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                                                                           Una Giornata con Marco Lincetto, di Alfredo Di Pietro

                                                    

 

                                                GLI STUDI MAGISTER: UN CONNUBIO TRA TECNOLOGIA ED ARTE

         

INTRO

Quando, all'età di 11 anni, acquistai i miei primi due dischi di musica: la terza sinfonia di J.Brahms ed il concerto per violino ed orchestra F. Mendelssohn Bartholdy li ascoltavo su una fonovaligia regalatami da mia nonna. Passavo ore ed ore su quell'apparecchio con la testa china sul piccolo altoparlante. La tenera età è l'entusiasmo per la scoperta della grande musica, la freschezza e la profondità delle sensazioni che quelle note mi davano contrastavano con la povertà dei mezzi di riproduzione di cui allora disponevo. Oggi probabilmente nessun impianto per quanto sofisticato potrebbe rendermele con la stessa spontaneità di quei tempi, occorrerebbe una macchina del tempo che mi riportasse indietro di 38 anni e mi ponesse nuovamente davanti a quella rudimentale, magica fonovaligia. Il tempo poi passa inesorabilmente ed altri apparecchi sono transitati nelle mie camere: un'altra fonovaligia di colore celeste, un compatto della Philips con fonorivelatore piezoelettrico sino ad arrivare al primo impianto della Pioneer economico, ma serio ed a componenti separati che mi introdusse nel mondo dell'Hi Fi. A questo sono seguiti un'altro impianto Pioneer e attualmente posseggo un insieme entry level che ha conservato il giradischi ed il sintonizzatore di circa trenta anni fa, perfettamente funzionanti e che mi aiutano, nostalgicamente, a ricordare i bei tempi andati in una sorta di ricerca del tempo perduto.
Certo è ben strana la vita. Dopo un lungo periodo coinciso con la ricerca di un lavoro, il matrimonio, la famiglia in cui la musica e la passione per l'audio si sono rarefatte, da un paio d'anni a questa parte la vecchia passione è riesplosa come una bomba ad orologeria ed è coincisa con la scoperta in rete del sito TNT Audio. Quelle pagine HTML dalla grafica semplice, ma proprio per questo fortemente evocativa, ricche di informazioni e di idee, con un carattere forte e indipendente hanno contribuito alla rinascita in me di sensazioni e conoscenze appannate dal tempo. Da allora è stato un crescendo di conoscenze, letture sino all'ultimo episodio in cui, messa da parte la mia proverbiale timidezza e preso il coraggio a due mani ho chiesto tramite e-mail all'ingegner Marco Lincetto, conosciuto grazie all'incontro sul forum di Videohifi, se poteva concedermi una visita ai suoi studi di registrazione "Magister" in quel di Preganziol. L'ingegnere con grande gentilezza e disponibilità mi ha permesso di trascorrere una giornata nei suoi studi approfittando dell'occasione di una seduta di registrazione con il gruppo musicale dei Mideando.
Il giorno 29 Aprile, di buon ora, mi metto a cavallo della mia potente motocicletta attrezzato con recorder vocale digitale, macchina fotografica con destinazione studi di registrazione "Magister" a Preganziol, provincia di Treviso, in Via Collegio, 10. Il tempo è ottimo ed essendo Domenica, complice il traffico limitato, raggiungo abbastanza presto gli studi che sono immersi nel verde intenso di una bellissima campagna. Il sole, l'aria fine, il viaggio senza intoppi e la bellissima giornata mi mettono di buon umore e lasciano ben sperare che altrettanto piacevole sarà il prosieguo della giornata. Una volta giunto al cancello vengo cordialmente accolto da Marco con un grande sorriso e l'invito ad entrare negli studi. Ammetto di essere apparso un po' emozionato ed impacciato anche perchè Marco mi aveva preannunciato che sarei stato il primo audiofilo ad entrare nei suoi studi ed a godere di una sessione di registrazione.
Gli studi Magister, il cui progetto di sale e regie è stato curato da Riccardo Pietropolli, sono accolte in un edificio di recente costruzione molto curato anche dal punto di vista estetico, i suoi vari ambienti sono raggiungibili agevolmente tramite un corridoio ad L.

    

  

SALA DI REGIA

La sala è accogliente con le pareti lavorate in stile "Rustico" lateralmente, la parete frontale invece è rivestita di legno e situata subito a ridosso del banco di regia dove campeggia un fantastico Soundcraft 3200. Ai lati del mixer ci sono due mobili portaelettroniche di legno orizzontali in cui sono montate varie apparecchiature. Sul piano rialzato del banco ci sono due coppie di diffusori monitor per l'ascolto (Genelec 1031 e Yamaha NS10) mentre sulla parete in legno, ai due lati ci sono due grandi Genelec "Inwall" 1025 A. Diffusori monitor dalla trasparenza e neutralità di altissimo livello, come ho avuto modo di apprezzare. Quasi al centro del Soundcraft è posta una tastiera per mezzo della quale il Sound Engineer comanda una potente workstation digitale per le operazioni di editing. La registrazione può avvenire in analogico, digitale o in entrambi i modi contemporaneamente. I collegamenti audio con le sale (sala gialla e sala bianca) sono realizzati con modernissimi cavi OFC a doppia schermatura ottimizzati per rendere irrisorie le perdite del segnale sulle alte frequenze considerato che i conduttori possono raggiungere i 20 metri di lunghezza, il segnale fornito è assolutamente immune da disturbi. Le sale sono raggiunte da cavi microfonici, jack sbilanciati per strumenti musicali. Il controllo visivo inoltre viene assicurato da un impianto video in grado di rendere visibile qualsiasi punto dello studio da ogni tecnico e da ogni musicista rendendo possibili le registrazioni in presa diretta, le quali sfruttano l'acustica estremamente naturale delle due sale. L'assenza di grandi superfici vetrate consente l'eliminazione delle deleterie riflessioni che diversamente si verrebbero a creare; questi accorgimenti tecnici oltre ad ottimizzare i tempi di produzione nelle loro fasi iniziali rappresentano anche un considerevole risparmio economico per il cliente dello studio di registrazione. Sulla parete frontale e dietro il grande banco di regia si trova una doppia porta firewall ed una piccola vetrata che consentono l'ingresso fisico e visivo nella sala bianca. Sulla parete opposta ci sono due porte di comunicazione che permettono l'accesso ad una delle due Iso Both degli studi e ad un magazzino.

                              

 

SALA BIANCA

Questa sala, situata di fronte alla regia e separata da essa tramite due porte firewall ed una vetrata è di ampie dimensioni (130 metri cubi e 5,90 metri di altezza. Pavimento in legno (parquet) e parete posteriore di guisa particolare, quasi a formare una fisarmonica, e forata consentono anche quì, come nella sala gialla l'ottimizzazione dell'acustica ambientale.

SALA GIALLA

Entriamo in sala gialla dal corridoio tramite due porte firewall. Molto diversa da quello che può essere considerato uno studio tradizionale, ha un'acustica naturale con un riverbero del suono di due secondi circa, assolutamente bilanciato, nelle pareti forate sono alloggiati dei diffusori di Helmholtz che sono in pratica degli accordatori dell'acustica ambientale su diverse frequenze ed hanno una costruzione particolare con delle varianti pensate dall'architetto progettista. Le pareti della sala presentano delle irregolarità particolari non casuali, ma studiate in vista della perfetta ottimizzazione dell'acustica ambientale. La sala gialla era inizialmente un capannone completamente vuoto che grazie al lavoro dell'architetto durato due mesi ha condotto all'ottenimento di un'acustica perfettamente bilanciata. Il riverbero nei vari punti è variabile: si va da 2,2 secondi circa nel punto più riverberante ai 1,6 secondi, l'ambiente è climatizzato con un impianto perfettamente insonorizzato ed è privo di vetri per evitare riflessioni, quando vengono eseguite registrazioni di gruppi che hanno la necessità di vedersi lo possono fare tramite un circuito di telecamere e monitor in cui ogni sala può vedere l'altra vicendevolmente. Il cablaggio utilizza cavi Star Quad della Mogami di assoluta affidabilità. Il suolo, costituito da un bel parquet in legno, è in realtà un doppio pavimento formato da una base in cemento ed una superfice in legno che è disaccoppiata e sospesa dal fondo tramite particolari strutture isolanti a tutto vantaggio dell'abbattimento di risonanze e vibrazioni. L'impressione che ho ricevuto entrando in questo ambiente in un secondo momento, invitato ad assistere alla registrazione dei vari brani dai Mideando, è stata una di quelle che si ricordano per sempre nella vita. Non mi era mai capitato prima d'ora di entrare in un luogo così scientificamente curato dal punto di vista acustico, la sensazione di silenzio che ne ho ricevuto è stata di livello assoluto, un'assenza di suono così profonda da potersi tagliare col coltello. Tra noi audiofili spesso si usa il termine matericità per indicare la sostanziosa presenza di un suono riprodotto, talmente palpabile ed evidente da dare l'impressione di materializzarsi nell'aria. Ecco! Ciò che ho ascoltato in quei momenti è stato un "silenzio materico" se così posso esprimermi. I componenti della band hanno messo in atto tanti piccoli accorgimenti allo scopo di non disturbare la registrazione con quei piccoli rumori che in un altro ambiente sarebbero passati inosservati. Hanno tolto le scarpe per evitare il calpestio ed il rumore causato dai movimenti ritmici del piede a segnare il tempo, il bassista addirittura ha poggiato entrambi i piedi su un soffice cuscino e tutta l'area in cui erano disposti gli esecutori era coperta da un grande tappeto. Mi hanno invitato, mentre suonavano, ad evitare di provocare il benchè minimo rumore, quindi assolutamente vietati i click e flash della macchina fotografica, spostamenti nella sala e qualsiasi altra cosa che potesse disturbare. Mi sono messo quindi immobile ed avevo paura quasi anche a respirare. Alcune battute prima dell'inizio del pezzo la regia inviava dei "click" in cuffia ai musicisti che rappresentavano un "metronomo digitale" per l'individuazione del giusto tempo, questi click erano chiaramente udibili nella sala anche a distanza di diversi metri. Ogni minima nuances timbrica e non era intellegibile con una chiarezza estrema e non tendeva mai a sovrapporsi ed impastarsi col resto delle sonorità, tutte le armoniche degli strumenti a corde erano pienamente e chiaramente distinguibili creando un suono dalla ricchezza impensabile, avrei voluto avere non due , ma dieci orecchie per cogliere al meglio le opportunità di ascolto che questa fantastica sala mi stava offrendo. Alla fine di un brano ho potuto gustare il decadere del suono di una nota di violino nel suo progressivo calare per poi spegnersi con una ricchezza di armonici e nitidezza come mai mi era successo prima. Ogni singolo strumento viene ripreso da una coppia di microfoni stereo in configurazione X oppure Y.

SALA VELUT LUNA

Entro in questa sala di regia accompagnato da Marco, c'è una luce soffusa che favorisce la concentrazione ed ascolto con attenzione quanto mi viene spiegato. Mentre siamo al cospetto delle macchine Marco fà una specie di "excursus" del segnale dai microfoni sino al mastering. Delle apparecchiature presenti il Sadie Serie 5 a dispetto dell' aspetto un po' dimesso è una macchina potentissima perchè puo contare su due hard disk da 300 gigabyte ciascuno per un totale di 600. Attualmente, grazie alla sua capienza, contiene ben 10 progetti discografici. Il primo spicchio di banco è dedicato alla ripresa.

 

Ci sono i tre pre della Millennia per un totale di 24 canali d'ingresso pre-microfonici, sotto c'è il mixer analogico 88/16, il convertitore digitale dell'Apogee AD 16 x (24 Bit 192 Khz) con le interfacce digitali Alesis Adat A 14 per il collegamento via ottica o elettrica AES/EBU con le meccaniche dei registratori. L'Adat è collegato in ottico ed il prossimo arrivo: l'X 48 verrà collegato anch'esso con le stesse modalità. I registratori sono delle pure meccaniche di trasporto, i supporti sono rappresentati dagli hard disk recorder. In mezzo c'è la stazione di missaggio che è interamente digitale (Mixer Yamaha 02R96),

                       

un 96 canali a 24 bit 96 khz di aspetto contenuto; giocando col software questo banco di 24 cursori tramite degli slot può accrescersi a 48, 72 ed infine 96 canali. La parte dedicata al mastering che è la terza fase, quella finale, viene effettuata dopo aver fatto il missaggio e consiste nel trasferire ed ottimizzare sulle due tracce finali il master, sempre a 24/96. In questo caso ci sono due opzioni possibili: la più semplice che viene usata nel 90% dei casi che è interamente digitale in cui il processo di mastering viene fatto interamente dentro il PC (Sadie serie 5) a 8 tracce 24/96, soluzione particolarmente implementata per la musica classica in cui si esce dal mixer entrando direttamente nel PC e si scrive digitalmente il progetto. Con la musica leggera e certa musica classica può essere utile fare determinati interventi finali di modifica, interventi che l'esperienza insegna sia molto meglio realizzare con strumentazione analogica e non digitale ai fini della qualità del suono. In questo caso è necessario uscire dal dominio digitale una volta fatto il missaggio tramite il convertitore D/A (North Star Extremo 192/24) , il quale converte il segnale da digitale ad analogico. Il segnale in uscita viene trasportato tramite un cavo White Gold Infinito F2 poi entra nella prima macchina che è un compressore della Millennia, il TCL 2 , da questo il segnale passa nell'equalizzatore (Millennia NSEQ-2) per concludere il percorso analogico nel limiter Maselec MPL-2. Queste sono macchine di pura eccellenza in ambito analogico e allo stato tecnologico attuale non esiste nulla di meglio. I Millennia sono apparecchiature "Twin Topology" consentono cioè in tempo reale di scegliere se utilizzare un circuito valvolare oppure uno a JFET entrambi operanti in classe A pura mentre il Maselec funziona sempre in classe A pura, ma esclusivamente con circuitazione a JFET. Una volta fatti quei piccoli interventi che possono essere utili, di solito 1 - 1,5 db di compressione e piccole equalizzazioni si rientra nel dominio digitale con quello che è il miglior convertitore A/D esistente: il Prism Sound Dream AD 2 e cioè l'unico convertitore che si avvicina ai 24 bit teorici di risoluzione con uno straordinario 22,5 bit effettivi. Nel dominio digitale la "word" è di 24 bit, ma la risoluzione effettiva di solito non supera i 20 bit, questo per dare l'idea dell'eccellenza pura di questa macchina. Gli stadi analogici d'ingresso del Prism sono a componenti discreti mentre l'alimentazione viene assicurata da un trasformatore toroidale di altissima qualità e generosamente dimensionato. A questo punto una volta riconvertito il segnale da analogico nuovamente in digitale si entra nel computer Sadie 5 e si scrive il progetto finale. L'ascolto è gestito da una consolle "custom" della OTL costruita su precise specifiche, il convertitore D/A è ancora un North Star Extremo 192/24; l'ascolto è garantito oltre che dai due diffusori Sigma Ouverture pilotati da due finali North Star Monoblock e cavi di potenza White Gold anche da due amplificatori per cuffia: uno è l'OTL Hexfet II/01S anche questo "custom" ed è il sistema di riferimento e l'altro, un Tascam MH-40 mk II in classe A per un totale tra i due di ben sei ingressi cuffia. Marco mi confida che presto ai due "Monoblock" se ne aggiungeranno altri due che consentiranno la biamplificazione delle Ouverture. Le regie presenti nell'area Magister sono quattro, tutte cablate sia in analogico che in digitale. Il cablaggio analogico viene effettuato mediante dei cavi bilanciati lunghi circa 20 metri della Star Quad ottimizzati per minimizzare e rendere irrisorie quelle perdite sulle alte frequenze dovute alla notevole lunghezza dei conduttori.

 

STUDIO BEAT 2

Purtroppo non mi è stato possibile visitarlo perchè in assenza del titolare Irko era chiuso a chiave. lo studio è personalizzato per dare origine a quelle sonorità particolari che partono dai suoni moderni e spiccatamente avveniristici per approdare fino alle radio ed alle classifiche. Adibito alla realizzazione di progetti musicali completi è equipaggiato con un'attrezzatura volta alla ricreazione di sonorità "Nere".

SALA MASTERING LAB

 

Laboratorio di mastering.

ISO BOTH

L'area Magister è dotata di due "Iso Both" usate per le registrazioni vocali e non. Perfettamente insonorizzate sono controllate non per il tramite di una vetrata, ma mediante un sistema di monitoraggio video. Di queste la prima comunica con la sala di regia principale e la seconda con la sala di regia Velut Luna.


    L'EMOZIONE DI UNA SESSIONE DI REGISTRAZIONE CON I MIDEANDO

I MIDEANDO

Non appena fatte le presentazioni ed aver stretto la mano ai simpatici componenti di questa band mi sono reso immediatamente conto di avere di fronte delle persone estremamente preparate ed altrettanto cordiali e colloquiali nella loro simpatia. Parlano fittamente tra loro riascoltando i brani registrati e facendo dei commenti che mettono insieme la parte tecnica e la parte squisitamente artistica del loro progetto. Colgo il loro essere amici ed uniti nell'entusiasmo della creazione musicale, come in uno splendido gioco in cui tutti sono protagonisti e partecipano democraticamente con le loro osservazioni e le loro idee. Anche quì mi riassale la nostalgia e il dolore per aver abbandonato parecchi anni fà lo studio delle percussioni, della batteria e del clarinetto, intrapresi quando ero ancora un ragazzo. In questo fecondissimo "Humus" di creatività, passione, divertimento, fatica scorrono sui loro volti alternatamente espressioni di trionfo, di gioia nella creazione, ma anche a volte di piccoli attimi di fatica e sconforto, ma durano giusto un lampo e subito riappaiono l'energia e l'allegria che gli sono più congeniali e vero e proprio "watermark" della loro impronta musicale. Ad un certo punto il chitarrista mi dice una frase che mi ha invitato lungamente alla riflessione anche nei giorni a venire: "La musica è una vera compagna nella nostra vita che ci seguirà sempre e non ci tradirà mai". Ma chi sono i Mideando?
E' una formazione costituita da strumenti a corde, Mideando String Quintet, con Riccardo Targhetta alla voce solista e percussioni - Fabiano Guidi Colombi alla chitarra, voce e cori - Mirko Zanzarin al basso elettrico, voce e cori - Alessandro Chiarelli la violino, voce e cori e Stefano Santangelo al mandolino, octave mandolin, mandocello, armonica, voce e cori. Propongono un nuovo genere musicale definito come "New Acoustic Music" dall'Associazione Internazionale ed Europea di Musica Acustica. Nei loro album i vari brani hanno dei testi d'autore (Giulio Mozzi) e si possono cogliere delle raffinate armonie vocali con contaminazioni Pop, Rock e Jazz. Alla nona edizione del Festival Europeo di Musica Acustica e Bluegrass tenutosi nel Maggio 2006 a Voorthuizen in Olanda il Mideando String Quintet ha vinto il primo premio della critica e della giuria come "Migliore Band Europea dell'anno. Come risultato di questo premio nel 2007 la band sarà in tour negli Stati Uniti con destinazione finale a Nashville nel Tennessee.

 

LA RIPRESA

Nel caso della registrazione odierna dei Mideando, ci sono tre strumenti acustici: chitarra, violino, mandolino, un basso elettrico e voce; per i primi tre strumenti e la voce vengono utilizzati dei microfoni mentre il basso elettrico è un ingresso di linea. Un medesimo brano viene registrato due, tre o più volte e successivamente sottoposto ad editing per ottimizzare i tempi ed ottenere un prodotto finale di qualità. Questi infatti sono progetti costosi e non si può pensare di stare tutti insieme in sala e ripetere ogni volta la registrazione perchè un musicista ha sbagliato per cui i gruppi sono divisi, in questo caso la voce che rappresenta l'elemento più delicato, viene registrata in un'ambiente separato per avere il margine di essere corretta singolarmente. Anche gli assoli di chitarra, violino, mandolino o basso vengono sovraincisi secondo una tecnica molto sofisticata che tiene sempre presente il riferimento con l'ambiente differentemente da quanto si fà normalmente negli studi e che rende inavvertibile la sovraincisione. A proposito mi torna alla mente l'esperimento messo in atto da Marco in una sua produzione e presentato all'ultimo Milano High end in cui in un brano era stato ricreato in studio un coro formato da sei voci tramite la sovraincisione della stessa voce e quindi dello stesso interprete per sei volte, nello stesso ambiente e segnando con la massima precisione i vari spazi che poi il solista avrebbe occupato in sala. La simulazione era talmente perfetta che nessuno dei presenti avrebbe mai immaginato che il risultato sarebbe stato ottenuto in questo modo. Personalmente stentavo a crederci anche dopo che la tecnica era stata svelata. I Millennia, quando lavorano a valvole hanno bisogno di un certo tempo di riscaldamento, come ogni buon audiofilo "termoionico" sà e sono pronti a svolgere il loro lavoro quando gli indicatori dei VU Meters sono sullo 0, questo tempo di riscaldamento, anche se più breve, deve essere osservato anche nel funzionamento a JFET
Inizialmente viene fatto un premissaggio durante il quale il tecnico del suono ascolta in cuffia oppure attraverso i diffusori presenti in sala di regia successivamente la registrazione verrà interamente remixata allo scopo di ottenere il riversamento finale, perfettamente curato e bilanciato tra i vari strumenti e voci, prima del mastering. I tre microfoni usati per la ripresa del violino sono dei Neumann, più indicati a riprendere il timbro un po' asprigno del violino registrato a distanza ravvicinata, questi infatti vantano una notevole dolcezza e morbidezza rispetto ad altri microfoni. Un terzo microfono è posizionato alle spalle dello strumento affinchè la ricchezza timbrico-armonica di questo, la quale si esprime non solo con le vibrazioni delle corde, ma anche da quelle del legno, non venga persa per strada. Il segnale dai microfoni viene inviato al preamplificatore Millennia poi è sottoposto ad una piccolo intervento di compressione dinamica fornito da compressori di varia e diversa natura (Focusrite ISA131 Gate/EQ/Compressor - Empirical Labs Distressor EL8 - Tube-Tech CL 1B - DBX 165A) alloggiati in un mobile a sinistra del banco regia mentre a destra ci sono: Urei 1178 Stereo Compressor - Millennia TCL 2. Le compressioni che vengono effettuate in ripresa sono volte ad ottimizzare la presenza del suono e sono nell'ordine dell'1,5 - 2 db al massimo. Tutti questi interventi vengono eseguiti nel dominio analogico e non digitale a tutto vantaggio della naturalezza e profondità del suono, il Distressor ed il Tube-Tech vengono utilizzati per la voce, il DBX per il violino che però non viene compresso, ma acquisisce grazie ai circuiti valvolari un calore particolare che rende il suono dolce e naturale. L'ascolto, in uscita dal Pro Tools viene mixato dal banco Soundcraft 3200 analogico di 64 canali.

 

L'EDITING

L'editing è quella fase della produzione in cui le parti migliori delle varie registrazioni eseguite in studio in più riprese vengono assemblate, cioè in parole povere tagliate, cucite e sottoposte a quei miglioramenti possibili con uno specifico software e l'ausilio di una potente workstation digitale, viene realizzato anche il riallineamento temporale di ciascun interprete rispetto agli altri individualmente. I miglioramenti consistono nel correggere eventuali imprecisioni dei singoli strumentisti e vocalist. Il software utilizzato è il Pro Tools, uno standard mondiale di altissimo livello, il quale utilizza files in PCM (Pulse Code Modulation) in alta risoluzione (24 bit/192Khz) non compressi ed informato AIFF (Audio Interchange File Format). L'editing è una fase che può avere una grande variabilità di tempi: può occupare, a seconda della bravura dei musicisti, da poche giornate a settimane intere di lavoro con conseguente aggravio dei costi della produzione. Ancora una volta desidero raccontarvi le mie impressioni da perfetto profano dettate da quella curiosità e voglia di apprendere che mi ha spinto a chiedere al gentilissimo Ingegner Lincetto di concedermi una visita nei suoi studi. Il lavoro dell'editing, da quello che ho visto e che ho capito è un lavoro delicatissimo, di primaria importanza al fine della riuscita del progetto. E' stupefacente notare come il Sound Engineer Andrea Valfrè che era al banco riuscisse a cogliere con sicurezza e determinazione assolute ogni più piccola imperfezione ed errore compiuto dai musicisti della band; tali nei, normali nella prassi esecutiva, spesso non venivano notati neanche dai musicisti e, per converso, in altre occasioni erano loro stessi che li segnalavano dichiarando di aver commesso un fallo in un particolare passaggio del brano. Le dita del sound engineer si muovevano con una rapidità impressionante sulla tastiera del computer nel certosino lavoro dell'editing, il quale veniva svolto con una calma ed un'attenzione da nervi d'acciaio. Da parte mia seguivo attentamente ogni sua mossa al fine di individuare cosa e perchè stesse facendo, ma ho dovuto intimamente gettare la spugna perchè sinceramente non riuscivo a seguire il suo passo e riguardo la comprensione, avrò capito forse un 10% di quanto andava svolgendosi in quel titanico lavoro. Altra considerazione: nella maggior parte dei casi ascoltando un'esecuzione che a me pareva perfetta sono rimasto sorpreso nel constatare, sulla base delle analisi tecniche di Andrea, di Marco e dei componenti della band, quante piccole, sottili imperfezioni contenevano quei passaggi che a me sembravano perfetti. Tali imprecisioni riguardavano il ritmo ed il sincronismo nel tempo dei vari esecutori, eventuali note sbagliate e sbavature o approssimazioni nell'esecuzione. Quanto orecchio, precisione, professionalità e pazienza occorre per un lavoro del genere!
Alla fase dell'editing poi seguono quelle del missaggio in cui, grazie a svariate apparecchiature digitali ed analogiche quali compressori di dinamica, equalizzatori ed unità di riverbero si giunge alla determinazione di un "Sound" ben preciso in base agli intendimenti dell'ingegnere del suono. Nella fase del mastering avviene la scrittura su master del progetto.

 

    Un caloroso ringraziamento all'Ingegnere del suono Marco Lincetto per avermi dato quest'opportunità e di avermi fatto vivere questa bellissima

    giornata particolare.

               

 


Alfredo Di Pietro

                                          

                                                                     il vocalist dei Mideando Riccardo Targhetta