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                                                                                                       Vienna Acoustic Mozart Grand

                                                                                                                                                    by Luciano Milossa

                                           

                                                                       

Le piccole dal suono grande,Vienna Acoustic Mozart Grand

 

 

 

Ciao a tutti, come al solito sono qui a descrivervi le mie personalissime impressioni su un componente da me testato tra le mura domestiche.

Oggi vi parlo di diffusori e lo faccio davvero volentieri perché vi racconterò di una coppia d’oggetti che per costo, dimensioni e resa è davvero la soluzione ideale per moltissimi appassionati.

Perché dimensione?

Premetto che parliamo di diffusori da pavimento e non di bookshelf, ma se analizziamo la percentuale di appassionati che devono far convivere il proprio sistema nel salotto di casa e purtroppo sono molto meno fortunati di altri che dispongono di sale dedicate esclusivamente all’ascolto, se parliamo di persone normali che non dispongono di grandi cifre da poter dedicare alla propria passione ma che non vogliono il compromesso di cui accontentarsi

a questi è dedicato ciò che leggerete poi, per tutti gli altri leggete comunque tanto per darmi un minimo di soddisfazione J.

Prima di tutto i diffusori di cui parliamo sono le austriache Vienna Acoustic Mozart Grand, che prima di quest’occasione avevo sentito in giro su catene a me sconosciute, spesso con componenti che assolutamente non conoscevo, debbo dire che onestamente mi avevano sempre lasciato un tantino titubante, suono cicciotto, estremo alto chiuso, basso grasso ( no, non parlo di meJ),però qualcosa di ottimo si intravvedeva, ad esempio una straordinaria scena sonora, certo non potevo aspettarmi risultati straordinari come quelli sentiti dalla serie Reference, ricordo i miei incontri con le Klimt, oggetti semplicemente straordinari ma a fronte di un listino di oltre 21.000 euro direi che la soddisfazione completa è un fatto assolutamente d’obbligo.

Quando mi hanno proposto di testare queste piccoline austriache le mie perplessità erano fortemente marcate, onestamente mi aspettavo un qualcosa che a malapena avrebbe raggiunto la sufficienza,

ricordate i saggi audiofili che narravano di impianti tragicamente assemblati e che davano risultati assolutamente fuorvianti dalle reali possibilità dei componenti utilizzati?? Avevano ragione!!!!

Tanto per descriverle brevemente diciamo che si tratta di due torri slim di dimensioni compattissime, splendidamente realizzate con una cura che rende l’oggetto stranamente stupendo per il suo costo, considerando che sono prodotte a qualche km da Vienna viene da chiedersi come sia possibile vedere altri prezzi più che doppi su oggetti ove l’estetica e la cura del dettaglio sembra un parametro di assoluta ininfluenza, lo sarebbe se quei diffusori ce li regalassero, ma come ben sapete, NON è così!

Le dimensioni sono di 17cm di larghezza frontale, 95cm in altezza e quasi 30 in profondità,

circa 26 kg all’una, una risposta in frequenza da 32-22.000 hz, che di primo acchito sembra semplicemente fantasiosa sulla gamma bassa! ( convinti? Vedremo…..),due wooferini da 15cm, un tweeter in seta e una strana descrizione che parla di un’ottimizzazione d’impulso della gamma bassa che per molti versi sa di marketing dedicato a giovani rampanti e intraprendenti che fanno passi da giganti nel debutto in società J

 

                             

 

 

 

Peccato che mi sia dimenticato che a scrivere stè cosine sono stati degli Austriaci, popolo che ha fatto del rigore e della serietà una vera e propria bandiera!

Una volta sballate si deve montare le basi metalliche dotate di punte e sottopunte anti inkazzamento della moglie, attenzione che le punte sono davvero punte! E le mogli inkazzate sono davvero inkazzate!!

Subito ho ammirato la cura della realizzazione, che dire, sono davvero belle, e vicino alle mie Usher non sfiguravano per nulla, e le Usher sono un capolavoro ebanistico , se devo pensare a qualcuno che lavori sull’estetica a questi livelli mi viene in mente solo Sonus Faber.

L’impatto visivo da la netta convinzione di trovarsi di fronte a diffusori molto piccoli, una specie di LS3/5A allungate, insomma davvero piccoline, chiaramente non in grado di poter emozionare sull’ estremo basso del range sonoro,ero scioccamente prevenuto!!

E poi scusate, un tweeter in seta?? Oggi c’è il diamante, il rodio, il Berillio, l’oro,l’argento,il materiale aerospaziale della NASA,il kevlar,l’alluminio anodizzato e spazzolato( io ciò provato a spazzolare un pezzo d’alluminio, ma porca miseria mica che ciò trovato i capelli!!)e via via tutte le diavolerie tecnologiche del mondo odierno.

E questi austriaci vanno a prendersi un vecchio bacco da seta e a farlo fare il suo bozzoletto per poi sfilarlo per chilometri e farsi una cupola di un tweeter? Anacronistici!!!

Le collego pensando a quanti minuti dopo avrei riattaccato le mie splendide Usher, accendo tutto, premo il play e…………… e vado a lavorare perché altrimenti come cavolo pago i miei hobby???

Torno nel pomeriggio con la consapevolezza di dovermi fare un’ascolto poco emozionante ma, con l’estrema convinzione, di dover comunque dare una chance a queste mini torri dai wooferini dietetici.

Entro, mi siedo, alzo il volume distrattamente, e resto come un baccalà appena dissalato!! Rigido e umido!!

                               

Il suono è esattamente l’opposto di quello che avevo sentito in giro, l’estremo alto è chiaro, limpido, fresco, la scena sonora è straordinaria, addirittura lievemente più estesa delle Usher che sulla scena sono straordinarie,e….. incredibile!!!!! Il basso tira mazzate????!!!! Non è possibile, corro a prendere i miei dischi Antani ( quelli dal basso modello woofer di ritorno al futuro, avete presente la scena della chitarra elettrica?)

Metto il tondino argentato dentro il mangia cd e play……….non mi sono sbagliato!!???

Oggettivamente, sono rimasto allibito dalla corposità dell’estremo basso espresso da queste due mini torri; tondo, potente, presente e fisico, velocissimo e granitico, che cosa mai desiderare di più.

Il conto delle positività di questi due piccoli diffusori non era affatto finito li.

La gamma media è straordinaria anche se va detto che preferisco leggermente quella delle Usher, però siamo a livelli decisamente alti, e rispetto al prezzo delle piccoline direi che siamo ad un mezzo miracolo.

Le voci sono carnose e pastose ma, al contempo, fresche e limpide, tutto è definito e perfetto ma, c’è quel pizzico di anima che distingue l’ascolto appagante da quello stupendo.

Le voci femminili hanno un plus davvero notevole, sino ad oggi gli unici diffusori ,al di sotto di una bella e corposa cifra, che mi hanno fatto sentire voci così erano solamente le Usher, siamo a livelli delle micro utopia, che pur essendo un bookshelf ,complete dei suoi piedistalli, viaggiavano a 6000 euro di listino, in pratica ben più del doppio di queste austriache, ma parlare semplicemente di cifre credo sia fuorviante dal vero senso di ciò che vorrei raccontarvi, sappiamo tutti che ci sono componenti che costano 8000 e danno risultati perfettamente sovrapponibili ad altri da 20.000, ma normalmente è nell’Olimpo degli investimenti economici che le differenze si fanno sottilissime o talvolta inesistenti, qui siamo di fronte a qualcosa che costa poco e vale molto ma molto di più.

 

Ho testato tutti i generi musicali possibili, dal jazz classico a quello moderno, dal blues al rock, dall’opera al gran concerto classico, non vi è genere che ponga in evidenza qualche limite o difetto di questi diffusori, danno risultati importanti con qualsiasi cd voi abbiate inserito nella sorgente, c’è semplicemente da sedersi ed ascoltare.

Mi è capitato che, chiudendo gli occhi e riaprendoli dopo qualche tempo, restavo sempre un po’ interdetto, è come aspettarsi di vedere qualcosa di ben più importante dimensionalmente mentre nella realtà ti trovi due torrine slim che stanno creando una scena sonora davvero sontuosa, con un suono di quelli belli tosti che normalmente ti regalano diffusori dalle misure generose, o quantomeno ben più generose.

Certo non ci si può aspettare di sentire il basso delle Usher BE20 o delle Grandi Utopia, ma sono certo che nessuno possa mai aver creduto un’accostamento simile ma, se penso a diffusori concorrenti tipo B&W 804S e anche 803S, ProAc D18 e via discorrendo, be sappiate che il basso riprodotto da queste piccoline è ben più corposo delle altre, anzi vi dirò che per 3 giorni ho avuto in casa le ProAc D28, e se sulla gamma bassa avrei potuto dichiarare una patta, sul medio e l’estremo alto le Viennesi sono sempre risultate una spanna sopra, con tutto che a me , molto onestamente, le ProAc piacciono, però le piccoline riuscivano a ricreare un palcoscenico sonoro più coinvolgente e tridimensionale rispetto alle pur belle inglesi.

La scena sonora è sicuramente uno dei punti forti di questi diffusori, è ampia e profonda, areata e piena di dettagli che danno una sensazione di respiro e il tutto rende l’ascolto mooolto intrigante, davvero notevole, appagante in ogni dimensione, facilissime da posizionare, non richiedono grandissimi spazi alle spalle, 30/40cm sono già sufficienti, vanno benissimo tenute poco o nulla inclinate, il centro è marmoreo e focalizzato e la scena ampia oltre i limiti dei diffusori stessi.

Altro particolare non trascurabile è la finitura degli oggetti, proprio confrontandole con le proAc non ho potuto non notare una qualità realizzativa nettamente superiore per le Austriache, i particolari dei bordi stondati, l’essenza lignea, insomma , sembrava di aver a che fare con una lavorazione ebanistica di livello nettamente superiore, certo le Usher Minidancer su questo punto sono semplicemente fuori da ogni logica ma, in un’ipotetica summa dei diffusori meglio realizzati a livello estetico, io metto al primo posto le Sonus Faber dalla linea Cremona in su,al secondo le Usher BE, al terzo le Focal e quarte le Vienna Acoustic, ma se mi soffermo un’attimo mi accorgo che sto’ confrontando la linea d’ingresso austriaca con le linee top, o di alta gamma ,delle altre, per tanto se andiamo ad analizzare il top tra tutti questi la vedo molto dura poter decretare un vincitore.

                         

Alla fine qui si stà parlando di una coppia di torri da 2400 euro a listino, che con uno sconticino potrebbero arrivare intorno ai 2200,forse 2100 euro, e osservando in giro i prezzi della concorrenza direi che queste piccole Mozart Grand sono un miracolo europeo, certo, perché se a favore del prezzo straordinario delle Usher BE,ci sta la realizzazione in paesi dal basso tenore di vita e dai costi molto più bassi, qui si parla di oggetti realizzati vicino a Vienna, ed è notoriamente risaputo che in Austria gli stipendi sono comunque più elevati dei nostri, non di moltissimo, ma un po’ più alti, fatto che determina dei costi di produzione quantomeno in linea ai nostri italiani, e se in casa Sonus Faber vogliamo cercare la linea concorrente alla fascia Mozart dobbiamo rivolgerci alla Cremona, dove la spettacolarità ebanistica le rende esteticamente inarrivabili  , ma sul suono la situazione si ribalta a favore delle piccoline in prova, certo questa affermazione resta sempre dettata dal mio gusto personale e per tanto assolutamente opinabile, però vi posso assicurare che ogni test di cui vi racconto fa sempre affidamento anche a parecchie altre orecchie, diciamo pure che temo sempre di lasciarmi andare dall’entusiasmo del nuovo oggetto, per tanto chiedo sempre ascolti ad amici e audiofili vari, senza che mai io dica la mia o cosa ne pensi dell'oggetto in analisi, semplicemente ascolto i commenti altrui e poi elaboro.

Un grazie a voi tutti per la pazienza di aver letto queste mie righe, un ringraziamento al Tempio Esoterico  per avermi prestato gli oggetti,

 alla prossima.

 

 

Luciano Milossa, Tergeste70