono ovviamente adatte per lo stadio fono, le LN sono di livello superiore alle valvole normalmente reperibili e le SG sono economiche, ma comunque selezionate per il basso rumore. Normalmente tutti i doppi triodi sono accoppiati e selezionati, onde ottenere tubi con caratteristiche molto simili fra loro. I tubi di pilotaggio vengono testati per corrente di riposo e per guadagno, ed in diversi punti di lavoro. Come sappiamo, infatti, per il funzionamento ottimale di uno stadio push pull sono richiesti degli accoppiamenti stretti fra le valvole stesse. Ogni valvola viene garantita per 90 giorni. Per quanto concerne i tubi finali, la RAM adotta dei sistemi di testaggio di griglia schermo (300, 350, 400 e 450 V). I parametri presi in considerazione sono: il negativo di griglia (bias) richiesto per avere 50 m.A di corrente ad una data tensione di griglia schermo, conduttanza mutua con una corrente di 50 m.A, corrente di griglia in microampere, corrente di schermo, corrente di picco sotto un test impulsivo. L'accoppiamento dei tubi è assicurato entro il 5% di accuratezza di bias e al 10% di conduttanza mutua. Tutto ciò assicura bassa distorsione ed un funzionamento ottimale.
Un'altra ditta americana che offre una vasta gamma di tubi selezionati per uso audio è la Ruby: le valvole di potenza sono testate per conduttanza mutua e bias, senza però seguire tutti i test selettivi della RAM o della Gold Aero. Dobbiamo comunque dire che questa ditta offre già una buona selezione a prezzi molto bassi.
Vogliamo poi aggiungere che, a richiesta, anche ditte quali la Sovteck forniscono valvole selezionate.
Fra le ditte inglesi che offrono valvole selezionate, la Golden Dragon non fornisce molte specifiche riguardo i procedimenti usati e si limita solo a dire che le valvole sono tutte selezionate per le migliori prestazioni audio. Le valvole Golden Dragon sono commercializzate dalla PM, una ditta inglese molto ben conosciuta a livello internazionale, che si avvale di tecnici molto ben preparati e che le consentono di commercializzare valvole per uso audio che non hanno niente da invidiare ai tipi NOS, che a volte, addirittura, sono migliori giacché espressamente progettate per uso audio.
Praticamente il catalogo Golden Dragon copre tutte le esigenze audio a prezzi molto competitivi. Fra le valvole di segnale disponibili esiste una serie speciale, ovvero E81/2/3/8CC, EF86, a bassa microfonicità e basso rumore, dalle caratteristiche veramente notevoli. Per quanto riguarda le finali vogliamo ricordare le 300B che sono disponibili in tre versioni: normale, grafitata 4300B e al titanio, ovvero un vero e proprio gioiello. Esistono inoltre delle versioni di KT66 e KT88 che sono la vera replica fedele delle versioni GEC, ovvero un mito, e oltre ad essere una replica ben fatta anche hanno un prezzo abbordabile, molto contenuto. Insomma, una ditta seria che grazie ai notevoli e continui investimenti ci permette di usufruire di una qualità elevata. Oltre alla qualità, la Golden Dragon offre il vantaggio di essere presente in tutto il mondo (anche in Italia naturalmente) con dei distributori ed un listino "vero", non fittizio.
Molti appassionati non ritengono che la qualità dei tubi alla quale si può arrivare con queste selezioni sia tale da giustificare il prezzo molto più elevato. Dobbiamo dire che è difficile rispondere a questo interrogativi, possiamo solamente pensare che allo stato attuale delle cose questa è l'unica possibilità che abbiamo per reperire valvole di qualità. Ci troviamo davanti al solito problema, ovvero possibile qualità a basso costo (concetto utopico). Se pensiamo alle vecchie e care KT88 Gold Lion ci si può subito rendere conto che la qualità che quelle erano in grado di offrire non si può ottenere a basso costo. A proposito della KT88 Gold Lion molti non sanno che il test di rodaggio della valvola ammontava a mille ore, un tempo che per molti tubi fabbricati ora costituisce già il massimo della vita della valvola. E, credetemi, le KT88 Gold Lion duravano anni ed anni. Ecco che, se ci proviamo a rifare una valvola con questi standard (vedi Cetron) il prezzo per forza di cose arriva alle stelle, almeno dieci volte quello di una cinese.

 

 

 

                          Prova di Comparazione tra Valvole 300B

 

Introduzione

La 300b Western Electric ha una storia lunga e brillante, nella quale non intendo addentrarmi in questo breve sunto! È stata progettata negli anni 30 specificatamente come valvola di potenza per uso audio - in particolare per gli amplificatori dei cinematografi. Per tale motivo è stata utilizzata in diverse configurazioni, ma l'impiego a tutti ben noto è quello di valvola di potenza nella modalità Single-Ended. Si deve a questa valvola, più di ogni altra, se la fiaccola del Single-Ended è rimasta accesa durante i tetri anni a cavallo tra i 70 e gli 80 dominati dai transistor. Questo fenomeno si è verificato particolarmente in estremo oriente, e più nello specifico in Giappone, dove le 300b WE originali (sempre più difficili da reperire e fuori produzione dopo il 1988) hanno raggiunto cifre astronomiche e sono state utilizzate in amplificatori valvolari autocostruiti con i loro deliziosi trasformatori avvolti con filo in argento. Queste minuscole realtà fuori dal coro sarebbero rimaste tali se non fosse stato per l'apertura dei paesi comunisti ed ex-comunisti come la Cina e la Russia.
Perché? Perché queste economie, affamate di scambi tecnologici con l'Ovest hanno continuato a far funzionare gran parte delle proprie elettroniche con le valvole piuttosto che con i transistor. Con la diminuzione della domanda di valvole da parte delle strutture militari, le fabbriche specializzate nella realizzazione delle valvole hanno spostato il loro obiettivo per irrompere nel mercato occidentale. Uno dei primi risultati di tutto ciò sono state le copie delle WE300b della Golden Dragon e della Sovtec. Immediatamente, anziché ai costi stratosferici che si aggiravano sui 3000€ necessari per acquistare una coppia di NOS WE, adesso si possono avere per 100€ ognuna. Questo ha reso la 300b una valvola relativamente economica e diversi costruttori, in particolare Audio Innovations in Europa, hanno progettato ampli a valvole SE a prezzi abbordabili per l'audiofilo medio. Siamo arrivati alla situazione attuale in cui un ampli SE di 300b può essere acquistato dalla Cina per 600€ completo di valvole, ed esistono letteralmente centinaia di ampli 300b a disposizione - fino ad arrivare a prezzi di oltre 100000€... Per alcuni la 300b resta ancora la regina delle valvole...

Naturalmente l'aumento del numero degli ampli che utilizzano la 300b e le sue equivalenti è arrivato al punto che anche la Western Electric si è risvegliata ed ha fatto ripartire la produzione. Si possono reperire queste valvole a partire da un prezzo di 50€, direttamente dalla Russia o dalla Cina, per arrivare ad oltre 400€ per i marchi più prestigiosi quali ad esempio WE.

Per cui ho deciso di dare un'occhiata a quelle disponibili per verificare quali differenze possono riscontrarsi, e naturalmente provare ad ottimizzare i miei nuovi monofonici 300b Quest Silver della Audionote! Questi ampli stanno ad un "livello medio" nella scala degli ampli 300b, ad un prezzo di circa 8000€. Fanno uso di una sola 300b ciascuno il che rende i confronti molto semplici, e cosa più importante il distributore francese è stato felice di mandarmi quasi una dozzina di coppie di vavole con le quali divertirmi. Un grandissimo grazie da parte mia, per quel poco che serve il link su TNT (non ci sono molti visitatori dalla Francia) posso dire che quanto è stato fatto è pervaso dallo spirito dell'entusiasmo - grazie Philippe, sei proprio grande...

Prima di cominciare fissiamo tre punti importanti. Primo: il costo di queste valvole può cambiare notevolmente a seconda di dove vengono comperate. Ricerche in rete mostrano variazioni del 200% per cui vi consiglio di fare attenzione. I prezzi, dove esplicitati, sono quelli fatti da Philippe Heitz, potreste trovare forti variazioni da altre parti...

Secondo: rimaniamo realisti. Anche se ciascuna di queste valvole restituisce un suono differente ed identificabile, non voglio dire che le differenze stravolgono del tutto il suono. Se avete un ampli SE di 300b e non vi soddisfa, allora difficilmente un cambio delle valvole può rappresentare un rimedio. Allo stesso modo chi ha a che fare con ampli a valvole "entry level" non raggiungerà il nirvana audio con la semplice sostituzione delle valvole. Detto questo spesso in hi-fi sono le piccole modifiche che riescono a darci la felicità, per cui solo voi alla fine potete veramente decidere... Ho anche un paio di nuove 300b WE come riferimento, concesse gentilmente dalla Loth-x per un ampli provato pochi mesi fa.

Per finire qualcosa sul tipico suono di un ampli SE di 300b. Nonostante quello che voi possiate credere gli ampli SE di 300b non si possono classificare all'interno dello stereotipo "caldo e soffice" del suono valvolare. Se siete alla ricerca di un suono caldo e corposo rivolgetevi da altre parti, ad un PP di EL34 ad esempio. Le 300b sono molto aperte e pulite nei medi, al punto che alcune possono suonare troppo invadenti - la frase "hear through" è stata coniata per descrivere un buon ampli di 300b. Con dei diffusori molto efficienti si possono riprodurre bassi veloci e potenti insieme ad alti perfetti, ma con diffusori convenzionali perdono subito vigore agli estremi di banda. Per cui quando descrivo una valvola come calda, questa potrebbe essere molto più aperta rispetto a tanti altri ampli - tutto è relativo.

Le copie della 300b

Due tra le diverse valvole sono a tutti gli effetti - identiche. La AudioNote (120€) e la Audion 300b entrambe di provenienza cinese (per cui è necessaria solo una foto della AN). La Audion presenta un involucro di vetro leggermente più grande, ma ad un'analisi più attenta gli interni risultano praticamente identici, fino ai più piccoli dettagli di costruzione, la base in plastica rossa e lo stesso tipo di anodo. Sono realizzate nella stessa fabbrica, ne sono sicuro. E sono molto ben fatte:-) In generale sono ben bilanciate e precise. Il bilanciamento è piuttosto neutrale, e sono molto silenziose. Messe a confronto con le migliori soffrono di una leggera mancanza di dettaglio e aria, ma si tratta di particolari insignificanti, e per quello che costano rappresentano buone alternative e dovete disporre di un impianto molto rivelatore per accorgervi che ci sono delle cose che non vanno. Di sicuro non ho rilevato differenze tra loro.

Come terzo contendente ho avuto la Electro-Harmonix (anche questa a 120€) gold pin. Si tratta, credo, di una Sovtec particolarmente selezionata con una base in ceramica. Si trova allo stesso prezzo delle valvole cinesi, anche se la Sovtec è considerevolmente economica e forse si tratta della più economica delle 300b disponibili. Il suono di questa valvola è diverso rispetto a quello delle cinesi. La presentazione è più dolce e rilassata, anche se pure in questo caso le differenze non sono enormi. Può considerarsi una buona scelta se il vostro impianto risulta troppo invadente infatti le sue caratteristiche potrebbero aiutare a "tranquillizzare" il suono pur conservando la freschezza delle altre valvole. D'altra parte a volte potrebbe risultare un po' sfocata, in particolare se messa a confronto con una JJ.

La quarta è la Svetlana SV300b (circa 180€). Anche questa arriva dalla Russia con controllo di qualità e marketing impiantati negli USA. Tra tutte le valvole questa è quella che ricorda maggiormente la WE. Appare inoltre molto simile con il bulbo delle stesse dimensioni, e sia il bulbo in vetro sia la parte interna sono realizzate meglio dell'originale. Con la stessa impronta sonora delle valvole cinesi, questa restituisce un livello di dettaglio migliore come se fosse presente un rumore di fondo inferiore. Il basso risulta più snello e meglio definito rispetto alla WE ma sono intenzionato a parlarvene separatamente. Personalmente sento la necessità di quel pizzico di calore in più caratteristico della WE per giustificare un costo oltre il doppio necessario per portarsele a casa.

"E adesso vediamo qualcosa di completamente diverso"

Tutte le precedenti erano essenzialmente delle copie della WE300b originale, ma altre aziende hanno prodotto valvole con le stesse caratteristiche elettriche ma con costruzioni piuttosto differenti e due tra le più famose sono la JJ 300b (170€) e la TJ300b (220€) con placca e griglia in oro. E queste hanno un altro suono...

Per prima vediamo la JJ. Tra tutte le valvole questa è quella che presenta una costruzione migliore, con il vetro più sottile e gli interni che appaiono meglio realizzati. Non sono un esperto in progettazione di valvole (e neanche un principiante) ma la struttura interna è apprezzabilmente diversa rispetto alle altre e l'involucro in vetro il più grande. Anche il loro suono non è lo stesso. Tra tutte quelle in prova queste sono risultate le più rivelatrici. Adesso chiarisco quanto detto. Una delle caratteristiche di un impianto high-end è rappresentata dalla capacità di mostrare le eventuali differenze tra diverse registrazioni. Non intendo dire che voi possiate riconoscere se si tratta di Beatles o di Stones, ma le differenze di apparecchiature, processi e sfumature tra le registrazioni devono essere chiare. Si tratta della capacità di far capire quando a cantare è Paul McCartney piuttosto che John Lennon, evidenziare la differenza tra una "Telecaster" ed una "Stratocaster" ma la cosa più importante è quella di riuscire a capire quando un brano di un album è stato registrato in un altro studio rispetto ad un altro. Questa può essere un'arma a doppio taglio in quanto un tale impianto vi farà trascurare le registrazioni mediocri, al punto tale che inizierete ad ascoltare solo registrazioni ben fatte.
Se arrivate al punto in cui iniziate ad evitare di ascoltare della buona musica perché mal registrata, allora il processo è giunto ad un punto di irreversibilità (o forse è il caso che vi dedichiate ad un altro hobby). A tal proposito le JJ sono spietatamente rivelatrici, mettendo a nudo la musica ed evidenziandone i pregi ed i difetti. I Quest Silvers abbinati alle JJ riescono a trovare il giusto punto di equilibrio tra la musica e l'analisi del suono, ma diversamente dalle valvole che abbiamo descritto in precedenza questo non accade con un qualsiasi ampli. Possi sbilanciarmi a sostenere che questa potrebbe risultare la peggior valvola possibile da abbinare all'ampli Loth-x 300b. A loro confronto il suono di tutte le altre valvole sembra come se avesse perso qualcosa.

Passiamo adesso alle TJ. Rappresentano le 300b sul mercato delle quali si è parlato maggiormente. Sembra che abbiano riscontrato successo in tutto il mondo per cui tra tutte le valvole queste sono quelle che dovevo necessariamente ascoltare.

Il più grande difetto della 300b sta generalmente nel suo aspetto. Il vetro della valvola è una creazione dalle curve voluttuose e la loro grandezza si fa sicuramente notare. Il problema si pone quando le accendete. Se spegnete le luci avete la possibiltà di vedere i loro bagliori blu, altrimenti dimenticatevelo. Con una 845 riuscite a leggere, la 300b, invece, presenta la luminosità di una lucciola esaurita. Montate la TJ. Il bulbo è completamente diverso, come una PX25 - la stessa grandezza - e utilizzando una placca mesh (a rete) il tutto si accende, assumendo un aspetto magnifico e, se il primo motivo per cui vi indirizzate verso le valvole è l'estetica, allora dovete proprio comperare le TJ.

Ma... ma... guardate la foto, potete notare che i piedini non sono paralleli - e l'altra coppia era ancora peggio. Inoltre sono anche piuttosto spessi. I piedini di queste valvole risultano MOLTO serrati per gli zoccoli dei Quests, a tal punto da danneggiarli e da renderli lenti per i piedini di tutte le altre valvole in prova. Forse sono stato sfortunato. Ad ogni modo le ho montate. Wow, molto carine. Ed il suono ha un tono molto ammaliante, calore, dolcezza e delicatezza. Quest'effetto rende le voci rotonde ed organiche. Le registrazioni perdono le asprezze, e tutto diventa più piacevole all'ascolto. Potete vedere da soli dove siamo arrivati. Se il compito dell'high-end è quello di estrarre il più fedelmente possibile quanto è stato inciso nella registrazione allora la JJ è la valvola definitiva - la TJ rispetto a questa rappresenta un notevole passo indietro. Ricopre tutto con un calore e una tranquillità e c'è la netta sensazione che tutto questo sia "un'aggiunta". Oltre a questo bisogna considerare che si sono rivelate le valvole più rumorose della prova, con i più alti livelli di hum potrete quindi facilmente capire che il mio entusiasmo non arriva a quello provato da qualcun altro che ha fatto altre prove con queste valvole. Per quanto visto probabilmente potrebbero essere le valvole perfette per l'ampli Loth-x 300b.

Conclusioni

Sei valvole, con tutte le "copie" della 300b WE che danno una buona prova di loro stesse. Preso in considerazione un amplificatore ben bilanciato ciascuna di queste offre buone prestazioni, ma tra tutte la mia personale preferenza va alla Svetlana in quanto molto vicina alla WE300b. Tra le due "compatibili" ho trovato la TJ difficilmente raccomandabile, con costruzione poco accurata, rumorosa e colorata, e visto anche l'alto costo può interessare per lo più coloro che vanno dietro alle mode. La JJ è una valvola "da paura". È talmente rivelatrice - che vi darà la sensazione che non gli sfugga niente. Si tratta di un medicinale molto potente, e per molte orecchie e per molti ampli potrebbe spingersi troppo in là, ma una volta ascoltata vi sembrerà che le altre siano "false". Ne ho acquistate un paio per me. Ho comperato anche le Electro-Harmonix perchè rappresentano un grado di libertà per i miei Quests nel caso in cui mi capiti sotto mano un componente troppo invadente se accoppiato con le JJ. Ma se le TJ fossero costruite meglio e costassero di meno rappresenterebbero anche loro una buona scelta.

 

 

 

 

 

 

 

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